Il virus più letale è la coercizione istituzionalizzata che si trova nel DNA stesso dello stato e come abbiamo visto ha consentito di negare lo scoppio di una pandemia. Le prove sono state soppresse e scienziati e dottori eroici sono stati perseguitati, messi a tacere semplicemente perché sono stati i primi a comprendere ed esporre la gravità del problema. Di conseguenza settimane e mesi sono andati persi, ad un costo enorme: centinaia di migliaia di persone sono morte a causa della diffusione mondiale di un'epidemia che, all'inizio, le statistiche ufficiali manipolate vergognosamente hanno fatto sembrare meno pericolosa di quanto non fosse in realtà.

Il virus più letale è l'esistenza di ingombranti burocrazie e organizzazioni sovranazionali, che non sono riuscite o non hanno voluto monitorare in situ la realtà della situazione, ma hanno invece sostenuto le informazioni ricevute, offrendo al contempo supporto costante e persino elogi a politiche e misure coercitive.

Il virus più letale è l'idea che lo stato possa garantire la nostra salute pubblica e il nostro benessere universale, quando la scienza economica ha dimostrato l'impossibilità teorica della pianificazione centrale nel dare una qualità coerente e coordinata ai comandi coercitivi che emette nel suo tentativo di raggiungere i suoi pomposi obiettivi. Questa impossibilità è dovuta all'enorme volume di informazioni e conoscenze che tale compito richiederebbe e che manca alla pianificazione centrale. È anche dovuto al fatto che la coercizione istituzionale ha un impatto sul corpo sociale degli esseri umani, che da soli sono in grado di coordinarsi (e lo fanno spontaneamente) e creare ricchezza. Tale coercizione impedisce l'emergere della conoscenza diretta di cui lo stato ha bisogno per stabilire un coordinamento con i suoi comandi. Questo teorema è noto come impossibilità del calcolo economico sotto il socialismo. Mises e Hayek scoprirono il teorema negli anni '20 e gli eventi della storia mondiale non possono essere compresi senza di esso.

Il virus più letale è la dipendenza e la complicità mostrate verso lo stato da innumerevoli scienziati, esperti e intellettuali. Quando le autorità sono ubriache di potere, questa simbiosi lascia disarmata e indifesa una società manipolata. Ad esempio, il governo spagnolo ha esortato i cittadini a prendere parte a manifestazioni di massa di centinaia di migliaia di persone mentre il virus si stava già diffondendo in modo esponenziale. Quindi, appena quattro giorni dopo, è stata annunciata la decisione di dichiarare uno stato di allarme e confinare in modo coercitivo l'intera popolazione nelle loro case.

Il virus più letale è la demonizzazione dell'iniziativa privata e della sua agile ed efficiente autoregolazione, unita alla deificazione del settore pubblico in ogni area: la famiglia, l'istruzione, le pensioni, l'occupazione, il settore finanziario e l'assistenza sanitaria pubblica (un punto particolarmente rilevante al momento). Oltre 12 milioni di spagnoli, tra cui quasi il 90% degli oltre 2 milioni di impiegati statali (e tra questi un vicepresidente del governo spagnolo), hanno scelto liberamente l'assistenza sanitaria privata piuttosto che quella pubblica. I medici e le infermiere del sistema sanitario pubblico lavorano duramente e altruisticamente, ed i loro sforzi eroici non sono mai sufficientemente riconosciuti. Tuttavia il sistema non può assolutamente eliminare le sue contraddizioni interne, le sue liste di attesa, o la sua comprovata incompetenza in materia di prevenzione universale e protezione dei propri lavoratori. Ma, secondo un doppio standard, qualsiasi difetto minore nel settore privato viene sempre ed immediatamente condannato, mentre i difetti molto più gravi e flagranti nel settore pubblico sono visti come la prova definitiva della necessità di spendere più denaro e aumentare ulteriormente le dimensioni del settore pubblico.

Il virus più letale è la propaganda politica incanalata attraverso i media pubblici e anche attraverso i media privati ​​che, tuttavia, dipendono dallo stato come se fosse una droga. Come insegnava Goebbels, le bugie ripetute abbastanza spesso alla popolazione possono essere trasformate in verità ufficiali. Eccone alcune: il sistema sanitario pubblico spagnolo è il migliore al mondo; la spesa pubblica ha continuato a diminuire dall'ultima crisi; le tasse devono essere pagate dai "ricchi" e non stanno pagando la loro giusta quota; il salario minimo non è dannoso per l'occupazione; il tetto ai prezzi non causa carenze; un reddito minimo universale è la panacea di tutti i mali nel mondo del lavoro; i Paesi del nord Europa sono egoisti perché non desiderano spalmare il debito europeo; il numero di decessi ufficialmente riportato riflette il numero effettivo di decessi; solo poche centinaia di migliaia di persone sono state infettate; stiamo eseguendo test più che sufficienti; le mascherine sono necessarie, ecc. Qualsiasi cittadino anche moderatamente intelligente può facilmente verificare che quelle elencate sono tutte bugie.

Il virus più letale è l'uso corrotto della terminologia politica che coinvolge metafore fuorvianti per ipnotizzare la popolazione e rendere le persone ancora più sottomesse e dipendenti dallo stato. Ci viene detto che stiamo combattendo una "guerra" e che una volta che vinceremo, avremo bisogno di iniziare la "ricostruzione". Ma non siamo in guerra, né è necessario ricostruire nulla. Fortunatamente tutte le nostre attrezzature, fabbriche e strutture di capitale sono intatte. Sono lì, in attesa che dedichiamo tutti i nostri sforzi e lo spirito imprenditoriale al ritorno al lavoro, e quando ciò accadrà, ci riprenderemo molto rapidamente da questa situazione di stallo. Tuttavia, affinché ciò avvenga, dobbiamo avere una politica economica che favorisca meno stato e maggiore libertà imprenditoriale, riduca le tasse e la burocrazia, bilanci i conti pubblici e li ponga su basi solide, liberalizzi il mercato del lavoro e fornisca certezza del diritto e rafforzi la fiducia. Mentre una tale politica di libero mercato ha permesso alla Germania di Adenauer ed Erhard di riprendersi da una situazione molto più grave dopo la seconda guerra mondiale, la Spagna sarà impoverita e condannata se insisteremo nel prendere la direzione del socialismo.

Il virus più letale consiste nella deificazione della ragione umana e nell'uso sistematico della coercizione, incarnata dallo stato. Ci appare in veste di pecora come la quintessenza di un certo "fare del bene a tutti", tentandoci con la possibilità di raggiungere il nirvana qui e ora, di raggiungere la "giustizia sociale" e porre fine alla disuguaglianza. Tuttavia nasconde il fatto che il Leviatano prospera con l'invidia e quindi alimenta l'odio e il risentimento sociale. Il futuro dell'umanità dipende dalla nostra capacità di immunizzarci contro il virus più mortale: il socialismo che infetta l'anima umana e si è diffuso tra tutti noi.

Di Huerta De Soto

Traduzione di Francesco Simoncelli