Non si ferma la discussione sul superbonus 110%  dopo l'annuncio con la presentazione prima della NADEF, la nota di aggiornamento del documento di economia e finanza e poi del DPB, documento programmatico di bilancio, con cui il Superbonus è prorogato fino al 2023 ma solo per condomini e IACP, escludendo di fatto le abitazioni unifamiliari, le villette e ville singole e senza includere gli alberghi. A ciò si aggiunge anche la decisione di non rinnovare il bonus facciate che invece aveva dato linfa a diversi lavori smuovendo il settore dell'edilizia.

Della cancellazione del bonus facciate al 90% avevo avuto modo di anticipare il tema nell'articolo  Addio bonus facciate 90%: Draghi lo cancella nel 2022!

Il superbonus 110% resiste perchè in linea con le scelte green incluse nel piano nazionale di resilienza e ripartenza che poggia per il 40% delle risorse su progetti di sostenibilità ambientale.

Ma la scelta di escludere i privati dal superbonus 110% ha immediatamente scosso il mondo politico e non solo. Anche l'ANCE, l'associazione nazionale dei costruttori edili, ha replicato di non aver gradito la soluzione del governo guidato da Mario Draghi di prorogare parzialmente il superbonus 110% escludendo i privati cittadini.

Ma uno spiraglio sembra aprirsi con una proposta di estendere la proroga del superbonus 110% anche ai proprietari di villini e case unifamiliari associando però la misura agevolativa con un tetto ISEE.

La legge di bilancio è attesa per giovedì 28 ottobre sul tavolo del consiglio dei ministri per poter poi lasciare il posto al G20 che si terrà a Roma nelle giornate del 30 e 31 ottobre. I partiti stanno lavorando per poter trovare compromessi su vari fronti, uno di questi è il superbonus 110%.

Superbonus 110%: ok alla proroga nel 2023

Nella nota di accompagnamento al documento di economia e finanza c'era stata l'anticipazione sulla proroga del superbonus al 110% fino al 2023, ma non aveva chiarito i dettagli degli ambiti.

Il sentiero programmatico per il triennio 2022-2024 consente di coprire le esigenze per le cosiddette politiche invariate e il rinnovo di numerose misure di rilievo economico e sociale, fra cui quelle relative al sistema sanitario, al Fondo di Garanzia per le Pmi e agli incentivi all’efficientamento energetico degli edifici e agli investimenti innovativi.

Alcune criticità rilevate nell'uso del superbonus 110%, anche vicine alla frode, hanno fatto correre ai ripari i tecnici dei ministeri dell'economia e finanze e della transizione ecologica. I fondi per i progetti green ci sono, arrivando dall'EU Next Generation, ma devono essere usati con efficienza e rigore. Ecco allora la soluzione di escludere i proprietari di case unifamiliari oppure di villette e villini. Per loro nella bozza della legge di bilancio non c'è posto nella proroga del superbonus 110%, che dovrebbe essere anche limato nelle condizioni di utilizzo. 

Ultime notizie sul superbonus 110%: spunta l'ipotesi ISEE

Il superbonus 110% è nato senza alcun vincolo nè reddituale nè di spesa. Tutti possono accedere, nella versione attuale fino al 31 dicembre 2021 e senza alcuna limitazione nella spesa per l'efficientamento dell'immobile. Non ci vuole l'ISEE e non ci sono paletti sui costi. 

Il superbonus 110% è così concesso a chiunque, nel rispetto dei requisiti previsti dalla legge, effettua lavori che migliorino la prestazione energetica dell'edificio di almeno due classi. 

L'assenza di vincoli, reddituali e di spesa, ha fatto lievitare le richieste tra giugno ed agosto, con un balzo del 50% delle richieste. Tradotto sui vincoli di bilancio significa avere un'esposizione maggiore in termini di credito d'imposta. Inoltre le semplificazioni delle procedure, con l'introduzione della CILAS al posto della SCIA ha dato un'accelerazione maggiore al superbonus 110%. Questo ha favorito alcune situazioni nelle quali la detrazione veniva richiesta ma senza aver sostenuto effettivamente i lavori ed i relativi costi.

L'ipotesi allo studio è quella di introdurre il vincolo dell'ISEE e quindi di consentire ai proprietari di immobili unifamiliari o di ville di poter accedere al superbonus ma solo se l'ISEE non supera una certa soglia. Questo aprirebbe quindi nuovamente la partita e renderebbe il superbonus fruibile anche da chi, nella bozza della legge di bilancio 2022, è stato escluso.

Superbonus 110%: novità sulla detrazione

Il superbonus 110% nasce come detrazione fiscale del 110% dei costi sostenuti sui lavori ammessi, senza alcuna soglia dei lavori, come accade ad esempio per il bonus casa che fissa il tetto massimo a 96.000 euro.

La detrazione fiscale può essere fatta valere in quote uguali in dieci anni nella dichiarazione dei redditi a partire dalla prima successiva all'anno in cui si concludono i lavori e si esauriscono i pagamenti.

Poi l'Agenzia delle Entrate ha anche introdotto altre due modalità di utilizzo del superbonus 110. Lo sconto in fattura direttamente applicato dall'esecutore dei lavori. In questo caso il committente riceve un vantaggio direttamente all'atto del pagamento. Lo sconto in fattura tuttavia non necessariamente deve essere per l'intero costo dei lavori, così come la percentuale dello sconto non sarà mai pari al 110%.

L'altra modalità è la cessione del credito che il committente può effettuare sia verso chi esegue i lavori che presso istituti bancari.

Nella legge di bilancio 2022 è spuntata l'ipotesi di eliminare queste ultime due modalità di utilizzo del bonus lasciando quindi come unica possibilità la detrazione fiscale. Questa ipotesi se confermata in sede di approvazione della legge di bilancio, potrebbe ridurre l'interesse ad effettaure lavori collegati al superbonus.

Superbonus 110%: le novità dal 2022

L'annuncio nel DPB di destinare le risorse del superbonus 110% solo ai condomini e agli Istituti autonomi delle case popolari h suscitato reazioni come quelle del leader del Movimento cinquestelle, Giuseppe Conte, fautore del superbonus al 110%

Il superbonus 110% è una misura ideata e diventata realtà grazie al M5s. Grazie alla nostra determinazione abbiamo ottenuto una prima proroga della misura, ma non possiamo accontentarci. Bisogna fare di più: il governo ne garantisca la proroga anche agli edifici non condominiali. Serve coraggio.

Proprio su questa spinta, e sulle critiche mosse dall'ANCE, in queste ore sembra che ci possa essere una mediazione che dovrebbe far rientrare anche le case unifamiliari e le ville. Ma con due vincoli: l'ISEE e il tetto di spesa. Quindi il superbonsu110% non sarà più destinato a tutti come ora e fino al 31 dicembre 2021, ma solo a chi presenterà un ISEE sotto una certa soglia. Così come si introdurrà un limite di spesa per applicare la detrazione del 110%.

Altra novità è che si sta valutando di non consentire più lo sconto in fattura e la cessione del credito e lasciare in vita solo la detrazione fiscale. 

Tutto ciò fino al 2023. E dopo? In un'intervista rilasciata alla Radio 1 da parte di Maria Cecilia Guerra, Sottosegretaria al MEF  intervistata da Radio 1, dal gennaio 2024 il superbonus potrebbe essere prorogato fino al 2025 ma con una percentuale decrescente della detrazione, prima al 70% e poi al 65%.

Ma la proroga fino al 2025 riguarderebbe solo i condomini e le case popolari. Il possibile scenario potrebbe essere:

  • proroga con aliquota del 110% fino al 31 dicembre 2023;
  • proroga con aliquota del 70% fino al 31 dicembre 2024;
  • proroga con aliquota del 65% fino al 31 dicembre 2025.

Superbonus 110%: le nuove scadenze con la proroga

Il superbonus 110% di fatto già sarebbe dovuto terminare il 30 giugno 2022 ma solo per quei lavori su IACP che al 31 dicembre avevano completato il 60% dei lavori. Con la legge di bilancio 2022, la proposta di proroga al 2023 di fatto sposta di un anno tutte le scadenze fissate.

Così per i condomini il nuovo termine fissato per la fine lavori è il 31 dicembre 2023, anche in assenza della soglia del 60% dei lavori effettuati entro giugno 2023. 

Per gli IACP il termine si allunga al 31 dicembre 2024 se entro il 30 giugno 2024 sono stati eseguiti almeno il 60% dei lavori. 

Per le case unifamiliari e ville, in assenza di una proroga, i termini scadono il 30 giugno 2022. 

Superbonus 110%: confermati i lavori ammessi

Nei documenti circolati sulle proposte di proroga del superbonus del 110% non sono emerse novità sulle tipologie di lavori che possono essere ammessi al vantaggio fiscale. Quindi sono confermati i lavori oggi ammessi al superbonus 110%. Questi lavori devono essere volti a rendere più efficiente l'immobile oppure a renderlo più sicuro in caso di eventi di terremoto.

Le tipologie di lavori quindi sono due e riguardano il risparmio energetico, con il miglioramento della prestazione energetica di almeno due classi, e la creazione di una cintura anti-sismica.

Per il risparmio energetico, i lavori ammessi sono ad esempio l'installazione dei pannelli fotovoltaici oppure la costruzione del cappotto termico. In questo caso, poichè aumenta lo spessore delle mura perimetrali, è stata anche introdotta la deroga alle distanze minime necessarie tra immobili. 

Superbonus 110%: i beneficiari del 2022

La legge di bilancio 2022, che arriverà sul tavolo del consiglio dei ministri giovedì 28 ottobre, in relazione al capitolo superbonus 110% esclude dalla platea dei beneficiari i proprietari o coloro che hanno un diritto reale di edifici unifamiliari e ville. Ecco allora ci saranno i beneficiari dal 2022:

  • condomìni;
  • Istituti autonomi case popolari (Iacp) comunque denominati o altri enti che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di "in house providing" su immobili, di loro proprietà ovvero gestiti per conto dei comuni, adibiti ad edilizia residenziale pubblica;
  • Onlus, associazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale;
  • associazioni e società sportive dilettantistiche, limitatamente ai lavori destinati ai soli immobili o parti di immobili adibiti a spogliatoi.