Cambiamenti in vista per la misura che più ha contrassegnato i dibattiti dell’ultimo periodo.

Stiamo parlando del Reddito di Cittadinanza, una misura assistenziale che è stata un vero e proprio cavallo di battaglia per la salita al Governo del Movimento 5 Stelle

Tale misura ha, come tutti noi sappiamo, lo scopo di aiutare coloro che si trovano in una situazione di difficoltà economica a causa della perdita del loro lavoro a rialzarsi e a tornare nuovamente all’interno dell’universo lavorativo.

Eppure, tale misura è stata duramente criticata da alcuni esponenti politici. 

Stiamo parlando dei partiti di centro destra e di Italia Viva di Matteo Renzi. Essi affermano che il Reddito di Cittadinanza venga utilizzato da molti come una vera e propria scusa per non andare a lavorare e “campare a spese dello Stato”.

Eppure, nonostante la misura sia nuova, non serve cancellarla per risolvere questi problemi. Infatti, il Governo Draghi ha messo in campo una serie di novità relative al Reddito di Cittadinanza che entreranno in vigore a breve, per l’esattezza il 1° gennaio 2022.

Tramite queste iniziative il Governo mira a potenziare i controlli per contrastare quelli che ormai tutti chiamiamo furbetti del Reddito di Cittadinanza. 

Inoltre, visto che lo scopo è proprio quello di reinserire le persone nel mondo del lavoro, tali modifiche vanno anche ad agire in tal senso. 

Ma non è ancora finita!

Infatti, tra i progetti che sono ancora oggi al vaglio del Governo ci sarebbe anche il tanto atteso aumento del sussidio di cittadinanza per quanto riguarda le famiglie più numerose e, al contrario, tagli sul Reddito di Cittadinanza per coloro che rifiutano i lavori proposti.

Un vero e proprio cambiamento epocale della misura. 

Proprio per questo motivo abbiamo deciso di redigere questo articolo allo scopo di informarvi su tutti quei cambiamenti che arriveranno presto e che non devono coglierci impreparati. 

Pronti? 

Partiamo!

Reddito di Cittadinanza: la rivoluzione targata Draghi del 2022

Esatto, parliamo di rivoluzione perché proprio di questo si tratta. Infatti, la misura relativa al Reddito di Cittadinanza nel 2022 cambierà completamente. 

Abbiamo ancora qualche settimana per goderci tale sussidio così come lo conosciamo oggi, ma dobbiamo scoprire prima possibile quale sarà il cambiamento epocale al quale stiamo per assistere. 

Inizialmente si pensava che Draghi avrebbe decretato lo stop al Reddito di Cittadinanza a causa della forte opposizione politica alla misura vista tra i partiti di centro destra ed Italia Viva. 

Eppure, ciò che in molti temevano non è avvenuto. Il Reddito di Cittadinanza sarà ancora attivo per il prossimo anno. Infatti, esso sarà presente nella Legge di Bilancio per il 2022 senza alcun dubbio.

Tuttavia, non mancheranno le modifiche che mirano a risolvere quelle che, ad oggi, possono essere considerate inefficienze della misura.

Lo sappiamo tutti, il Reddito di Cittadinanza non ha mai raggiunto i risultati per il quale era stato approvato. Di conseguenza, un piccolo ritocco non farà male.

Ebbene, ad oggi stiamo parlando di un enorme cambiamento della misura, tanto da arrivare a chiamarla rivoluzione. 

Ma cosa cambierà nel Reddito di Cittadinanza a partire da gennaio 2022? 

Andiamo a scoprirlo nel dettaglio.

Il primo punto che andrà ad essere modificato nel RdC 2.0 sarà l’accesso alla misura.

Per maggiore chiarezza è bene sottolineare che rimarranno invariati i criteri della cittadinanza italiana ed europea e la residenza in Italia da almeno 10 anni.

Ciò che cambierà sarà l’accesso al Reddito di Cittadinanza per quanto riguarda i cittadini stranieri. Infatti, in questo caso si sta meditando se ridurre la soglia di residenza in Italia da 10 a 5 anni. 

Eppure, è bene sottolineare qual è ad oggi e quale rimarrà l’elemento più importante per decretare i beneficiari del Reddito di Cittadinanza: l’ISEE. 

Ma cosa bisogna fare? Bisogna muoversi per aggiornare il reddito ISEE del proprio nucleo familiare

Infatti, a partire da gennaio i CAF ed i Patronati saranno oberati di lavoro, si stimano circa 12 milioni di domande. 

Ovviamente non è una sorpresa in quanto tra bonus e altre agevolazioni l’ISEE è ormai diventato l’indicatore fondamentale e chiunque voglia accedere a qualsivoglia sussidio deve esserne in possesso. 

Ma perché è necessario l’ISEE?

Diciamo che non solo si tratta di un documento necessario, ma sta diventando sempre più importante. 

Questo crescente interesse per l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente è stato reso fondamentale dopo alcuni recenti scoperte. 

Infatti, nell’ultimo periodo un blitz dei Carabinieri ha fatto si che venissero scoperte enormi truffe effettuate da coloro che, come abbiamo detto, chiamiamo simpaticamente furbetti del Reddito di Cittadinanza.

Di conseguenza, l’ISEE sarà necessario per garantire un maggiore controllo su come vengono spesi i soldi pubblici in questa misura. 

Reddito di Cittadinanza e le novità in campo lavorativo: il patto per il lavoro e la diminuzione del sussidio 

Come sappiamo benissimo, il Reddito di Cittadinanza è stato introdotto con lo scopo di sostenere tutti coloro che, per i più vari motivi, si trovano senza lavoro e per facilitare il reinserimento di questi soggetti nell’universo lavorativo. 

Eppure, sappiamo tutti che il Reddito di Cittadinanza non ha mai raggiunto questo scopo che, seppur nobile, sembra ancora oggi un’utopia. 

A volte neanche coloro che percepiscono il RdC hanno mai ricevuto un’offerta. 

Conosci il patto per il lavoro? Tutti i percettori del Reddito di Cittadinanza lo firmano ma in pochi conoscono veramente il motivo per il quale è stato pensato.

Infatti, tramite la firma del patto per il lavoro il percettore del sussidio afferma di essere disponibile a svolgere un qualsiasi lavoro appena se ne può presentare l’occasione. 

Ebbene, purtroppo il Reddito di Cittadinanza, per com’è oggi, ha fallito miseramente anche su questo fronte. 

Infatti, sono state numerose le persone che hanno rifiutato più di una proposta di lavoro che è pervenuta dal Centro dell’Impiego.

Ebbene, il Governo Draghi ha deciso di scendere in campo per combattere questa inefficienza. 

Come farà?

La strategia è senza dubbio molto severa, ma alla lunga potrebbe dare degli ottimi risultati. 

Infatti, è sempre bene ricordare che il Reddito di Cittadinanza ha lo scopo di reinserire le persone nell’universo lavorativo e non di mantenerle sulle spalle dello Stato (come invece sostengono alcune forze politiche).

Ma cosa cambierà nell’universo lavorativo a partire da gennaio 2022?

Innanzitutto è bene sottolineare che tutti coloro che decideranno di non aderire ai corsi di riqualificazione proposti dal Centro per l’Impiego e coloro che rifiuteranno la prima offerta di lavoro riceveranno un taglio sul loro sussidio di cittadinanza

Questo cosa significa? In poche parole non sarà possibile rifiutare più di un’offerta di lavoro.

O meglio, si potrà rifiutare la prima, ma ogni mese verranno decurtati 5 euro dal proprio sussidio di cittadinanza. 

Invece, rifiutando anche la seconda offerta, il beneficiario vedrà lo stop al Reddito di Cittadinanza e dovrà definitivamente dirgli addio. 

Ovviamente, prima di revocare tale sussidio per le persone che ne hanno realmente bisogno verrà richiesto un controllo approfondito da parte dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale allo scopo di identificare le vere ragioni del rifiuto del lavoro. 

Reddito di Cittadinanza, una notizia positiva: aumentano gli assegni! Di quale importo?

Se da una parte abbiamo appena scoperto che potrebbe verificarsi un vero e proprio problema attorno alla questione lavoro per coloro che percepiscono il RdC, dall’altra abbiamo anche una notizia positiva. 

Infatti, sebbene non sia ancora stata approvata, è in corso di revisione una misura che potrebbe portare ad un notevole aumento dell’assegno di cittadinanza. 

Ovviamente tale aumento non sarà dedicato a tutti i percettori del Reddito di Cittadinanza, ma solamente alle famiglie più numerose. 

Tuttavia è bene sottolineare che, se da una parte il pagamento aumenta, dall’altra dovrà pur diminuire. Infatti, nessuno ha parlato di un aumento dei fondi dedicati alla misura in questione. 

Ma quindi, se per le famiglie più numerose il Reddito di Cittadinanza aumenta, a chi diminuisce?

Ebbene, in questo caso dobbiamo fare riferimento ai nuclei familiari formati da un singolo componente. Per queste persone l’importo del sussidio di cittadinanza passerebbe dagli attuali 500 euro mensili a 450 euro. 

Invece, per quanto riguarda le famiglie più numerose la soglia massima salirebbe dagli attuali 2,1 (coefficiente per calcolare il Reddito di Cittadinanza) a 2,8 o 2,9 per le famiglie che hanno al loro interno soggetti disabili.

Di conseguenza l’importo massimo del reddito per le famiglie più numerose aumenterà dagli attuali 1.330 euro ai futuri 1.450 euro al mese. 

Diciamo che questa novità può essere percepita, logicamente, in due modi. 

Da una parte le famiglie maggiormente numerose potrebbero vedere questo aumento del Reddito di Cittadinanza in maniera favorevole, ma, al contrario, i nuclei familiari composti da singoli individui potrebbero non apprezzare la manovra. 

Reddito di Cittadinanza: gli importi lievitano anche con l’Assegno Unico

Ebbene, siamo arrivati anche all’ultima delle novità rilevanti circa il Reddito di Cittadinanza a partire dal 2022.

Infatti, come abbiamo visto, si tratterà proprio di un cambiamento radicale di questa misura. 

Andiamo a scoprire anche come sarà possibile ottenere un’assegno di valore maggiore tramite due modalità importanti: il Bonus Reddito di Cittadinanza (chiamato anche aiuto all’autoimprenditorialità) e l’Assegno Unico Universale, in vigore da gennaio 2022. 

Quando parliamo di Bonus Reddito di Cittadinanza facciamo riferimento ad un aiuto nei confronti dei cittadini che percepiscono il sussidio che hanno intenzione di avviare una propria attività

In questo caso, il Governo darà a tali cittadini un aumento fino a 780 euro mensili per un totale di 16 mesi.

Invece, quando parliamo dell’Assegno Unico Universale facciamo riferimento a quella misura che spetta ai percettori del Reddito di Cittadinanza con figli a carico che fanno parte di alcune categorie, come mezzadri, disoccupati o coltivatori. 

In questo caso l’aumento è di 167,50 euro per famiglie con uno o due figli a carico e di 217,80 euro per coloro che hanno più di tre figli.