Il superbonus 110 percento, continua a destare interesse tra tutti. A partire dalla classe politica che, grazie alla possibilità di emendare i decreti leggi, quello sostegni bis e quello semplificazioni, prima che vengano promulgate le relative leggi, sta cercando di cambiare ancora una volta il superbonus 110%. Con il decreto semplificazioni è stata introdotta la modalità veloce per poter dare seguito al superbonus. Niente più doppia asseverazione sullo stato legittimo, ma solo la presentazione della Cila. Purtroppo però non erano stati inclusi, anche se richiesti a gran voce, nella platea dei beneficiari, gli alberghi. Ebbene, la Regione Emilia-Romagna, grazie ad ad una risoluzione del Partito Democratico e agli emendamenti della Consigliera riminese Nadia Rossi, fa il primo passo per sfruttare i denari del recovery plan per la modernizzazione delle strutture ricettive, usando il superbonus 110%.

Superbonus 110%: cosa cambia con il decreto semplificazioni

Dare vita al fondo da 18 miliardi di euro messi a disposizione per finanziare il superbonus 110%. Possiamo sintetizzare così le scelte prese con il decreto semplificazioni. Di quei 18 miliardi di euro, solo 1,2 miliardi erano stati spesi. Il motivo è legato alla farraginosità delle procedure amministrative necessarie per poter sfruttare il superbonus 110%. Meccanismo in sè semplice ma nello stesso tempo sofisticato sia nella fase di avvio dei lavori che nella fase poi di richiesta del beneficio fiscale. Le lamentele di utenti e professionisti per le lungaggini delle procedure, anche fino ad un anno, alla fine sono state accolte. Così il Decreto Legge Semplificazione ha introdotto importanti novità per il superbonus 110%. Semplificare! Meno carta, meno burocrazia, più efficienza. Del resto il Piano nazionale di resilienza e ripartenza poggia anche sull'efficientamento della macchina burocratica. Tutte le vigenti procedure della PA vanno riviste. E si è partiti proprio con il Superbonus 110%, per il quale sarà sufficiente presentare la CILA al posto del dell’attestazione di stato legittimo. Cosa è la CILA? Certificazione di inizio lavori asseverata. La Cila, con i suoi 11 anni di vita, serve per dare avvio, in modo semplificato, ai lavori edili senza dover presentare il titolo abitativo. Il documento è redatto da un professionista ed inviato in via telematica allo sportello comunale dedicato alle attività produttive o ai lavori edilizi. 

Superbonus 110%: le misure agevolate

La guida dell'Agenzia delle Entrate sul superbonus 110% è molto dettagliata e chiara. In essa ci sono tutte le risposte anche riguardanti le tipologie di lavori ed interventi edilizi ammessi. L'obiettivo del superbonus 110% è quello di rendere più efficienti gli immobili da un punto di vista energetico. Infatti, si potrà avere il beneficio fiscale, solo se i lavori che vengono condotti migliorino di almeno due classi la prestazione energetica. Quest'ultima, misura la capacità di un immobile di non sprecare energia nè in fase di riscaldamento, nè in quello di condizionamento. Così la presenza di impianti fotovoltaici, oppure di particolari sistemi di trasformazione dell'energia termica, o ancora l'isolamento termico degli involucri, sono esempi di interventi ammessi al superbonus 110%. Ma nel corso dei mesi si sono aggiunti anche le infrastrutture per la ricarica degli autoveicoli. In quest'ultimo caso però solo se accompagnati da altri interventi di efficientamento dell'abitazione. 

Gli interventi sono divisi tra trainanti e agganciati ai lavori trainanti. Tra i primi rientrano le riqualificazione energetica degli immobili, come l'isolamento termico sugli involucri, interventi su parti comuni mediante la sostituzione degli impianti di condizionamento; questo intervento è ammesso anche negli edifici unifamigliari o plurifamigliare purchè la sostituzione riguardi l'impianto di climatizzazione. Ad esempio l'infrastruttura per la ricarica di veicoli elettrici è agganciabile ad un intervento trainante. 

Superbonus 110%: come funziona

Il superbonus 110% non è in realtà un bonus monetario riconosciuto dall'Inps o dall'Agenzia delle Entrate. Esso è in sostanza una detrazione fiscale, che può essere monetizzata con due meccanismi. Principalmente quindi il Superbonus 110% da il diritto di portare in detrazione, a partire dalla prima dichiarazione dei redditi successiva a quella di sostenimento delle spese, un credito pari al 110% della spesa. Questo credito va ripartito in 5 anni (per le spese sostenute nel 2022, in 4 anni) e portato in abbattimento dell'Irpef lorda. Quindi in realtà da diritto al rimborso dell'Irpef fino ad azzerarla. Se il credito eccede l'Irpef dovuta, non c'è il rimborso della parte eccedente.

Se invece si vuole monetizzare il superbonus 110% ci sono due strade:

  • sconto in fattura direttamente operata dai fornitori;
  • cessione del credito a fornitori, altri soggetti o istituti di credito.

Superbonus 110%: novità per gli alberghi

La proposta arriva dalla terra per eccellenza dell'ospitalità: l'Emilia-Romagna. Questa regione aveva già deciso di prendere per mano il settore del turismo, quello ricettivo, per poter svecchiare le strutture. Ma la legge regionale di dicembre 2020 aveva accantonato il tema. Che è stato ripreso dalla Consigliera riminese Nadia Rossi ad un atto di indirizzo della Lega e presentato come emendamento del partito democratico. Spiega la Rossi

Il bonus 110 è uno strumento straordinario per riqualificare gli immobili più vecchi, ma pensiamo che vada semplificata la vita a chi vuole utilizzarlo, e riteniamo fondamentale che venga ampliata la platea dei beneficiari nei settori commerciale, terziario, produttivo. Ed in particolare, grazie ai fondi del Recovery Plan, di ammettere a beneficiarne gli alberghi e le strutture del settore ricettivo e dei servizi, importantissimi per il nostro territorio. Dare una possibilità di riqualificazione a strutture e alberghi che lo richiedono, nell’ambito di un programma così ampio e forte, è indispensabile e sensato. Ed è all’esatto opposto di una logica speculativa.  

Parte da una delle regioni più lungimiranti la sfida al Governo per poter ampliare definitivamente, dopo la bocciatura in Decreto Semplificazioni, la platea dei beneficiari al superbonus 110% alle strutture ricettive.

Alberghi: per ora no al Superbonus 110% ok Bonus facciate

Il bonus facciate introdotto con la legge di bilancio 2020, ha incontrato immediatamente il favore di tanti soggetti che ne hanno approfittato per ristrutturare la facciata del proprio immobile. Ma in pochi mesi il bonus facciate ha inglobato anche altri lavori. Così sono entrati tra le spese ammissibili gli interventi su balconi, ornamenti e fregi. Oltre a queste spese, si può beneficiare del bonus facciate anche per lavori che interessano le grondaie e i pluviali, i parapetti e cornici. Ai costi diretti di intervento da parte di ditte specializzate, nell'importo complessivo oggetto del bonus al 90% rientrano anche le spese correlate: dall’installazione dei ponteggi allo smaltimento dei materiali, dall’Iva all’imposta di bollo, dai diritti pagati per la richiesta di titoli abitativi edilizi alla tassa per l’occupazione del suolo pubblico.

Le strutture alberghiere possono invece usare il bonus facciate per rifare la parte esterna o i balconi, ma non per efficientare l'intera struttura. E questo sembra un controsenso nel negare invece il superbonus 110% anche agli alberghi, visto che è ammesso il bonus facciate.

Superbonus 110% e bonus facciate: requisiti diversi

L'adesione al bonus facciate è concesso solo se gli interventi sull'edificio riguardano la parte esterna al fine di recuperarla o restaurarla, incluso i balconi, i pluviali e le grondaie.

Inoltre gli immobili devono ricadere in due aree ben definite:

Area A) le parti del territorio interessate da agglomerati urbani che rivestano carattere storico, artistico e di particolare pregio ambientale o da porzioni di essi, comprese le aree circostanti, che possono considerarsi parte integrante, per tali caratteristiche, degli agglomerati stessi;

Area B) le parti del territorio totalmente o parzialmente edificate, diverse dalle zone A): si considerano parzialmente edificate le zone in cui la superficie coperta degli edifici esistenti non sia inferiore al 12,5 per cento (un ottavo) della superficie fondiaria della zona e nelle quali la densità territoriale sia superiore ad 1,5 m3/m2.

Bonus facciate: le novità del 2022

Durante l'elaborazione del Decreto Sostegni si era molto dibattuto se il superbonus 110% venisse cancellato o meno. Inizialmente si pensava di si. Poi è intervenuta la proroga fino al 2023 e le semplificazioni. Ma nella testa del Governo c'è sempre la necessità di riorganizzare i bonus oggi esistenti sull'edilizia. Così mentre il superbonus 110% continuerà la sua strada, gli altri bonus (eco bonus, bonus sisma, bonus facciate, bonus ristrutturazioni, ecc) andranno verso una un'uniformità di aliquota. 

In questo tentativo di semplificazione il Governo vorrebbe proporre ai cittadini un unico e globale bonus ristrutturazioni. Consentirebbe di recuperare il 75% della somma spesa. Più semplicità, meno confusione, ma anche meno risparmio per le famiglie. Se questa proposta diventerà definitiva le famiglie risparmieranno meno.

Bisogna affrettarsi a chiedere il bonus facciate perché nel 2022 scenderà dal 90% al 75% e le famiglie spenderanno di più per la ristrutturazione.