Il Governo guidato da Mario Draghi sgancia una bomba vera e propria sul Superbonus 110%: sanzioni e carcere per quanti ne hanno usufruito. A terrorizzare i diretti interessati saranno tutta una serie di reati, che potrebbero finire anche nel penale. A temere i controlli degli enti preposti sono principalmente quanti hanno realizzato effettivamente i lavori ed hanno ricevuto le relative fatture. Il problema sorge nel momento in cui siano state ricevute delle false attestazioni, che permettono l'accesso alla detrazione fiscale.

A finire nei guai saranno clienti finali e professionisti. Il problema è che il Superbonus 110% presenta tutta una serie di punti deboli, che potrebbero mettere in difficoltà anche i contribuenti che si siano mossi con onestà intellettuale, ma che nello svolgere e nel far eseguire i lavori, si siano ritrovati in qualche problema tecnico strada facendo. Ma proviamo a vedere cosa potrebbe accadere e quali sono i rischi che accomunano un po' tutti.

Superbonus 110%: ecco cosa si rischia!

A tremare, principalmente, dovrebbero essere quei professionisti e quei clienti che abbiano rilasciato (i primi) ed ottenuto (i secondi) delle false attestazioni per il Superbonus 110%. Avere tra le mani questi documenti potrebbe costare realmente caro ed il rischio di incappare in veri e propri reati è molto alto. La legge, infatti, prevede che i soggetti, che siano dotati di una particolare abilitazione o che appartengano ad un determinato ordine professionale, siano attivi nei controlli. I soggetti che sono tenuti a queste verifiche sono i professionisti che stiano esercitando un servizio di pubblica necessità, ma anche e soprattutto quei soggetti che, secondo la definizione dell'articolo 359 del Codice Penale, stiano volgendo

altre professioni (diverse dalle professioni forense e sanitarie) il cui esercizio sia per legge vietato senza una speciale abilitazione dello Stato quando dell'opera di essi il pubblico sia per legge obbligato a valersi.

A dettare le regole in questo senso è l'articolo 481 del Codice Penale, che arriva a punire con la reclusione fino ad un anno o con una multa - il cui importo può variare da un minimo di 51 ad un massimo di 516 euro - quanti, nell'esercizio della professione forense o sanitaria o di qualsiasi altro servizio di pubblica necessità, attesti con un certificato falso dei fatti, per i quali l'atto dovrebbe servire a provarne l'autenticità. Per completare il quadro è necessario citare l'articolo 483 del Codice Penale, che arriva a punire con due anni di galera quanti attestino il falso ad un pubblico ufficiale o in un atto pubblico, che dovrebbe servire a testimoniare ed a provare la verità. Tornado al nostro Superbonus 110%, nel caso in cui il visto di conformità - che non è previsto nella forma della dichiarazione sostitutiva dell'atto notorio - un'eventuale falsità potrebbe comportare anche il reato di falsità ideologica in certificati, commessa, anche in questo caso, da persone che stiano esercitando un servizio di pubblica necessità.

Superbonus 110%: i reati penali!

Da temere, principalmente, sono i reati penali/tributari. Se pensiamo al Superbonus 110% questo avviene nel momento in cui i lavori sono stati effettivamente realizzati ed è stata emessa una fattura. Il reato vero e proprio consiste nella mancata corrispondenza tecnica o normativa tra i requisiti richiesti per accedere alla detrazione fiscale e quelli realizati realmente con i lavori. Nel caso in cui si verifichino queste inesattezze - considerate dei reati - si corre il rischio di andare in galera per un minimo di tre anni ed un massimo di otto. Il motivo è legato al fatto di aver effettuato una dichiarazione fraudolenta e di essersi avvalsi di documenti finanziari ottenuti con degli artifici.

Perché avvenga l'integrazione del reato è necessario che siano superate tutte le soglie di punibilità previste dalla normativa: l'imposta evasa deve superare i 30.000 euro e l'ammontare dei crediti e delle ritenute fittizie in diminuzione dell'imposta deve essere superiore al cinque per cento dell'ammontare dell'imposta medesima o comunque a 30 mila euro.

Quando si perde tutto!

Uno dei casi limiti per i quali si può finire sotto la lente di ingrandimento dei giudici p il caso in cui le opere del Superbonus 110% non siano state realizzate per niente. O anche che siano state finite solo in parte. Nel caso in cui vi siano delle sovrafatturazioni o nel caso in cui ci si ritrovi nei casi appena elencati, il rischio è quello di dover scontare una reclusione da un anno e sei mesi dino a sei mesi, per quanti decidano di non versare quanto dovuto al fisco, utilizzando crediti inesistenti in compensazione. Come spiega il Giornale:

Quale soglia di punibilità, l'importo annuo dei suddetti crediti deve essere superiore ai cinquantamila euro. Ci sarà il controllo formale, infine, per coloro che utilizzeranno il Superbonus in detrazione nella propria dichiarazione. Queste persone dovranno conservare le fatture, le ricevute fiscali comprovanti le spese sostenute, esattamente come avviane per le spese mediche. Nel caso dei condomini, in caso di verifiche, risponderanno di eventuali irregolarità esclusivamente le persone dell’abitazione che ne hanno usufruito.