Fanuc punta su Cina e Usa

Le incertezze legate all’andamento del tasso di cambio e all’esito degli accordi commerciali tra Cina e Stati Uniti stanno pesando sui conti di Fanuc. I ricavi del secondo trimestre sono calati del 22% rispetto allo scorso anno e del 6% rispetto ai primi tre mesi dell’anno, e il management ha tagliato le guidance per il 2019 che ora prevedono un calo dei ricavi del 4% (anno/anno). Nonostante questo, gli analisti sono convinti che il gruppo giapponese abbia tutte le carte in regola per beneficiare del trend secolare della robotizzazione delle attività produttive. “Fanuc è il più grande produttore al mondo di macchine a controllo numerico, strumenti utilizzate in ogni campo della meccanica, e di robot industriali. L’elevata quota di mercato in questi segmenti le garantisce economie di scala inarrivabile per le aziende concorrenti. Inoltre, Fanuc fornisce prodotti che si integrano nei processi di produzione del cliente e questo le assicura un potere contrattuale nei suoi confronti che si traduce in margini di profitto superiori alla media”, dice Jason Kondo di Morningstar.

“I principali driver di crescita per il gruppo sono rappresentati dall’aumento della domanda in Cina e negli Stati Uniti, dove il livello di penetrazione del mercato è ancora basso, se consideriamo il numero di robot per lavoratore rispetto a paesi come Corea del Sud, Giappone e Germania. Nei prossimi cinque anni ipotizziamo una crescita del fatturato a un tasso medio del 2,3% e un margine operativo in espansione di circa 1000 punti base, e stimiamo un fair value pari a 20.500 yen” (report aggiornato al 29 ottobre 2019).