Nella primavera del 2014, quando la consapevolezza sull'ebola stava appena iniziando a fare capolino, è spuntato un caso di infezione nella città di Harbel, in Liberia. Il principale datore di lavoro nella zona è Firestone. La compagnia creò immediatamente un'area di quarantena nel suo ospedale per la donna infetta, che purtroppo morì però.

Firestone distribuì tute hazmat ai lavoratori, studiò tutto ciò che poteva, costruì un centro di trattamento e diede una risposta ferma al focolaio d'infezione. La trasmissione del virus si interruppe bruscamente e anche adesso gli unici casi visti in quell'area provengono al di fuori della comunità.

L'ennesimo trionfo del mercato e della volontà umana! Tuttavia questa lezione non è stata appresa. Come per ogni crisi nella storia del mondo moderno, la paura dell'ebola ha suscitato dibattiti sul potere dello stato, proprio come ha fatto il Coronavirus.

La Cina ha avviato la più grande quarantena della storia moderna. Come George E. Wantz, illustre professore di storia della medicina all'Università del Michigan, ha scritto:

Per combattere il contagio il governo cinese ha compiuto il passo straordinario di mettere in quarantena la città di Wuhan, nonché i distretti e le città limitrofe. I confini sono sigillati ed i trasporti sono bloccati. I funzionari pubblici hanno chiuso i sistemi di trasporto pubblico. Venerdì mattina oltre 35 milioni di persone si sono svegliate vedendo riduzioni significative della loro libertà.

Tutto ciò è necessario? Wantz guarda ai numeri: