Superbonus 110% al centro del dibattito politico. Il Governo Draghi fa dietrofront mettendo fine al blocco della cessione multipla dei credito con un nuovo decreto che sia accompagna ad un decreto bollette. 

Il provvedimento n. 62 recante “Misure urgenti per il contrasto alle frodi in materia edilizia e sull’elettricità prodotta da impianti da fonti rinnovabili” è stato varato all’unanimità dal Consiglio dei Ministri.

Pochi articoli con cui si cerca di riportare l’ordine sul meccanismo della cessione del credito per tutti i bonus ristrutturazione 2022, Superbonus 110% incluso, dopo le difficoltà createsi a seguito dell’entrata in vigore del Decreto Sostegni Ter giudicato troppo severo per lo stop imposto alla cessione multipla del credito.

Le nuove misure intervengono su più fronti: viene ritoccato il numero di cessioni possibili per tutti i Bonus casa, introdotte nuovi vincoli e sanzioni per i professionisti responsabili delle asseverazioni sulla congruità dei prezzi e definiti i tempi di utilizzo dei crediti d’imposta sottoposti a sequestro penale, senza tralasciare la frammentazione dei crediti fiscali.

Maggiori informazioni sulle notizie dell’ultima ora riguardanti il Superbonus 110% le trovate nel video YouTube dell’ingegnere Marcello Contu.

Spazio anche al “Bollino Antitruffa grazie al quale si potrà tenere traccia delle cessioni fiscali.

Entriamo subito nel dettaglio degli interventi correttivi alla cessione del credito previsti dal nuovo decreto e analizziamo quali influenze avranno su tutti i Bonus ristrutturazione 2022, Superbonus 110% in primis.

Superbonus 110%: cosa prevede il decreto Bollette? Nuove regole anche per il Bonus casa

Dopo la stretta imposta dal Decreto Sostegni Ter ai Bonus ristrutturazione casa, che blocca la cessione del credito multipla, ieri è arrivato il via libera del Consiglio dei Ministri al Decreto Bollette con nuove regole per il Superbonus 110%: circa 6,5 miliardi di euro da destinare a specifici interventi.

La parte più sostanziosa delle risorse in ballo (3 miliardi di euro) dovrebbe essere rivolta al contenimento del costo dell’anergia elettrica. 

Lo stesso intervento dovrebbe esserci per contenere il prezzo del gas nel secondo trimestre, mentre 700 milioni di euro con ogni probabilità verranno finanziati a sostegno delle aziende che necessitano di quantitativi elevati di energia elettrica per svolgere il proprio lavoro senza intoppi. Le cosiddette “energivore”. 

Alle “gasivore” andranno invece 500 milioni di euro. Il Consiglio dei Ministri ha poi approvato un decreto distinto per introdurre una serie di correzioni alla cessione dei crediti dei Bonus ristrutturazione 2022, Superbonus 110% compreso.

Le modifiche alla disciplina del Superbonus 110% si sono rese necessarie dopo i malumori causati delle disposizioni alla cessione del credito introdotte del Decreto Sostegni Ter, troppo rigide per permettere al settore edilizio la ripresa utile a risollevare le sorti dell’economia italiana del suo complesso.

Ma di quali nuove misure stiamo parlando?

Superbonus 110%: riparte la cessione del credito e lo sconto in fattura. Ecco le nuove regole

Il nuovo decreto-legge varato in CdM interviene sulla cessione del credito e lo sconto in fattura dei Bonus ristrutturazione casa che ammetto tali modalità di utilizzo modificando l’art. 121, comma 1 del Decreto Rilancio

Le due opzioni verrebbero così trasformate. 

Lo sconto in fattura previsto dal Superbonus 110%, ma il discorso vale per tutti i Bonus casa, diventa uno “sconto” sulla spesa dovuta, fino al tetto massimo pari all’importo stesso, pagato in anticipo dall’impresa esecutrice dei lavori di ristrutturazioni e dagli stessi recuperato come credito d’imposta, pari alla detrazione fiscale spettante e trasferibile da questi ad altri soggetti (istituti di credito e intermediari finanziari) senza ulteriore chance di cessione.

L’unica eccezione riguarda la possibilità di effettuare due cessioni in più, ma solo se indirizzate a determinati enti come gli intermediari e le banche iscritte all’albo previsto dall’art. 106 del TU in materia bancaria e creditizia.

Anche la cessione del credito per il Superbonus 110% cambia a seguito dei nuovi interventi correttivi disposti in CdM. Si cerca di allentare in qualche modo la stretta imposta dal precedente Decreto Sostegni ter ai Bonus ristrutturazione casa.

Nello specifico, è consentita la cessione di un unico credito nei confronti di altri soggetti, banche e intermediari finanziari, senza la chance di ricederlo nuovamente, fatta salva la possibilità di due cessioni in più ma solo in favore di banche, intermediari finanziari o imprese di assicurazioni.

Detta diversamente, si annulla il blocco alla cessione del credito multipla imposto dal Decreto Sostegni introducendo, però, nuovi paletti: i crediti maturati grazie al Superbonus 110% e agli altri Bonus ristrutturazione 2022 potranno essere ceduti non più di tre volte, ma le due cessioni successive alla prima potranno essere indirizzate solo a banche, società appartenenti ad un gruppo bancario o imprese di assicurazione abilitate ad operare in Italia.

Superbonus 110%: stop cessione parziale e bollino antitruffa nel nuovo decreto. Altra misura 

Un’altra nuova misura voluta dal Governo Draghi per disciplinare Superbonus 110% e Bonus ristrutturazione 2022 riguarda il controllo dei crediti ceduti.

In particolare, con l’inserimento del comma 1-quater all’art. 121 del Decreto Rilancio si stabilisce che i crediti derivanti dallo sconto in fattura e alla cessione del credito non potranno essere oggetto di cessioni parziali successivamente alla prima comunicazione dell’opzione all’Agenzia delle Entrate.

Al credito da Superbonus 110% verrà applicato un codice identificativo univoco (Bollino Antitruffa) da menzionare nelle comunicazioni di eventuali cessioni successive. Un vero e proprio codice che permette di tenere traccia del credito e risalire al primo cedente.

Queste nuove disposizioni, stando alla bozza del nuovo decreto, si applicheranno alle comunicazioni della prima cessione o dello sconto in fattura inviate all’Agenzia delle Entrate a partire dal 1° maggio 2022.

Superbonus 110%: nuove misure sanzionatorie per i professionisti. Si rischia il carcere!

Le nuove misure riguardanti tutti i Bonus casa utilizzabili come cessione del credito, Superbonus 110% in primis, si estendono fino a prevedere una serie di novità per i professionisti del settore edile.

Nello specifico, il professionista che nell’asseverazione sulla congruità dei costi fornisce false informazioni o si sottrae dall’indicare nella stessa informazioni importarti legate ai requisiti tecnici del progetto di intervento o di realizzazione dei lavoro è punibile con la reclusione (dai 2 ai 5 anni).

Lo stesso sarà chiamato a pagare una multa variabile nell’importo, da 50.000 a 100.000 euro. Se l’ingiusto comportamento è tenuto per arrecare un profitto a sé stesso o agli altri la pena subirà un aumento.

Superbonus 110%: novità per i crediti d’imposta sottoposti a sequestro penale

Il nuovo decreto, già ribattezzato “Decreto Superbonus 110% 2022”, prevede fra le nuove regole volute per scongiurare il blocco cantieri del Superbonus 110% una serie di interventi correttivi per tenere a bada le frodi e le truffe connesse ai Bonus ristrutturazione.

Per quanto riguarda i crediti d’imposta sottoposti a sequestro penale vengono introdotte importanti novità. Nello specifico, cambiano i tempi di utilizzo dei crediti d’imposta riguardanti la cessione del credito o lo sconto in fattura.

L’uso è ammesso cessati gli effetti del provvedimento di sequestro e con l’aumento di un periodo pari alla durata del sequestro, entro l’anno, fermo restando il rispetto del limite annuale di utilizzo dei predetti crediti d’imposta previsto dalle richiamate disposizioni.