Il Superbonus 110% è un tema molto caldo al momento, soprattutto perché si sta stilando il piano del Recovery da presentare all’Europa, con i dettagli sullo stanziamento dei vari fondi.

Come si sa, la Legge di Bilancio 2021 approvata dal precedente governo aveva previsto una proroga al Superbonus 110%, la cui scadenza è fissata per giugno 2022.

Se da un lato c’è chi tira per una ulteriore proroga della misura almeno fino a fine 2023, c’è anche chi, come alcune voci provenienti dal Senato, chiede una riduzione dell’importo del bonus, che dovrebbe coprire solo il 75% delle spese.

In questo clima di incertezza, una decisione è stata presa dai Commercialisti riguardo la normativa e soprattutto il visto di conformità, che attesta che il richiedente e l'edificio hanno i requisiti per beneficiare del Superbonus 110% e che è stata presentata correttamente tutta la modulistica. Vediamo tutti gli aggiornamenti.

Che cos’è il visto di conformità necessario per avere il Superbonus 110%.

Il 19 aprile scorso il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili ha pubblicato un documento in cui si davano aggiornamenti alla check-list, cioè cosa deve essere verificato per il rilascio del visto di conformità.

Il visto di conformità è un documento necessario se si vuole ottenere il Superbonus 110% con lo sconto in fattura. 

L’agevolazione copre infatti in totale i costi di alcuni interventi edilizi e il beneficiario dell'agevolazione può ottenere questo contributo in due modi, pagando direttamente i lavori e poi chiedendo un rimborso tramite detrazione IRPEF in cinque anni.

Oppure, può richiedere lo sconto in fattura, cioè non spendere nulla e lasciare che la ditta che ha in carico i lavori anticipi i soldi e chieda poi il rimborso allo Stato. Inutile dire che questa è di gran lunga l’opzione più utilizzata, perché permette alla ditta di avere un guadagno certo e al contribuente di eseguire lavori edilizi anche non disponendo dei fondi necessari.

Tuttavia, per l’opzione dello sconto in fattura il professionista fiscale che prende in carico i lavori deve rilasciare per il richiedente il visto di conformità se questo vuole avere diritto alle agevolazioni dirette del Superbonus 110%.

Il visto di conformità, spiegato in parole semplice, non è altro che un controllo sulla documentazione presentata dal contribuente, che verifica che ci siano i requisiti per l’agevolazione e che tutti i documenti siano stati correttamente presentati.

Come è stata modificata la normativa per il Superbonus 110%

Le modifiche alla normativa del Superbonus 110% investe parecchi campi se si considera che la modulistica consta di più di 40 documenti da presentare, tra attestazioni fiscali ed edilizie.

Prima di tutto, sono state introdotte alcune modifiche ai lavori edilizi ammessi, ad esempio, con la nuova normativa saranno più facili da effettuare alcuni lavori addizionali, come l’abbattimento delle barriere architettoniche o l'isolamento termico del tetto, anche se i locali sottostanti non sono riscaldati.

Per quanto riguarda i lavori trainanti, cioè principali, saranno possibili i lavori di adeguamento sismico anche se non c'è il miglioramento di due classi. Sono poi stati cambiati i limiti di spesa per l’installazione delle colonie di ricarica per le auto elettriche.

Altre modifiche al Superbonus 110% riguardano il modo in cui si calcolano i compensi per i professionisti. Queste modifiche hanno anche adeguato i nuovi termini di proroga con quanto accordato dalla Legge di Bilancio 2021 che estendeva il Superbonus 110% fino al 30 giugno 2022. Solo i condomini, che entro tale data abbiano effettuato almeno il 60% degli interventi edilizi, possono beneficiare di una proroga al 31 dicembre 2022.

Che cos’è il Superbonus 100% e quali sono i lavori ammessi

Come si è detto il Superbonus 110% è un tipo di agevolazione progettata in modo molto complesso, soprattutto per requisiti e modulistica.

Volendo riassumere c’è una cosa che chi vuole richiedere il Superbonus 110% deve tenere a mente e cioè che il contributo copre solo alcuni tipi di intervento principale, in presenza dei quali si può avere diritto a realizzare gratis anche alcuni interventi addizionali specifici.

Andando nel dettaglio, sono coperti gli interventi per la creazione del cappotto termico, il rifacimento dei riscaldamenti e l’adeguamento sismico.

Se anche uno di questi lavori è effettuato allora il contributo scatta anche per gli interventi aggiuntivi, tra i quali: l’installazione delle colonnine per ricaricare i veicoli elettrici, l’abbattimento delle barriere architettoniche, l’installazione di pannelli solari e impianti fotovoltaici.

Il Senato propone la trasformare il Superbonus 110% in una detrazione del 75%

Le modifiche applicate dal documento dei Commercialisti sono già effettive, tuttavia in materia di Superbonus 110% le proposte in campo per il futuro sono molte.

Dal Senato arriva ad esempio l’idea di semplificare la normativa che regola tutti i bonus edilizi, a discapito peró degli importi.

Nello specifico si sta valutando se introdurre un solo unico grande bonus ristrutturazione con aliquota al 75%. Cioè al posto del bonus facciate, del Superbonus 110% e delle altre agevolazioni edilizie un solo grande bonus che però restituisca il 75% della spesa. In compenso la fruizione di questo beneficio dovrebbe essere allargata e facilitata.

Questo vorrebbe dire che quanti si sono visti rifiutare il Superbonus 110%, potrebbero vedersi beneficiari di questa nuova agevolazione al 75%, tuttavia non ci sarà più speranza per nessuno di effettuare lavori gratis in nessun modo.

Le possibili modifiche al Superbonus 110% sono sintetizzate nel video YouTube di Diego Santi:

Ci sono conseguenze anche per il bonus facciate

Se la modifica proposta dal Senato dovesse essere introdotta non avrebbe conseguenze solo per il Superbonus 110%, ma anche per per il bonus facciate. Questa agevolazione è relativamente più facile da ottenere e offre uno sconto su alcuni interventi edilizi pari al 90% del costo totale.

Se fosse introdotta l’aliquota unica al 75% per le agevolazioni edilizie, allora il bonus facciate coprirebbe solo il 75% dei costi, con una cospicua riduzione di importo.

Attualmente il funzionamento del bonus facciate è simile a quello del Superbonus 110%, può essere cioè utilizzato come sconto in fattura o detrazione IRPEF.

Gli interventi ammessi dal bonus facciate sono quelli di recupero e pulitura delle facciate dell’edificio e anche di eventuali balconi o fregi ornamentali.