Con il termine della stagione estiva inizia una nuova fase anche per il Superbonus 110%. L’agevolazione, molto vicina alla scadenza, è investita da grandi cambiamenti allo scopo di rendere la misura più accessibile a tutti semplificando la burocrazia che fino a questo momento ne ha rallentato la richiesta.

Nella lista dei cambiamenti spicca una novità sulle altre. Un nuovo documento prenderà il posto dell’ormai obsoleta “certificazione dello stato legittimo dell’immobile” giudicata troppo complessa.

Agli interessati a conoscere gli ultimi aggiornamenti di agosto in tema Superbonus 110% si consiglia la visione di un interessante video YouTube del Geometra Danilo Torresi.

Spazio, dunque, alla CILA Superbonus, diversamente conosciuta come CILAS.

Novità anche per i lavori trainati e trainanti ammessi a beneficio con ritocchi alla normativa per consentire ulteriori ampliamenti della platea di beneficiari e l’estensione a nuove categorie catastali in precedenza tagliate fuori dal Superbonus 110%.

Ma non è tutto. La normativa viene rivista per quel che riguarda i tempi necessari per effettuare il trasferimento della residenza quando si provvede all’acquisto di un’abitazione che beneficia sia delle agevolazioni note come “bonus prima casa”, sia del Superbonus 110%, padre delle agevolazioni aventi ad oggetto gli interventi di ristrutturazione.

In sostanza, si tratta di revisioni alla normativa urgenti e non più rimandabili. L’intento è di rendere il Superbonus 110% quanto più semplice possibile permettendo l’accesso alla ristrutturazione di più immobili realizzando un miglioramento della classe energetica, proprio come già sta avvenendo in quota parte dei Paesi UE.

Sulla scadenza del Superbonus 110%, invece, ancora nulla si profila all’orizzonte. La cabina di regia del governo capitanato dal premier Mario Draghi, però, ha tranquillizzato tutti. La proroga ci sarà e sarà contenuta nella prossima Legge di Bilancio attesa per dicembre.

Superbonus 110%: Addio stato legittimo dell’immobile, entra in scena la CILAS

Finalmente i contribuenti possono tirare un sospiro di sollievo. La notizia più importante in merito al Superbonus 110% non è tardata ad arrivare. La CILA Superbonus (CILAS) diventa realtà e rispedisce a casa il complesso stato legittimo dell’immobile.

Ma in cosa consiste? La CILAS altro non è che un modulo più semplificato, rispetto alla certificazione dello stato legittimo dell’immobile, da utilizzare per richiedere il Superbonus 110%.

Accedere all’agevolazione, dunque, non sarà più complicato. Basterà compilare questo semplicissimo modello di circa otto pagine e presentarlo per usufruire dell’agevolazione.

All’interno del documento, come prima cosa, andrà specificato il tipo di intervento trainante per il quale si richiede Superbonus 110%, se di riqualificazione energetica dell’edificio o antisismico.

Un elaborato progettuale andrà poi stilato come sintesi dell’insieme degli interventi da realizzare. In questo caso, la novità più rilevante riguarda la non necessità di allegare una documentazione grafica e di non consegnare la Segnalazione Certificata di Agibilità (SCA) terminati i lavori.

Tuttavia, potrebbero verificarsi delle incongruenze tra i lavori indicati nella CILA Superbonus e gli interventi effettivamente portati a compimento. Ciò non deve, però, destare preoccupazione. 

Si potranno, al termine dei lavori, fornire i documenti mancanti sempre se gli interventi hanno rispettato i requisiti previsti per usufruire del Superbonus 110%.

Prima di passare alle altre novità, va sottolineato come la CILAS fa parte della documentazione necessaria per accedere unicamente al Superbonus 110%. Non rientra, dunque, nei documenti da presentare per accedere, ad esempio, al bonus facciate o ad altre agevolazioni sempre riguardanti gli interventi di ristrutturazione di edifici.

Superbonus 110%: quali pericoli con la CILAS?

Tuttavia, anche se la notizia dell’introduzione della CILAS è stata vista di buon occhio dai contribuenti, meno felici della sua entrata in scena sono i professionisti e i tecnici del settore edile. Ma per quale motivo? 

In verità, l’estrema semplicità della CILAS da utilizzare per richiedere il Superbonus 110% preoccupa più di tutti gli addetti allo Sportello Unico dell’Edilizia, per una ragione molto semplice. 

Essendo il modello preposto a fornire soltanto una descrizione sommaria degli interventi da realizzare, non corredati da una documentazione grafica, si potrebbero autorizzare dei lavori che in realtà si configurano come degli abusi edilizi articolati ad hoc, da escludere totalmente dal beneficio.

Superbonus 110%: cosa cambia per i lavori trainanti e trainati

Messa da parte la CILAS, spostiamo l’attenzione sulle novità riguardanti i lavori ammessi al Superbonus 110%. Anche su tale fronte la normativa ha subito dei cambiamenti soprattutto in riferimento ai lavori trainanti e trainati.

Rilevanti modifiche interessano il cappotto termico che in base alle modifiche alla normativa diventa in deroga alle distanze tra edifici.

Per i lavori considerati trainati, invece, nuove novità riguardano la rimozione delle barriere architettoniche e la messa a punto dei pannelli solari.

Più nei dettagli, i lavori trainanti per abbattere le barriere architettoniche potranno essere realizzati indipendentemente dalla presenza di inquilini disabili. L’unica condizione da rispettare, infatti, è che almeno un inquilino abbia un’età anagrafica di 65 anni.

Passando ai pannelli solari, la novità maggiore riguarda la possibilità di procedere all’installazione degli apparecchi, obbligatoriamente non riflettenti, nelle aree A dei centri storici.

Superbonus 110%: cambio di residenza a 30 mesi per gli immobili “prima casa”

Un altro importante cambiamento a favore di coloro che tentano l’accesso al Superbonus 110%, si ravvisa quando comprano un edificio usufruendo dei “bonus prima casa”.

Lo Stato permette, infatti, di beneficiare di tutta una serie di agevolazioni se si procede all’acquisto di un immobile classificato come “prima casa” e se vengono soddisfatte alcune condizioni.

In alcuni casi, ad esempio, si dovrà procedere a spostare la residenza nel nuovo edificio trascorsi diciotto mesi dall’acquisto dello stesso. Oltre tale termine le agevolazioni prima casa decadono.

Anche in questo caso ci sono delle novità

L’ultimo aggiornamento dell’Agenzia delle Entrate alla guida del Superbonus 110%, risalente ad agosto prevede l’estensione dell’orizzonte temporale del trasferimento di residenza da diciotto a 30 mesi se l’immobile acquistato, oltre a godere dei bonus prima casa, è oggetto di ristrutturazione tramite Superbonus 110%. 

Superbonus 110%: quali nuovi immobili sono ammessi?

Terminiamo la lunga lista delle novità introdotte sul Superbonus 110% soffermandoci sull’apertura della misura a nuovi beneficiari e categorie catastali.

I più recenti aggiornamenti al riguardo estendono la possibilità di usufruire del Superbonus 110% agli immobili appartenenti alle categorie catastali B/1, B/2 e D/4, vale a dire alle case di cura, convitti, seminari e conventi.

E ancora, agli ospedali, educandati ed orfanotrofi. Anche in questo caso, come per tutte le altre agevolazioni legate ad interventi di ristrutturazione, occorre soddisfare una serie di condizioni.

Innanzitutto, tali immobili potranno accedere tranquillamente al Superbonus 110% purché il proprietario dell’edificio svolga un’attività lavorativa a carattere prettamente assistenziale e sanitario.

In secondo luogo, è necessario che i membri del consiglio di amministrazione non percepiscano alcuno tipo di entrata monetaria dallo svolgimento delle proprie funzioni.

Va precisato che l’apertura a queste nuove categorie catastali è consentita se insieme a tutta la documentazione richiesta per accedere al Superbonus 110% si fornisce il contratto che attesti la proprietà dell’immobile, il comodato d’uso gratuito o il semplice usufrutto.

Superbonus 110%: Quali scadenze?

Questi appena elencati con molta probabilità saranno gli ultimi cambiamenti fatti alla normativa del Superbonus 110% e rimarranno in vigore fino al suo termine di scadenza.

A tal riguardo, è necessario fare delle precisazioni. Considerata la normativa vigente, il Superbonus 110% contempla scadenze differenti e variabili a seconda della tipologia di immobile interessato dai lavori edilizi. 

Più nei dettagli, il 30 giugno 2022 scadrà il termine per godere dell’agevolazione per gli immobili unifamiliari, mentre gli edifici condominiali potranno usufruire del Superbonus 110% fino alla fine del prossimo anno, indipendentemente dalla percentuale di completamento dei lavori.

È invece prevista una diversa scadenza per gli Istituti Autonomi Case Popolari, che potranno ricorre al benefit entro e non oltre la data del 30 giugno 2023.

La scadenza slitterà ancora nel tempo, al 31 dicembre 2023, se gli stessi hanno realizzato almeno il 60% dei lavori in programma.

Superbonus 110%: Draghi anticipa la decisione di proroga

Quelle viste poco prima sono le scadenze ufficiali stabilite per il Superbonus 110% secondo una classificazione effettuata sulla base degli immobili ammessi all’agevolazione.

Nonostante non siano mancate le polemiche e gli scontri in seno a Montecitorio, il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, non ha fatto mai mistero di voler posticipare nel tempo la scadenza del Superbonus 110%.

Sulla questione si è espresso anche pubblicamente annunciando la proroga della misura al 31 dicembre 2022 per quanto concerne gli edifici unifamiliari. Proroga che verrà introdotta nella Manovra di Bilancio 2022 di cui si attende l’emanazione sul finire dell’anno in corso.

Un’anticipazione confermata anche dal sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Claudio Durigon.

In verità, a mantenere accesi i riflettori sul Superbonus 110% è la ghiotta opportunità offerta dalla misura di copertura degli interventi di riqualificazione energetica.

Se si dà un’attenta lettura al PNRR, ossia al Recovery Plan presentato dall’Italia all’Unione Europea e da questa approvato, si evidenza che uno dei principali obiettivi da raggiungere entro il 2025 sarà quello di migliorare almeno la metà degli edifici (50%) proprio sotto l’aspetto energetico.

Usufruendo del Superbonus 110% si potranno realizzare interventi di riqualificazione energetica, generalmente molto onerosi, a costo zero. Ciò spiega il motivo per cui sull’agevolazione il Governo ha un occhio di riguardo.