Abbiamo vissuto l'esperienza più bizzarra che la follia umana poteva ordire, soprattutto perché tra gli aspetti più strani c'è stata l'incapacità quasi unanime da parte della gente normale, e persino degli "esperti" (quelli che lo stato ha consultato), nel capire le basi dei virus che anche mia madre capisce, grazie a sua madre prima di lei che aveva una solida istruzione in materia dopo la seconda guerra mondiale.

Ad esempio, tutti gli stati sono pronti ad imporre nuovi blocchi qualora i dati dell'infezione volgessero nella direzione opposta. In base a quale teoria, precisamente, questo dovrebbe aiutare le cose? In che modo una nuova imposizione degli ordini di stare a casa riuscirà a far andare via un virus? "Scappate e nascondetevi" sembra aver sostituito una sofisticata comprensione di virus e immunità.

Così ho deciso di scaricare Molecular and Cell Biology for Dummies solo per verificare se sono pazzo. Sono lieto di vedere che afferma chiaramente che ci sono solo due modi per sconfiggere un virus: l'immunità naturale ed i vaccini.

Il libro ha completamente escluso l'opzione che tutto il mondo ha abbracciato a marzo: distruggere le imprese, costringere tutti a nascondersi nelle proprie case e assicurarsi che nessuno si avvicini a nessun altro. La ragione è che l'idea è del tutto ridicola, al punto che inizialmente è stata venduta come strategia per preservare i posti in ospedale e solo in seguito è stata trasformata in un principio generale secondo cui il modo di sconfiggere un virus sarebbe quello di evitare le persone e indossare un esoscheletro.

Un virus non è un miasma, un pidocchio, o una sostanza appiccicosa rossa come nel libro per bambini Cat in the Hat. Non c'è modo di intraprendere una guerra, molto meno vincerla, contro un virus. Non gli importa di confini, ordini esecutivi e titoli. Un virus è una cosa da combattere un sistema immunitario alla volta ed i nostri corpi si sono evoluti per adattarsi. I vaccini possono dare un vantaggio al sistema immunitario, ma anche così ci sarà sempre un altro virus e un'altra battaglia, e così è stato per centinaia di migliaia di anni.

Se leggete attentamente quanto detto fin qui, ora sapete più di quanto potreste sapere guardando 50 discorsi TED di Bill Gates sui virus. Sebbene abbia speso centinaia di milioni di dollari nel mettere insieme piani globali per combattere i microbi, la sua stessa comprensione sembra non essere andata oltre lo "scappare e nascondersi".

C'è un altro livello di comprensione dei virus che è stato osservato negli anni '50 e poi codificato negli anni '70: non tutti devono prenderli per diventare immuni e non tutti hanno bisogno di un vaccino se ce n'è uno. L'immunità si ottiene quando una certa percentuale della popolazione ha contratto una qualche forma del virus in questione, con sintomi o senza, e poi quest'ultimo muore.

Ciò ha implicazioni importanti, perché significa che coloro vulnerabili possono essere isolati durante i giorni attivi del virus e poi tornare alla vita normale una volta che l'immunità collettiva viene raggiunta grazie all'infezione di una parte della popolazione non vulnerabile. Questo è il motivo per cui ogni consiglio medico alle persone vulnerabili è quello di evitare grandi folle durante la stagione influenzale e perché ammalarsi e guarire per i gruppi non vulnerabili è una buona cosa.

Ciò che si ottiene da questo consiglio sui virus non è la paura, ma la gestione calma. Questa saggezza, non l'ignoranza ma la saggezza, era alla base dell'approccio non dannoso all'epidemia di polio del 1949-1952, all'influenza asiatica del 1957-58 e all'influenza di Hong Kong del 1968-69. Donald Henderson ha riassunto magnificamente questa vecchia saggezza: "Le comunità di fronte ad epidemie o altri eventi avversi rispondono meglio e con la minima ansia quando il normale funzionamento sociale della comunità è meno disturbato".

Ed è quello che abbiamo fatto per i cento anni dopo la catastrofica influenza spagnola del 1918. Non abbiamo mai più tentato chiusure o blocchi generalizzati proprio perché avevano fallito miseramente nei pochi luoghi in cui erano stati tentati.

La teoria dei pidocchi ha fatto un breve capolino con l'influenza suina del 2009 (H1N1), ma il mondo era troppo impegnato ad affrontare una crisi finanziaria, quindi la strategia postbellica di controllo e mitigazione dei virus ha prevalso ancora una volta, per fortuna. Ma poi la tempesta perfetta del 2020 e una nuova generazione di controllori dei virus hanno avuto la possibilità di condurre un grande esperimento sociale basato sulla modellizzazione e sulle previsioni su computer.

Per non parlare del nuovo vocabolario spinto nella gola di tutti, dovendo obbedire ad esortazioni stranamente arbitrarie. "State a casa! No, solo quando è necessario!" "Restate in salute, ma chiudete le palestre!" "Allontanatevi dal virus, ma non viaggiate!" "Non indossate una mascherina, aspettate, indossate una mascherina!" (Ora possiamo aggiungere: "Radunatevi in gruppo solo se state protestando contro Trump".)

Le persone hanno iniziato a credere a cose folli, come se fossimo contadini medievali: non appena si palesasse un gruppo di persone, il virus cattivo sarebbe apparso spontaneamente ed avrebbe infettato tutti. O che poteste essere un untore anche se non aveste avuto i sintomi, o che poteste beccarvi il virus toccando quasi tutto.

L'enorme quantità di sciocchezze non scientifiche scatenata in questi terribili tre mesi fa vacillare la mente. Ma è quello che succede durante qualsiasi tipo di panico... apparentemente almeno.

Però c'è una cosa che mi ha veramente infastidito in questi mesi mentre guardavo l'incredibile disfacimento della maggior parte delle libertà che davamo per scontato. Le persone non potevano andare in chiesa e a scuola, le attività commerciali erano chiuse, i mercati erano chiusi, i governatori firmavano ordini di stare a casa intesi non per il controllo della malattia ma forse per le incursioni di bombe aeree e le mascherine erano obbligatorie, mentre le persone normali sono sciamate in giro come cavallette.

Il mio grande shock è stato scoprire quanta stupidità esistesse nella popolazione, in particolare nella classe politica.

Perdonate l'uso del termine "stupido", ma è tecnicamente corretto. Lo prendo da Albert Camus e dal suo brillante libro La peste (1947). "Quando scoppia una guerra, la gente dice: è troppo stupida; non può durare a lungo. Ma anche se una guerra potrebbe essere troppo stupida, ciò non ne impedisce la durata. La stupidità ha una particolare capacità a farsi strada".

Assolutamente vero.

Era solo lo scorso febbraio quando sembravamo intelligenti. Avevamo una tecnologia straordinaria, film su richiesta, uno smartphone in tasca per comunicare con tutti ed avere tutte le conoscenze del mondo. C'era più o meno la pace, c'era prosperità, ci sono stati progressi. I nostri sistemi medici funzionavano e sembrava che solo pochi mesi fa avessimo tutto sotto controllo. Sembravamo intelligenti. Fino a quando all'improvviso è subentrata la stupidità, o almeno così sembrava.

In realtà non eravamo intelligenti come individui. I nostri politici erano stupidi come non lo sono mai stati prima d'ora e questa enorme ignoranza ha pervaso la popolazione. Ciò che era intelligente lo scorso febbraio era la società ed i processi che facevano funzionare la società ai vecchi tempi.

"Spiegacelo per favore".

Certo.

Prendiamo in considerazione l'analisi sociale di F. A. Hayek. Il suo tema principale è che il funzionamento dell'ordine sociale richieda conoscenza ed intelligenza, ma nessuna di queste conoscenze essenziali sussiste all'interno di qualsiasi mente individuale e tanto meno di qualsiasi leader politico. La conoscenza e l'intelligenza necessarie alla prosperità della società sono invece decentralizzate in tutta la società e vengono incorporate o istanziate all'interno di istituzioni e processi che si evolvono gradualmente in base alle azioni libere e alle scelte degli individui.

Cosa sono queste istituzioni? Prezzi di mercato, catene di approvvigionamento, osservazioni che facciamo dalle scelte di successo o non riuscite di altri che informano le nostre abitudini e movimenti, modi e costumi che funzionano come segnali sociali, tassi d'interesse che coordinano attentamente il flusso di denaro con le nostre preferenze temporali e tolleranze di rischio, e persino la morale che regola i nostri rapporti reciproci. Tutti questi si uniscono per creare una forma di intelligenza sociale che non risiede nelle menti individuali, ma piuttosto nel processo stesso dell'evoluzione sociale.

Il problema è che una società ben funzionante può creare l'illusione che tutto ciò non avvenga a causa del suddetto processo, ma piuttosto perché siamo così dannatamente intelligenti o forse abbiamo leader saggi con un buon piano. Sembra a tutti gli effetti che debba essere così, altrimenti come potremmo essere diventati così bravi in ​​quello che facciamo? Il punto principale di Hayek è che è un errore dare credito all'intelligenza o alla conoscenza individuale, e tanto meno a buoni governi con leader intelligenti; piuttosto il vero credito appartiene ad istituzioni e processi che nessuno in particolare controlla.

"Per comprendere la nostra civiltà", scrive Hayek, "si deve comprendere che l'ordine esteso non è derivato dal disegno o dall'intenzione umana, ma è spontaneo: è nato dalla conformità non intenzionale a certe pratiche tradizionali e in gran parte morali, molte delle quali tendono a non piacere alle persone, il cui significato di solito non riescono a comprendere e che non possono dimostrarne la validità, e che tuttavia si sono diffusi abbastanza rapidamente mediante una selezione evolutiva (l'aumento comparativo della popolazione e della ricchezza) di quei gruppi che sono riusciti a seguirli".

I lockdown hanno azzoppato queste pratiche, processi ed istituzioni. Li hanno sostituiti quasi da un giorno all'altro con nuovi mandati burocratici e da stato di polizia che ci hanno accompagnato nelle nostre case e assegnato arbitrariamente nuove categorie: procedure mediche elettive contro quelle non elettive, attività essenziali contro quelle non essenziali, forme di associazione ammissibili contro quelle non ammissibili, fino al punto di misurare la distanza dalla quale dobbiamo essere separati l'uno dall'altro. E proprio così molte delle istituzioni e dei processi sono stati schiacciati sotto lo stivale della classe politica.

Cosa ne è emerso? È triste da dire, ma la risposta è l'ignoranza diffusa. Nonostante abbia accesso a tutte le conoscenze del mondo, un gran numero di politici e persone normali è tornato alla conoscenza pre-moderna della malattia. La gente lo faceva per paura e all'improvviso si accontentava dei comandi politici. Ho amici che ci credevano, che la morte di massa fosse imminente, quindi l'unica cosa da fare era seppellirsi in casa e rispettare gli editti.

L'apparente intelligenza che avevamo solo a febbraio improvvisamente si è trasformata in poltiglia. Tutte le nostre istituzioni e pratiche più intelligenti sono state schiacciate, lasciando solo una cruda stupidità.

La verità è che noi come individui non siamo molto più intelligenti dei nostri antenati; il motivo per cui abbiamo compiuto così tanti progressi è dovuto alla crescente raffinatezza degli ordini spontanei descritti da Hayek: associazionismo, segnali economici, accumulo di capitale e know-how tecnologico, nessuno dei quali è dovuto a leader saggi in politica e nell'industria, ma piuttosto è attribuibile alla saggezza delle istituzioni che abbiamo gradualmente costruito nel corso di decenni, secoli e millenni.

Portateli via e scoprirete ciò che non vogliamo vedere.

Guardando indietro, sono molto colpito dalla conoscenza e dalla consapevolezza che la generazione del dopoguerra aveva nei confronti dell'attenuazione delle malattie. Venivano insegnate nelle scuole, tramandate a diverse generazioni e praticate nel giornalismo e negli affari pubblici. Era un modo di fare intelligente. Nel XXI secolo è successo qualcosa che ha causato una sorta di rottura in quella catena della conoscenza medica, e così le società di tutto il mondo sono diventate vulnerabili in presenza di un nuovo virus. Tanto da scegliere di essere governate da ciarlatani, terroristi, urlatori nei media e aspiranti dittatori.

Con l'allentamento dei lockdown, vedremo il ritorno di quelle che sembravano essere società intelligenti e la graduale perdita dell'influenza degli stupidi. Ma non illudiamoci, è possibile che non abbiamo imparato nulla dal fiasco che si è sviluppato davanti ai nostri occhi. Se le economie si riprenderanno, alla fine, non sarà perché noi o i nostri leader in qualche modo abbiamo battuto un virus. Quest'ultimo ha superato in astuzia tutti. Quello che risolverà ciò che la classe politica ha distrutto è la libertà di ricostruire ancora una volta le istituzioni ed i processi alla base dell'ordine spontaneo, il quale ci rende tutti più intelligenti di quanto siamo realmente.

Di Jeffrey Tucker

Traduzione di Francesco Simoncelli