Il destino del Superbonus 110% non è ancora stato definito e si attendono correttivi nella legge di bilancio 2022 prossima alla sua approvazione. Il principale scoglio da superare è come trattare il superbonus 110% per le villette e case unifamiliari che in un primo momento, nella bozza della legge di bilancio erano state escluse, e che poi sono rientrate ma con un vincolo a carico dei proprietari.

La proposta messa sul tavolo dai tecnici del ministero dell'economia e finanze e del ministero dello sviluppo economico è quella di un tetto ISEE a 25.000 euro per poter fruire del superbonus 110% fino a fine 2022. Ma tale tetto non è piaciuto a diversi partiti politici che sostengono il governo. 

E' quanto fa sapere Agostino Santillo, della Commissione lavori pubblici del Senato, del M5S 

Le nostre proposte emendative puntano all'estensione integrale del Superbonus al 2023, comprendendo anche le case unifamiliari e superando ogni riferimento all'Isee. Per questo tra le nostre proposte di emendamento si prevede che l'estensione indispensabile del Superbonus 110% sulle case unifamiliari deve in ogni caso arrivare al 31 dicembre 2022, senza limitazioni di Isee, senza indicazioni temporali di Cila, ma al più solo con l'indicazione di una percentuale di stato di avanzamento lavori al giugno 2022.

La nuova proposta al vaglio è quello di innalzare il tetto dell'ISEE a 40.000 euro. Il nodo rimane quello delle risorse: la misura costerebbe diverse centinaia di milioni e andrà valutata la sua compatibilità con l’intero pacchetto di modifiche alla manovra.

Nel frattempo sul Superbonus 110% si è anche abbattuto la novità del Decreto anti-frode che impone nuovi obblighi per poter fruire del beneficio fiscale, sia sotto forma di detrazione nella dichiarazione dei redditi che mediante sconto in fattura o cessione del credito.

Superbonus 110%: proroga fino al 2025

Alcune certezze sono però già consolidate. A partire dalla proroga. Il superbonus sarò in vigore fino al 2025. Quindi altri 4 anni che permetteranno ai titolari di un diritto reale su un immobile esistente di intervenire con lavori inquadrabili nella disciplina del superbonus.

La proroga tuttavia, non è concessa ai proprietari di villette e case unifamiliari. Per costoro la proroga termina il 2023, ma a patto che non si superi una certa soglia dei ISEE. Proprio su questo punto, si sta ancora discutendo. La proposta formale contenuta nella bozza della legge di bilancio 2022 è di 25.000 euro. Ma sono pronti alcuni emendamenti volti a superare questo limite, o aumentandolo oppure eliminandolo. 

Per le altre tipologie di immobili, il superbonus è confermato al 110% per gli anni 2022 e 2023. 

Dal 2024 invece l'aliquota scende al 70% e poi passa l'anno successivo al 65%. Una scelta dettata dalla necessità di non eccedere nella contribuzione da parte dello Stato e lasciare al privato parte dell'onere dei lavori. La data dl 2025 non è a caso perchè, nel 2025,  l'obiettivo del PNRR è quello di efficientare almeno 50.000 immobili all’anno.

Ma la riduzione sia della platea dei beneficiari che delle aliquote è dettata anche da alcuni comportamenti fraudolenti di chi ha utilizzato negli ultimi mesi il suerbonus, dichiarando valori e prezzi delle lavorazioni gonfiati pur di ottenere un beneficio maggiore di quello dovuto.

Superbonus 110%: cosa cambia sulle villette

Il dibattito in atto tra governo e partiti politici è sul vincolo dell'ISEE che si deve rispettare per poter usufruire del superbonus al 110% anche nel 2022 d 2023 per i lavori ammessi su villette unifamiliari. Sembra che il popolo italiano sia unicamente proprietario di villette o case unifamigliari. Ma probabilmente gli interessi in campo sono diversi e togliere il superbonus 110% potrebbe rappresentare un danno economico.

La pensa diversamente Matteo Salvini della Lega, che pur contrario all'eliminazione del superbonus per le villette, propone invece di abbassare l'aliquota dal 110% all'80% così come ha dichiarato in un'intervista alla Repubblica

Sui bonus edilizi ne ho parlano con Draghi e mi permetto di dire che non era in disaccordo e potremo lavorare in Parlamento, ha detto ad esempio il leader della Lega, Matteo Salvini, ospite degli Stati generali dei Consulenti del Lavoro, a Roma. Un'improbabile proroga al 2023 del Superbonus al 110% per unità unifamiliari e villette con Isee inferiore a 25 mila euro: presentatemelo, vorrei conoscerlo e dargli una medaglia. Non avrebbe più senso abbassare dal 110% al 70-80% in modo che i privati ci mettano qualcosa e si possa estenderlo a tutti?

Per Salvini quindi la proposta è una riduzione di 30 punti ma estendere fino al 2023 a tutti la possibilità di usare il nuovo superbonus, senza limiti di ISEE.

A questa proposta fa eco il Movimento Cinque Stelle che no ha gradito l'ipotesi di abbassamento dell'aliquota. Lo afferma il ministro delle Politiche Agricole, Stefano Patuanelli

E non perché il M5S voglia mantenere il tetto, ma perché non vuole invece il decalage. Il cosiddetto 'decalage' dal 110% a percentuali più basse di agevolazione è già previsto a partire dal 2024. Anticiparlo già da adesso significa dire a migliaia di italiani 'scusate, abbiamo scherzato'. Imprese, professionisti e cittadini che hanno deciso di migliorare strutturalmente la loro casa hanno bisogno di certezze, non di ulteriori complicazioni e contorsioni numeriche.

Quindi la proposta del M5S è invece quella di eliminare il vincolo ISEE senza abbassare l'aliquota della detrazione prevista dal superbonus 110%.

Superbonus 110%: nuove regole per la cessione del credito

Il decreto antifrode dell'11 novembre, introdotto proprio come misura urgente nel settore delle agevolazioni fiscali ed economiche, ridisegna le procedure per poter beneficiare dello sconto in fattura e soprattutto della cessione del credito.

In attesa della conversione in legge, che come è facile intuire, potrebbe apportare delle modifiche, è intervenuta l'Agenzia delle Entrate con la circolare. n. 16 del 29 novembre, che chiarisce l'applicazione delle norme introdotte dal decreto antifrode.

La ratio del decreto, come spiegato nella circolare, è quella di limitare e scovare possibili comportamenti fraudolenti che si potrebbero perpetrare nell'utilizzo del superbonus 110%, attraverso due meccanismi:

  • prezzi gonfiati
  • richiesta del beneficio fiscale senza avere eseguito i lavori.

Tra i controlli ci saranno quelli sui prezzari dei lavori edili, che sono stati gonfiati in questi mesi. A tal proposito l'Agenzia delle Entrate chiarisce che, in attesa di un decreto attuativo del Ministero della Transizione Ecologica nel quale siano previsti tariffari specifici per ogni tipo di lavorazione, si dovrà fare riferimento ai prezzari presenti presso province e camere di commercio.

Il decreto anti-frode richiede che prima di poter richiedere la cessione del credito o lo sconto in fattura si deve essere in possesso di un'asseverazione tecnica sulla congruità dei costi e di un visto di conformità sulla documentazione. In pratica i tecnici abilitai, gli tessi che potevano fare l'asseverazione sull'immobile, dichiarino che i costi sostenuti dal committente sono congruenti e che i lavori sono stati eseguiti.

Superbonus 110% e cessione del credito: i chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate

Il 29 novembre 2021 l'Agenzia delle Entrate è intervenuta con una sua circolare per dare immediati chiarimenti sull'applicazione e portata del decreto anti-frode. Nella suddetta circolare si specifica che le novità del decreto anti-frode sono essenzialmente due:

  • introduzione di nuovi obblighi circa l’apposizione del visto di conformità dei dati relativi alla documentazione che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione d’imposta e dell’asseverazione in relazione alla valutazione della congruità dei costi sostenuti sia per il Superbonus;
  • allargamento di questi obblighi anche ai bonus diversi da quelli del superbonus.

I nuovi obblighi decorrono dal 12 novembre 2021, data di entrata in vigore del decreto anti-frode, e si applicano a tutti gli adempimenti successivi a questa data. Ne sono esclusi gli adempimenti già effettuati per i lavori del 2020 per i quali il beneficio fiscale è stato richiesto nel 2021, anche se parte dello stesso potrebbe essere richiesto dopo il 12 novembre. In pratica per chi deve ancora richiedere una parte della cessione del credito ma relativo alle spese di interventi del 2020 o pre 12 novembre, potrà farlo senza l'obbligo di asseverazione e visto di conformità.

Il visto di conformità è richiesto anche in caso di presentazione della dichiarazione dei redditi, come soluzione per poter beneficiare del superbonus 110%, ad esclusione dei contribuenti che decidono di presentare in autonomia, tramite la dichiarazione pre-compilata oppure mediante sostituto d'imposta. 

Il visto di conformità è solo in merito alla dati relativi alla documentazione che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione. Rimane l'obbligo di conservazione della documentazione, come contratti di cessione del credito, contratti di appalto, fatture e pagamenti.

L'asseverazione tecnica invece certifica che i prezzi esposti in fattura per i lavori inerenti il beneficio del superbonus 110% siano stati congrui. Come chiarito dall'Agenzia delle Entrate, 

la congruità delle spese che devono essere asseverate dal tecnico abilitato, occorre fare riferimento non solo ai prezzari individuati dal predetto decreto ministeriale, ma anche ai valori massimi stabiliti, per talune categorie di beni, da un emanando decreto del Ministro della transizione ecologica.

Non resta che aspettare l'evoluzione della legge di bilancio e dei decreti attuativi dei ministeri competenti.