Oggi più che mai il reddito di cittadinanza rappresenta effettivamente un sostegno economico al reddito di essenziale importanza nei confronti delle famiglie italiani e di tutti quei nuclei familiari che si trovano purtroppo in una situazione economica di difficoltà. A questo proposito, mentre la squadra del Governo italiano alla cui guida vi è il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha pensato ad una serie di nuovi bonus addizionali che potranno essere integrati agli importi del reddito di cittadinanza, ora più che mai sono davvero tantissimi i cittadini che rischiano invece di subire un vero e proprio stop del beneficio.

A questo proposito, mentre una parte della platea dei cittadini beneficiari del reddito di cittadinanza 2021 può effettivamente ottenere ed usufruire di nuove maggiorazioni e di un assegno maggiorato del RdC, dall’altra parte vi sono diverse persone che invece dovranno essere coinvolte da uno stop del reddito di cittadinanza

In questo panorama, è necessario precisare però che è possibile identificare e riconoscere differenti motivazioni che potrebbero determinare la perdita del diritto al sostegno del reddito di cittadinanza.

Per questo motivo, al fine di assicurarsi il prolungamento del beneficio, occorre che i cittadini si accertino di continuare ad essere in possesso di tutte le condizioni ed i requisiti considerati obbligatori.

In questo senso, all’interno del seguente articolo saranno illustrati tutti i fattori che potrebbero influenzare negativamente la possibilità dei cittadini di beneficiare del reddito di cittadinanza e che quindi determinerebbero lo stop agli accrediti del RdC. In questo modo, nei prossimi paragrafi, sarà anche evidenziato nello specifico chi ha diritto al reddito di cittadinanza, quanto pagano il sostegno economico ma anche come è possibile ottenere il reddito di cittadinanza 2021.

Reddito di cittadinanza ultima ora: tutte le novità del 2021

Il reddito di cittadinanza è stato un beneficio fortemente voluto da parte del partito del Movimento 5 Stelle, il quale nell'anno 2019 è riuscito ad ottenere il suo riconoscimento ufficiale. Effettivamente, grazie alla pubblicazione ufficiale in Gazzetta del decreto-legge numero 4 dell'anno 2019, la squadra dell’esecutivo ha concordato all’istituzione del beneficio legato al RdC.

In questo modo, nel corso dei mesi, si sono susseguiti differenti cambiamenti e modificazioni legate alle disposizioni inserite nel testo del decreto-legge che ha portato all’introduzione del reddito di cittadinanza.

Dunque, il reddito di cittadinanza nell’ultimo anno è stato coinvolto da importanti novità che hanno determinato anche la possibilità di riconoscere degli aumenti esponenziali del proprio assegno. Questi aumenti, effettivamente, potranno essere ottenuti da un lato da parte di quei cittadini che hanno uno oppure più di un figlio che ha un’età inferiore ai diciotto anni.

Dall’altro lato, invece, gli aumenti del reddito di cittadinanza saranno percepiti ed ottenuti anche da parte di coloro che decideranno di aprire un’attività di lavoro come professionisti autonomi, anche nei casi in cui parteciperanno a società semplici oppure a cooperative lavorative.

Reddito di cittadinanza: chi ha diritto all’aumento dell'assegno

A questo proposito, in seguito all’approvazione e alla relativa entrata in vigore del decreto approvato nel 12 febbraio 2021 da parte del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, il reddito di cittadinanza è stato coinvolto dall’introduzione di un nuovo bonus addizionale. In questo senso, si tratta di un aumento degli importi riconosciuto nei confronti di alcune categorie di cittadini, i quali decideranno di avviare una propria attività lavorativa autonoma.

In questa prospettiva, infatti, i cittadini potranno ottenere un aumento dell’assegno fino a 780 euro per ogni mensilità, per una durata di sei mesi.

Un’ulteriore novità che ha coinvolto il reddito di cittadinanza a partire dal mese di luglio, durante il quale è stato di fatto approvato l’assegno unico per i figli a carico, verso quei cittadini che hanno almeno un figlio minorenne. A tal proposito, secondo quanto previsto dall’articolo 4 relativo al decreto legge numero 79 del 2021, l’assegno unico temporaneo potrà essere riconosciuto anche nei confronti di quelle famiglie che attualmente percepiscono l'assegno relativo al reddito di cittadinanza.

Stop reddito di cittadinanza: quando si verifica la perdita del diritto?

Mentre una grande fetta dei beneficiari del reddito di cittadinanza potranno finemente godere degli importanti aumenti previsti per le categorie di cittadini appena precisati, dall’altro canto molti cittadini saranno purtroppo coinvolti dallo stop del reddito di cittadinanza. 

A titolo esemplificativo, infatti, è necessario riepilogare i casi principali in cui si potrebbe verificare un’effettiva perdita del beneficio del reddito di cittadinanza e che quindi potrebbe causare lo stop dei pagamenti.

Dunque, uno dei primi aspetti che potrebbe determinare lo stop del reddito di cittadinanza è sicuramente quello legato alla scadenza di tipo temporale dell’erogazione del RdC, che si manifesta allo scattare della diciottesima mensilità. 

Un’altra possibilità che potrebbe determinare dei casi in cui i cittadini titolari del reddito di cittadinanza rischierebbero di perdere il diritto a percepire il beneficio, riguarda l’assenza improvvisa di uno o più requisiti e condizioni considerate obbligatorie.

Inoltre, ha assunto una fondamentale importanza ai sensi dell'erogazione dei pagamenti per il reddito di cittadinanza anche le comunicazioni obbligatorie che dovranno essere trasmesse nei confronti dell’Istituto Nazionale Previdenza Sociale. In tal senso, in assenza di tale condizione i cittadini perderebbero di fatto il diretto ad usufruire del reddito di cittadinanza. 

Infine, si potrebbe determinare uno stop dei pagamenti del reddito di cittadinanza, anche nei casi in cui uno o più di un componente del nucleo familiare riesce a trovare una nuova occupazione lavorativa.

Quando si verifica la scadenza del reddito di cittadinanza 

Il decreto legge numero 4 elaborato da parte del Governo Conte durante il 28 gennaio 2019, ha previsto, tra gli altri sostegni, anche l’introduzione del reddito di cittadinanza, evidenziandone anche eventuali scadenze temporali.

In tal senso, infatti, è stato specificato all’interno del decreto che i cittadini che hanno effettivamente potuto beneficiare del reddito di cittadinanza potranno percepire le mensilità di tale sostegno al reddito per un periodo continuativo di diciotto mesi.

A questo proposito, una volta scattate le diciotto mensilità, i cittadini che saranno effettivamente intenzionati ad ottenere nuovamente il sostegno del reddito di cittadinanza, dovranno presentare la richiesta relativa al rinnovo.

La particolarità di tale domanda, tuttavia, consiste nel fatto che, nel caso in cui i cittadini che effettuano la richiesta risulteranno essere ancora effettivamente in possesso di tutti i requisiti e le condizioni necessarie per il reddito di cittadinanza, potranno ottenere il sostegno soltanto mese successivo rispetto all’ultima mensilità.

Tuttavia, in tal caso, non sarà necessario da parte dei cittadini idonei al rinnovo del reddito di cittadinanza doversi recare agli sportelli di Poste Italiane al fine di ottenere il ritiro della carta reddito di cittadinanza.

Stop reddito di cittadinanza: la perdita dei requisiti 

Come preannunciato, lo stop dei pagamenti relativi al reddito di cittadinanza potrebbe avvenire anche nei casi in cui vengano a mancare effettivamente alcuni requisiti e condizioni obbligatorie ai fini del riconoscimento del diritto al beneficio. 

In questo senso, il reddito di cittadinanza è indirizzato a quei cittadini italiani, oppure appartenenti ad un paese europeo o stranirò in possesso di permesso di soggiorno regolare, ma che risiedono in Italia da almeno dieci anni.

Inoltre, è necessario che il cittadino richiedente risulti avere un reddito familiare inferiore a 6 mila euro, il cui valore dovrà essere poi moltiplicato per quello della scala di equivalenza, nonché un ISEE familiare inferiore ai 9.360 euro.

Occorre anche sottolineare che, per quanto concerne il patrimonio mobiliare, è stato stabilito un valore massimo di 6 mila euro, il cui limite potrà essere aumentato sulla base di differenti parametri per le famiglie particolarmente numerosi. Allo stesso tempo, anche per il patrimonio immobiliare è stato definito un limite massimo pari a 30 mila euro, di cui non si prende in considerazione il valore della prima casa.

Infine, al fine di ottenere il riconoscimento del diritto del reddito di cittadinanza, è necessario che all’interno del nucleo familiare nessun componente abbia presentato delle dimissioni di tipo volontario durante l’ultimo periodo di 12 mesi.

Pagamenti reddito di cittadinanza: quando pagano il RdC

L’erogazione e gli accrediti relativi al reddito di cittadinanza così come anche alla pensione di cittadinanza si verificano seguendo una specifica procedura prevista all’interno del decreto-legge numero 4 delle 2019.

A questo proposito, tutti i pagamenti relativi alle mensilità successive alla prima, si verificano solitamente ogni ventisettesimo giorno del mese. In tal senso Poste Italiane provvederà a ricaricare l’apposita carta elettronica in maniera automatica.

Tuttavia, è necessario effettuare due precisazioni importanti in merito all’erogazione e alle ricariche previste per chi percepisce il reddito di cittadinanza. 

Da una parte, infatti, vi sono tutti quei cittadini che dovranno ricevere per la prima volta gli accrediti del reddito di cittadinanza. Questi, infatti, potranno recarsi direttamente presso gli sportelli postali a partire dal quindicesimo giorno del mese, andando così a ritirare la carta elettronica prevista per il nucleo familiare. In questo senso, i cittadini coinvolti riceveranno in maniera anticipata la prima mensilità relativa ai sostegni del reddito di cittadinanza o della pensione di cittadinanza. 

Inoltre, occorre precisare che per chi è in attesa di ricevere anche il doppio accredito dei pagamenti previsti per chi usufruisce del RdC e ha diritto all’assegno unico temporaneo, questi potranno ricevere la prima ricarica per la misura ponte a partire dal ventesimo giorno del mese.