Lo stato dell'economia e dell'industria di un paese si osserva anche in base al numero di nuove aziende che nascono e dalla loro capacità di essere innovative. Per rendere più chiari i termini di cosa stiamo parlando, la Repubblica Italiana con il decreto legge 179/2021 ha stabilito cosa si intende quando si parla di startup: imprese giovani, votate alla tecnologia e con grandi potenzialità di crescita.

Secondo quanto leggibile sul sito del MISE, una startup è una società di capitali, costituita anche in forma cooperativa nuova o costituita da non più di 5 anni, che ha fatturato annuo inferiore a 5 milioni di euro e ha come oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di un prodotto o servizio ad alto valore tecnologico.

Una startup può essere considerata innovativa se rispetta almeno uno di questi tre requisiti. Deve sostenere spese in R&S e innovazione pari ad almeno il 15% del maggiore valore tra fatturato e costo della produzione; deve essere titolare, depositaria o licenziataria di almeno un brevetto o titolare di un software registrato; deve impiegare personale altamente qualificato tra ricercatore e laureati a ciclo completo.

L'innovazione di un Paese, a livello economico ed industriale, è possibile solo se si favorisce la nascita e lo sviluppo di queste nuove imprese: in Italia dal 2012 al 2021 sono state registrate 12.291 startup. Un buon passo che necessita di altri stimoli. Per questo motivo il Ministero dello Sviluppo Economico ha messo a disposizione 9,5 milioni di euro per sostenere e favorire investimenti in tal senso.

Vediamo allora di scoprire quali sono le startup che potranno beneficiare di questo bonus e in cosa consiste questo contributo denominato Smart Money: un'agevolazione volta a sviluppare le startup innovative e a metterle in contatto con incubatori.

Le startup prima di Smart Money: un quadro generale sull'innovazione italiana

Come dicevamo, in Italia negli ultimi dieci anni sono nate 12.291 nuove aziende ad alto tasso di innovazione. Di queste, il 14% ha un alto valore tecnologico in ambito energetico. Sulla sua pagina Instagram, Will Italia ha osservato nello specifico la condizione del nostro Paese:

La Lombardia è la prima regione per numero di startup innovative in valore assoluto. Il dato sul numero di startup in rapporto alla popolazione (cioè su 100 mila abitanti) mostra la Lombardia sempre in prima posizione, seguita dal Trentino-Alto Adige e dal Molise. Il 24,2% delle startup si trova nel Mezzogiorno e il 78% rientra nel settore dei servizi. Se analizziamo invece i dati per età, risulta che le startup con maggiore presenza di giovani sotto i 35 anni si trovano rispettivamente in Molise, Sicilia e Puglia.

Gli sforzi governativi sono volti su quattro traiettorie: favorire la sostenibilità ambientale, l'occupazione giovanile, quella straniera e la parità di genere. Questo ultimo ambito è quello più deficitante. Secondo un recente rapporto stilato da Unioncamere, solo 4,2% delle startup è guidata da donne. La regione regina è la Basilicata; seguono il Molise e la Sicilia.

Puntare sulle startup è stata un'ottima mossa anche durante il periodo dei lockdown e della pandemia. I dati di startupitalia dicono che il 58% delle startup ha assunto personale, il 32% ha registrato un aumento della domanda e il 27% delle startup ha visto aumentare i ricavi. Le startup hanno risposto meglio delle aziende tradizionali grazie alla loro forma digitalizzata e modelli di organizzazione più flessibili.

Smart Money: a chi si rivolge l'aiuto per le startup

E' tempo di vedere nello specifico di cosa parliamo quando parliamo di Smart Money. Sempre leggendo sul sito ufficiale del MISE, Smart Money è un incentivo rivolto alle startup innovative che mira a favorire il rafforzamento del sistema delle start-up innovative italiane sostenendole nella realizzazione di progetti di sviluppo e facilitandone l’incontro con l’ecosistema dell’innovazione

L'incentivo è un contributo a fondo perduto con dotazione finanziaria di 9,5 milioni. Possono beneficiare delle agevolazioni le startup innovative che, alla data di presentazione della domanda di agevolazione:

  • sono classificabili come piccole imprese, ai sensi di quanto previsto all’allegato 1 del regolamento (UE) n. 651/2014;
  • sono regolarmente costituite da meno di 24 mesi e iscritte nell’apposita sezione speciale del Registro delle imprese;
  • si trovano nelle prime fasi di avviamento dell’attività o nella prima fase di sperimentazione dell’idea d’impresa (pre-seed), oppure sono nella fase di creazione della combinazione product/market fit (seed);
  • hanno sede legale e operativa ubicata su tutto il territorio nazionale;
  • non rientrano tra le imprese che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione europea;
  • hanno restituito agevolazioni godute per le quali è stato disposto dal Ministero dello sviluppo economico un ordine di recupero;
  • sono nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non sono in liquidazione volontaria e non sono sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatorie;
  • nei cui confronti non sia stata applicata la sanzione interdittiva di cui all’articolo 9, comma 2, lettera d), del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231 e ss.mm.ii.;
  • i cui legali rappresentanti o amministratori non siano stati condannati, con sentenza definitiva o decreto penale di condanna divenuto irrevocabile o sentenza di applicazione della pena su richiesta ai sensi dell’articolo 444 del codice di procedura penale, per i reati che costituiscono motivo di esclusione di un operatore economico dalla partecipazione a una procedura di appalto o concessione ai sensi della normativa in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture vigente alla data di presentazione della domanda;
  • non operano nei settori dell’agricoltura primaria, della pesca e dell’acquacoltura.

Smart Money: come funziona il contributo a fondo perduto per le startup

Su Invitalia.it, il sito dove sarà possibile effettuare la presentazione della domanda di agevolazione a partire dalle ore 12 del 24 Giugno, sono descritte le due forme di intervento a sostegno delle startup innovative.

La prima si chiama Contributi a fondo perduto per l’acquisto di servizi forniti dalla rete di incubatori, acceleratori e altri enti abilitati. Per accedere a questa primo possibilità, le domande devono presentare progetti di sviluppo che contengono una soluzione innovativa da proporre sul mercato e con un modello di business scalabile, puntare sulle competenze tecnologiche e che sono nella fase di individuazione del mercato o siano vicini alla fase di test di mercato, con lo sviluppo di un prototipo.

Smart Money: un incontro tra startup e incubatori

I progetti devono prevedere piani di attività da realizzare in almeno 12 mesi e, se accettati, accedono a un contributo a fondo perduto per un importo massimo di 10.000 euro che può coprire fino all’80% delle spese ammissibili.

I progetti devono inoltre evidenziare che l’utilizzo dei servizi specialistici sia diretto ad accelerare lo sviluppo di uno specifico progetto. Quali sono i servizi ammissibili? La consulenza organizzativa, operativa e strategica per lo sviluppo e la realizzazione del progetto; la gestione della proprietà intellettuale; il supporto nell’autovalutazione della maturità digitale; lo sviluppo e lo scouting di tecnologie; la prototipazione; i lavori preparatori per campagne di crowfunding.

Smart Money: gli enti abilitati per le startup

Le startup innovative possono chiedere il finanziamento per l’acquisto dei servizi forniti da:

  • incubatori certificati e acceleratori;
  • innovation hub, ovvero gli organismi che forniscono alle imprese servizi per introdurre tecnologie, sviluppare progetti di trasformazione digitale, accedere all’ecosistema dell’innovazione a livello regionale, nazionale ed europeo;
  • organismi di ricerca.

Smart Money: come funziona l'investimento nel capitale di rischio per le startup

Per le startup innovative che completano il piano di attività ammesso dalla prima forma di sostegno prevista, Smart Money propone una seconda forma di sostegno.

Le startup possono richiedere un secondo contributo, sempre a fondo perduto, se hanno ricevuto capitali di rischio da parte di enti abilitati, investitori qualificati o business angels per finanziare i piani di sviluppo. Per ottenere il contributo collegato all’investimento, l’operazione deve essere in equity, di importo superiore a 10.000 euro, non raggiungere la quota di maggioranza nel capitale sociale e garantire una permanenza per almeno 18 mesi.

Inoltre, le spese devono essere pagate esclusivamente attraverso conti correnti intestati all’impresa beneficiaria e con modalità che consentano la piena tracciabilità del pagamento e l’immediata riconducibilità dello stesso alla relativa fattura, e non sono ammesse intermediazioni da parte di piattaforme di equity crowdfunding. 

Questa seconda possibilità prevede un contributo a fondo perduto pari al 100% dell’investimento nel capitale di rischio, nel limite complessivo di 30.000 euro. Tutte le informazioni e la modulistica necessaria sono sul sito ufficiale di Invitalia dove, lo ricordiamo, è possibile fare domanda per le agevolazioni contenute in Smart Money a partire dalle ore 12 de 24 Giugno.