Il governo venezuelano ha di recente annunciato che il suo servizio amministrativo per l'identificazione, la migrazione e gli stranieri (SAIME) ora accetta Bitcoin come metodo di pagamento per i passaporti.

Il problema è che Bitcoin non è anonimo, ma pseudoanonimo.

Interagire con qualsiasi stato usando Bitcoin significa rivelargli il wallet da cui state pagando. La blockchain è pubblica. Quando commentatori come Caitlin Johnstone e Stefan Molyneux, o organizzazioni come il Mises Institute o la TOR Foundation chiedono contributi in Bitcoin, si può seguire i soldi con un esploratore blockchain per vedere quanto arriva e come viene speso. Si può anche vedere chi c'è dietro la donazione, se un donatore non ha prestato molta attenzione a proteggere la propria privacy.

Non vorrei mai che il governo venezuelano, il governo degli Stati Uniti o chiunque altro potesse abusare di tali informazioni per poter sbirciare nelle mie finanze in criptovalute, soprattutto non attraverso una transazione legata al mio passaporto. Chi può dire che la prossima volta che comparirò ad un checkpoint sull'immigrazione non sarò segnalato per avere troppi Bitcoin o per aver speso soldi per una causa politicamente scorretta?

Sebbene il governo venezuelano dedichi solo una frazione delle risorse che il governo degli Stati Uniti dedica allo spionaggio degli americani, non è necessario fornire a nessuno stato dati personali aggiuntivi. La conoscenza nelle mani dello stato sarà usata come un'arma nelle mani dello stato.

Ci sono un sacco di elenchi di grandi wallet in Bitcoin e ci sono persone che si fanno un nome guardando il passaggio di Bitcoin da un conto all'altro. Tra questi c'è il governo degli Stati Uniti.

Il 6 febbraio 2018 il presidente della Commodity Futures Trading Commission (CFTC), Chris Giancarlo, ha detto davanti il Comitato Bancario del Senato degli Stati Uniti che il governo degli Stati Uniti utilizza exchange come Bitstamp, Coinbase, itBit e Kraken per tenere traccia del settore.

Chainalysis, gestito dal cofondatore di Kraken ed ex-COO Michael Gronager, esiste per legare l'identità personale alle transazioni di Bitcoin. Il loro modello di business è la riduzione della privacy personale delle altre persone, i dati che poi monetizzano vendendoli ai loro clienti. Molto più sinistro di Google o Facebook, che almeno anonimizzano i dati prima di venderli agli inserzionisti, Chainalysis collega i dati personali della vita reale, incluso il nome legale, ad un wallet specifico. Esistono molti concorrenti nell'analisi della blockchain.

Di recente Coinbase è stato messo sotto accusa per avere un servizio simile, Coinbase Analytics, che ha un contratto con il Dipartimento della Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti. "Coinbase si unisce ad un gruppo affollato di società di analisi delle criptovalute (Chainalysis, Elliptic, CipherTrace e altri) in lotta per un pezzo della torta federale. Le agenzie di tutti gli angoli del governo degli Stati Uniti stipulano regolarmente contratti con società di criptovalute per il loro software di tracciamento, contratti per un valore di milioni dollari e talvolta estendendoli per anni", riferisce Coindesk.

Gli exchange che richiedono il KYC (know your customer) ai loro clienti sono un luogo perfetto per la raccolta dei dati. Coinbase potrebbe monetizzare e semplificare il processo di raccolta dei dati, non solo addebitando commissioni per i loro servizi in quanto exchange, ma facendo un ulteriore passo avanti e monetizzando i dati dei loro utenti, rendendoli il ​​prodotto. Ciò è particolarmente dannoso nel mondo delle criptovalute ossessionato dalla privacy e dalla libertà.

Quanti soldi ci sono voluti per questa compagnia da $8 miliardi affinché vendesse i clienti degli exchange al governo degli Stati Uniti? Le informazioni fornite dal governo mostrano che il contratto ha un importo di aggiudicazione attuale di $49.000, con un potenziale di altri $134.750 in totale nei prossimi quattro anni.

Coinbase ha rassicurato gli utenti che sta solo raccogliendo dati disponibili al pubblico sui suoi utenti, niente di più. Il suo CEO, Brian Armstrong, ha incoraggiato gli utenti a non usare Bitcoin se non vogliono essere spiati da Coinbase, ma ad usare invece criptovalute basate sulla privacy.

Fortunatamente il mercato sta rispondendo a queste incursioni sulla privacy:

  • Ci sono exchange che non seguiranno le politiche standard "know your customer" (o KYC) e che di conseguenza possono fornire più anonimato.
  • Esistono exchange decentralizzati come Bisq che non possono essere facilmente tracciati perché non esiste un'entità centrale da segnalare.
  • Esistono wallet che possono anonimizzare le transazioni Bitcoin come Wasabi Wallet, il quale utilizza un concetto noto come CoinJoin per anonimizzare la proprietà.
  • Anche alcuni mixer di Bitcoin sono usati per rendere anonime le transazioni.
  • Esistono altri modi per anonimizzare gli acquisti di Bitcoin, ad esempio in contanti o tramite bancomat.
  • Stiamo assistendo all'introduzione di "coin basate sulla privacy". Sono progettate per essere molto più difficili da rintracciare, alcune potrebbero persino essere impossibili da tracciare, anche se molto tempo fa ho appreso che la parola "impossibile" non è poi così accurata, poiché la possibilità o l'impossibilità è semplicemente una questione di volontà e risorse disponibili.

Questa tesi, conservare la privacy nelle transazioni Bitcoin, è particolarmente pertinente in quanto la privacy continua ad essere attaccata sempre di più.

  • I senatori degli Stati Uniti Lindsey Graham (R-South Carolina), Tom Cotton (R-Arkansas) e Marsha Blackburn (R-Tennessee) hanno introdotto il "Lawful Access to Encrypted Data Act", una legge anti-criptovalute che insiste sul fatto che tutta la crittografia senza una backdoor per lo stato è illegale. Seguire un tale ordine significherebbe la morte della crittografia.
  • Scott Alexander di Slate Star Codex è stato minacciato di doxxing dal New York Times e di conseguenza ha cancellato il suo blog popolare per motivi di privacy. Il New York Times si è difeso affermando che ha una politica per identificare tutte le persone di cui scrive. Alexander, dopo un mese di silenzio sul New York Times, ritiene che la minaccia si sia attenuata. Rimane l'insensibile disprezzo per la privacy.
  • Google e Apple stanno implorando gli stati affinché consentano loro di utilizzare i telefoni cellulari per monitorare la posizione degli utenti in nome dell'ultima causa contro la libertà: la salute pubblica.

Come ha sottolineato il giornalista Peter Chawaga: "La privacy sta diventando una delle risorse più scarse al mondo".

Se questi attacchi alla privacy fossero senza conseguenze, forse uno potrebbe sentirsi sollevato, ma come dimostra l'attuale ondata di annientamento della cultura (da Central Park Karen al dito medio di Seattle Karen) avere una telecamera accesa quando viene immortalato un comportamento spiacevole può essere sufficiente per distruggere le fragili vite che molti vivono. C'è quasi una fame sociopatica nel voler distruggere una persona... Quanto sarebbe peggiore l'impatto di quella folla di sociopatici se anch'essi avessero accesso a tutti i dati finanziari di una persona?

È un grande momento per più crittografia e più privacy, e un momento terribile per aiutare gli stati o qualsiasi altra organizzazione a riempire database che un giorno potranno essere usati contro di voi.

Di Allan Stevo

Traduzione di Francesco Simoncelli