Stanno arrivando le conferme da parte del MEF, il Ministero dell'Economia e delle Finanze italiano. I furbetti del Cashback di Stato verranno definitivamente posti in una lista nera, che li vedrà esclusi dalla classifica per vincere il montepremi del Cashback di stato.

Sicuramente tutti ricordiamo, soprattutto nei primi mesi in cui è entrato in vigore il Cashback di Stato, che sono stati moltissimi i furbetti che hanno approfittato delle misure introdotte da questa iniziativa per oltrepassare le regole e approfittare di fatto di un buco del sistema.

Il Cashback di Stato prevede un ritorno economico per chi, da quando si è registrato per l'iniziativa, ha effettuato spese e pagamenti attraverso le modalità indicate. Moltissimi italiani comunque lo ritengono il un vero e proprio flop, sia per le spese apportate ai commercianti, sia per le problematiche del sistema che hanno visto balzare numerosi pagamenti fuori dalla lista.

Che fine farà il cashback di stato? Al momento è arrivata una comunicazione da parte del MEF che garantisce l'esclusione dall’iniziativa a tutte le persone che non rispettano le normative, come i famosi furbetti del cashback. Vediamo di che cosa si tratta.

Cashback e i furbetti delle pompe di benzina

Secondo le regole ufficiali del Cashback di Stato, si può ottenere un rimborso in percentuale rispetto alle spese effettuate presso negozi, bar, ristoranti e supermercati purché si provveda al pagamento tramite sistema tracciabile, come le carte o le app di pagamento. Successivamente al Cashback di Natale, sono state introdotte diverse scadenze per i periodi in cui è attiva questa iniziativa.

Secondo i dati ufficiali, presentati anche dall'applicazione Io, le date di riferimento sono le seguenti:

  • 1/01/2021 – 30/06/2021;
  • 1/07/2021 – 31/12/2021;
  • 1/01/2022 – 30/06/2022.

Il 30/06 è l'ultimo giorno disponibile per il primo semestre di Cashback. Cashback che prevede il rimborso del 10% sugli acquisti, purché venga raggiunto numero minimo di transazioni che equivale a 50 pagamenti.

Non essendoci un prezzo minimo da spendere stabilito, si sono moltiplicati nei mesi i furbetti che hanno aggirato la misura che prevede i 50 pagamenti come numero minimo per accedere al rimborso.

Si parla di tutti quei casi in cui si è utilizzato un buco del sistema, per guadagnare in transazioni. È accaduto infatti che queste persone rifornissero la propria automobile alla pompa di benzina attraverso pagamenti di pochi centesimi, in modo da raggiungere in fretta il numero minimo di transazioni possibili per avere il rimborso.

Lo stop del MEF ai furbetti del Cashback

Fin da subito è stato ritenuto importante fermare questi episodi, e per la correttezza dell'intero sistema si è parlato di introdurre l'importo minimo di spesa, di 1 euro. Ricordiamo anche che oltre a ricevere il 10% di sconto sulle transazioni, chi partecipa potrà avere anche accesso ad una classifica che, in base alla quantità di transazioni effettuate, può ricevere il supercashback di 1.500 euro.

Il supercashback è una cifra assegnata in base alla classifica che coinvolge tutti gli utenti che utilizzano questa iniziativa. Ogni volta che finisce un periodo di riferimento, con le date che abbiamo visto sopra, riparte il conteggio del numero delle transazioni avvenute. Di fatto ogni sei mesi verranno erogati 1.500 euro ai primi 100.000 cittadini. La classifica è consultabile attraverso l'applicazione ufficiale del cashback, l'app Io.

Secondo le ultime indiscrezioni del MEF, come ci riporta il sito Consumatore.com ci sarà una brutta sorpresa per molti partecipanti al Cashback, attualmente iscritti alla lista per vincere il montepremi, posti in black list:

"Rientrerebbero in questa black list innanzitutto tutti coloro che hanno puntualmente abusato dei distributori di carburante, i quali sono stati presi letteralmente d’assalto di notte per far rifornimenti a suon di 50 centesimi solo per accumulare facilmente delle operazioni."

Attualmente il MEF ha comunicato la volontà di punire chi ha adoperato tecniche per aggirare il sistema  tramite l'esclusione dal gioco.

Gli esercenti e il cashback di stato

Ma cosa ne pensano i commercianti e gli esercenti sull'iniziativa proposta dallo Stato? Avevamo analizzato le polemiche che riguardavano il cosiddetto flop del Cashback. Sono molte le critiche intorno al Cashback, soprattutto perché i cittadini non possono partecipare all'iniziativa con gli acquisti effettuati on-line. Acquisti che sono aumentati a dismisura nell'ultimo periodo, dello scoppio della pandemia.

Ma oltre a questo, spunta anche il parere di moltissimi esercenti, che soprattutto nei primi mesi si sono rifiutati di aggiornare i propri registratori di cassa per consentire l'accesso ai cittadini al Cashback di Stato. Mentre il MEF si accinge a punire i furbetti della lotteria, moltissimi esercenti ancora non hanno ad oggi aggiornato i propri sistemi per garantire la partecipazione.

La polemica riguardava soprattutto i costi necessari ad aggiornare le strumentazioni per poter garantire al proprio cliente di ricevere uno scontrino adeguato per partecipare all'estrazione, e ricevere una parte di rimborso spese.

I negozi fisici non stanno attraversando un bel periodo, come spiega Ilsole24ore in questo articolo, e l'iniziativa è considerata un flop soprattutto per quei negozi che, trovandosi in crisi economica, non hanno ritenuto necessario aggiornare i propri sistemi.

L’intervento del MEF e il cashback di stato

Come spiega il sito ufficiale del Ministero dell'Economia e delle Finanze, il programma Cashback ha l'obiettivo di incentivare l'utilizzo di pagamenti tracciabili:

“Nasce con l’obiettivo di incentivare l’utilizzo di carte e applicazioni di pagamento, carte di credito e debito per favorire lo sviluppo di un sistema di transazioni digitale, sicuro, semplice e trasparente”

l'iniziativa nasce a seguito di una più ampia misura di lotta all'evasione fiscale, con l'obiettivo di migliorare la trasparenza delle transazioni, favorendo sistemi come il bonifico, l'uso delle carte di credito o di debito, applicazioni per i pagamenti elettronici.

Nonostante non sia stato fissato un importo minimo di spesa, per ogni singola transazione si può ottenere un rimborso di 15 euro massimi. Questo significa che un valore importante è dato dal numero di transazioni che vengono effettivamente fatte dal singolo cittadino. Ed è qui che si inseriscono le azioni dei furbetti. E il MEF sta intervenendo nuovamente a limitare i rischi relativi ai possibili raggiri dell'iniziativa.

Arriva il freno alle piccole transazioni: lo stop del MEF

Esiste però un rischio, relativo alla nuova blacklist annunciata dal MEF: potrebbero essere esclusi dalla partecipazione non solamente i furbetti delle pompe di benzina, ma anche tutti quelli che hanno partecipato all'iniziativa pagando importi molto bassi.

Potrebbe essere introdotta presto una vera e propria attività di monitoraggio, come ci spiega il sito Contocorrenteonline.it:

"L’attività di monitoraggio voluta dal Ministero dell’Economia potrebbe andare a pescare gli autori di queste transazioni sospette, comparando importi e tempistiche."

Il MEF quindi ha definito una strategia per poter individuare chi sono i furbetti del Cashback, ed escluderli automaticamente dalla lista. Le paure dei cittadini che stanno partecipando potrebbero essere fondate, perché si teme il rischio che con questo colpo di accetta sulle piccole transazioni, si possa in qualche modo escludere i non furbetti dalla partecipazione al gioco.

Esclusione che comprometterebbe la possibilità di vincita del montepremi, anche per tutte le persone che hanno effettuato transazioni piccole dai 5 ai 10 euro.

Per il momento questa eventualità è esclusa, non ci sono prove che indicano che il MEF voglia andare in questa direzione, nonostante i timori di alcuni cittadini. E nel frattempo si avvicina la data ultima in cui verrà premiato chi ha speso più degli altri.

Chi saranno i vincitori del cashback di stato?

Sale l'attesa per conoscere chi saranno i 100.000 vincitori del premio in palio di 1.500 euro, che di fatto hanno acquisito un maggior numero di transazioni rispetto agli altri, dal primo gennaio a al 30 giugno 2021.

Al momento sono milioni gli italiani che tutti i giorni utilizzano il cashback. Punto-informatico.it spiega qual è la situazione attuale della classifica, e le previsioni riguardo al tetto di spesa dei possibili vincitori sono interessanti.

Si parla di almeno 492 transazioni effettuate, da gennaio a oggi per poter in qualche modo rientrare fra i primi 100.000 in classifica, avvicinandosi ai 1.500 di premio. Questo vuol dire che i cittadini italiani, per aggiudicarsi un posto nella classifica e ricevere il premio, devono avere effettuato almeno 492 pagamenti, che secondo le stime stanno per salire presto a 500.

Sicuramente per chi non è abituato a effettuare molti pagamenti durante il mese sarà difficile avvicinarsi alla meta, che con il passare del tempo sembra diventare sempre più lontana. Se da un lato c'è chi crede che questo Cashback di Stato sia un flop, dall'altro ci sono moltissimi italiani che stanno provando a vincere il montepremi, o perlomeno a ricevere un rimborso pari al 10% delle spese normalmente sostenute durante i mesi.

L’incognita cashback: cosa accadrà dopo l’estate?

L'incognita su cosa accadrà al Cashback di stato rimane attuale, soprattutto a seguito delle nuove misure apportate con il Recovery Plan.

Nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza il Cashback di Stato risulta totalmente assente, e si pensa che le cause siano da collegare direttamente al flop della misura, che ha lasciato in sospeso moltissimi negozi sprovvisti della possibilità di erogare scontrini appositi ai cittadini.

Dall'altro lato bisogna calcolare che servono moltissimi soldi per attivare a livello nazionale questa misura successivamente all'estate, per questo si pensa che l'iniziativa terminerà già a luglio 2021.

Il montepremi potrebbe essere l'ultimo che riguarda questa particolare iniziativa, che era stata introdotta nel 2020 dal governo Conte. Non ci resta che aspettare il mese di giugno per sapere chi lo vincerà, chi verrà escluso e chi verrà messo nella lista nera del MEF.