Nuove modifiche interessano il Superbonus 110%. Il più importante dei bonus ristrutturazione viene ancora una volta sottoposto ad altri ritocchi. 

A subire un radicale stravolgimento è la normativa alla base dell’agevolazione edilizia allo scopo di realizzare un ampliamento della platea dei beneficiari e, al tempo stesso, rendere più snella una misura che di per sé si presenta estremamente farraginosa.

Il primo dei cambiamenti è l’entrata in scena della CILAS, per meglio dire la CILA specifica e semplificata, da utilizzare nel Superbonus 110% in sostituzione della certificazione dello stato legittimo dell’immobile.

Ma le novità non finiscono qui. Cambiano anche i requisiti per i lavori trainanti, in particolare il cappotto termico, oltre a quelli dei lavori trainati, con novità che interesseranno l’installazione dei pannelli solari e tutti i lavori connessi alla rimozione delle barriere architettoniche.

Inoltre, nuove categorie catastali in precedenza escluse entrano a far parte dell’agevolazione, mentre un’ulteriore modifica rinnoverà i bonus prima casa legati ad interventi di ristrutturazione edilizia realizzati grazie al Superbonus 110%: variano e si estendono i tempi per poter effettuare il cambio residenza.

Insomma, un mix di modifiche voluto affinché il riconoscimento del Superbonus 110% possa essere esteso a quanti più beneficiari possibili, considerando che l’agevolazione ha le ore contate.

La proroga, infatti, ufficializzata da fonti governative e che posticipa la scadenza dell’agevolazione alla fine del nuovo anno (2022), con molta probabilità verrà inserita nella prossima manovra di bilancio.

Dunque, i tempi per accedere al Superbonus 110% iniziano a stringere.

Agli interessati alla tematica si consiglia la visione di un interessante video YouTube del "Geometra Danilo Torresi” sugli ultimi aggiornamenti e novita di agosto.

 

Superbonus 110%: con la CILAS stop allo stato legittimo dell’immobile

La prima importante novità sul Superbonus 110% farà tirare un sospiro di sollievo a tutti i beneficiari.

L’arrivo della CILAS al posto della certificazione dello stato legittimo dell’immobile semplificherà in maniera considerevole la documentazione da consegnare per usufruire della misura.

La CILAS (acronimo di Certificazione Inizio Lavori Asseverata Superbonus), entrata in vigore il 5 agosto 2021 con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’accordo tra Stato e Regioni, si concretizza in una pratica molto più semplificata rispetto alla CILA tradizionale, anche se non completamente esente da problematiche.

Come prima cosa, nel modello va indicata la tipologia di intervento trainante per cui si richiede l’utilizzo del Superbonus 110%, vale a dire se per lavori di adeguamento sismico o riqualificazione energetica.

In verità, la semplicità della CILA Superbonus non è da imputare al modello quanto al fatto che nessuna documentazione grafica va presentata insieme allo stesso.

Questo dovrà essere corredato soltanto da un breve resoconto sull’insieme dei lavori da realizzare, dunque accompagnata da un sintetico elaborato di progetto.

Nel caso in cui si ravvisi una discordata tra i lavori realizzati e quanto dichiarato nella CILAS, si potrà procedere all’integrazione dei documenti mancanti soltanto al termine dei lavori edilizi, sempre rispettando le condizioni e i requisiti su cui trova fondamento il Superbonus 110%.

A lavori conclusi, non vige l’obbligo di presentare la SCA (Segnalazione Certificata di Agibilità).

Superbonus 110%: dai pro ai contro della CILAS

Se inizialmente la CILAS è stata acclamata per la sua semplicità, le opinioni dei professionisti del settore edile sono molto contrastanti al riguardo.

C’è chi ne esalta la funzionalità e chi, invece, reputa il modello troppo scarno nelle informazione, insomma semplificato all’estremo.

Più nei dettagli, la chance offerta ai beneficiari del Superbonus 110% di non allegare alla CILAS la documentazione grafica mette in serie difficolta lo Sportello Unico Edilizia nella fase di controllo delle certificazioni e delle pratiche consegnate.

In altre parole, la preoccupazione maggiore legata alla CILAS è che inconsapevolmente si possano ammettere al Superbonus 110% interventi che in realtà sono dei veri e propri abusi edilizi, normalmente tagliati fuori dell’agevolazione.

Ad ogni modo, si sottolinea che la CILA Superbonus viene adoperata soltanto per il Superbonus 110%, la documentazione da presentare per avere accesso al bonus facciate, invece, non ha subito modifiche nella normativa.

Superbonus 110%: quali sono i nuovi requisiti per interventi trainati e trainanti

Mettendo da parte la CILAS, altre sono le novità che interessano il Superbonus 110%. Nuovi requisiti, infatti, sono stati stabilii per specifici lavori, trainati e trainanti.

Per quanto concerne i primi, la normativa ha subito delle modifiche in tema di abbattimento delle barriere architettoniche ed installazione dei pannelli solari.

Con riferimento a questi ultimi, la disciplina del Superbonus 110% ne estende l’installazione anche agli immobili allocati nelle zone A dei centri storici, alla condizione che i dispositivi siano integrati e non riflettenti.

In tema di abbattimento delle barriere architettoniche la novità risiede nella possibilità estesa a tutti di poter accedere al finanziamento previsto dal Superbonus 110% anche se l’edificio non è abitato da un disabile, diversamente da come avveniva in precedenza.

È obbligatorio, però, che almeno un inquilino abbia un’età anagrafica superiore ai 65 anni.

Passando ai lavori trainanti la modifica più rilevante interessa il cappotto termico che diventa in deroga con le distanze minime tra i palazzi.

Superbonus 110% e bonus prima casa: il cambio residenza in 30 mesi

Un altro cambiamento pensato per favorire i potenziali beneficiari dell’agevolazione tocca la normativa disciplinante le agevolazioni “prima casa” se queste si applicano ad un immobile su cui sono stati realizzati lavori edilizi grazie al Superbonus 110%.

Per chi non lo sapesse quando si compra un’immobile da adibire a “prima casa” lo Stato mette a disposizione dei contribuenti una serie di agevolazioni fiscali che vanno a ridurre l’ammontare delle imposte da versare.

L’accesso a tali sgravi fiscali è però vincolato al soddisfacimento di alcune condizioni, tra queste quella di trasferire obbligatoriamente la residenza presso il nuovo immobile entro e non oltre 18 mesi dalla data di acquisto. 

Le nuove modifiche mirano ad estendere proprio tale termine. Nello specifico, se l’immobile comprato viene ristrutturato per mezzo del Superbonus 110% e se beneficia delle agevolazioni spettanti agli edifici riconosciuti come “prima casa”, il tempo per poter effettuare il cambio di residenza viene allungato passando da 18 mesi a 30.

Superbonus 110%: quali sono i nuovi immobili ammessi?

Messe da parte CILAS e tempistiche per richiedere lo spostamento di residenza, l’ultima delle novità interessanti il Superbonus 110% riguarda l’estensione dei beneficiari e la possibilità di accedere all’agevolazione ad altre categorie catastali fino a poco tempo fa escluse.

Ora anche gli immobili appartenenti alle categorie catastali B1, B2 e D4 rientrano nel computo degli edifici per i quali si potrà sfruttare il Superbonus 110%. Nello specifico si tratta di ospedali, case di cura, conventi, convitti, orfanotrofi e seminari.

Ovviamente l’accesso di queste categorie al Superbonus 110% è vincolato al rispetto di alcuni requisiti obbligatori. Quello più rilevante è che il proprietario dell’immobile dovrà svolgere un’attività lavorativa a carattere assistenziale o una prestazione socio-sanitaria per poter beneficiare dell’agevolazione senza intoppi.

In secondo luogo, i membri del consiglio di amministrazione dallo svolgimento delle attività sopra citate non dovranno percepire alcun tipo di compenso economico.

Per quanto riguarda i documenti da consegnare, oltre a quelli previsti per il normale accesso al Superbonus 110%, va consegnato il certificato da cui sia desumibile la proprietà dell’immobile o, in alternativa, il documento accertante la nuda proprietà, il comodato d’uso gratuito o l’usufrutto.

Superbonus 110%: come si utilizza?

Illustrate tutte le novità sulla normativa del Superbonus 110% non rimane che rispolverare le modalità di utilizzo del benefit.

Nessuna modifica è stata apportata al riguardo, quindi valgono le stesse indicazioni fino a questo momento previste dalla normativa. I contribuenti possono utilizzare il Superbonus 110% scegliendo una di queste tre opzioni: lo sconto in fattura, la cessione del credito e la detrazione IRPEF in 5 anni.

Chi decide di portare in detrazione le spese sostenute per la realizzazione dei lavori pagherà l’intero ammontare delle spese e solo successivamente otterrà una sorta di rimborso di quanto versato sulle tasse, per 5 anni e per il 110% dei costi sostenuti.

Con lo sconto in fattura, invece, sarà l’impresa incaricata dei lavori a sostenere le spese per la realizzazione degli interventi per poi richiederne il rimborso come credito d’imposta. Tale formula, dunque, è esattamente l’opposto della detrazione Irpef essendo il proprietario dell’immobile esonerato dal pagamento di qualsiasi cifra.

Nessuna analogia si riscontra con il credito d’imposta. In questo cosa è lasciata libera scelta, tanto al proprietario dell’immobile, quanto alla ditta incaricata di eseguire i lavori, di trasferire il credito vantato dallo Stato direttamente ad una banca

In questo modo si concretizza la cessione del credito.

Ricordiamo ai lettori che la scelta della modalità di utilizzo del Superbonus 110% dipende dalla propria volontà. Ciascuno può, infatti, decidere per l’opzione che meglio si adatta alle proprie esigenze e situazioni. Naturalmente il tutto deve avvenire nel rispetto delle condizioni e dei requisiti su cui si fonda il Superbonus 110%.