La legge di bilancio 2022 in discussione nel consiglio dei ministri il 28 ottobre mette sul tavolo 30 miliardi di euro e tocca tanti ambiti. Anche la questione dei bonus edilizi, ed in particolare sul superbonus 110% che in questi giorni era stato oggetto di ipotesi, dopo la contestata decisione di escludere dalla misura le ville e gli immobili unifamiliari. In un continuo confronto tra i partiti alla fine è arrivata una sintesi del nuovo superbonus edilizio

Per le villette ed edifici unifamiliari si introduce tuttavia il tetto dell'ISEE a 25.000 euro

Su questo aspetto c'era stato un approfondimento nell'articolo Superbonus 110%: Draghi vuole l'ISEE. Novità detrazione!

Intanto c'è la conferma della proroga dell'agevolazione fiscale fino al 2023, e solo per il 2022 l'estensione anche per ville e edifici unifamiliari. Ma le novità non finiscono qui, perchè poi il superbonus dal 110% passa al 65%. 

Invece per il settore turistico, che era stato escluso da qualsiasi misura edilizia, in quanto il bonus facciate inizialmente era stato dato per spacciato, e per il superbonus non era ammessa la categoria degli alberghi, arriva un pacchetto dedicato con un superbonus al 80%, per lavori di riqualificazione energetica e messa in sicurezza degli immobili.

Si delinea quindi un futuro tutto sommato positivo per il settore edilizio, grazie ai rinnovi di misure esistenti e all'avvio di una nuova misura dedicata al settore hotellerie e terme, stabilimenti balneari, porti turistici, parchi tematici, fiere e congressi.

Superbonus 110%: la legge di bilancio lo proroga nel 2022

La legge di bilancio 2022 approvata in Consiglio dei Ministri il 28 ottobre, dopo essere iniziato con un ritardo di un'ora (alle ore 16 anzichè alle 15) per permettere ai ministri di leggere il testo, porta tante novità. Il suo peso di 30 miliardi si spalma su diversi capitoli.

Uno di questi è il superbonus al 110%. La misura fiscale sembrava non decollare fino a giugno 2021 quando poi con l'introduzione delle semplificazioni delle procedure le domande sono decollate. La CILAS, ovvero la certificazione di inizio lavori superbonus, ha permesso di superare l'impasse della doppia asseverazione sul titolo immobiliare. Tra giugno ed agosto le domande sono aumentate del 50% dando una spinta anche in termini di fatturato. Ma nello stesso tempo anche ad un maggiore esborso per lo Stato.

Cosa succede nel 2022? Il superbonus 110% è stato riconfermato, nella legge di bilancio 2022 approvato dal CdM, consiglio dei ministri del 28 ottobre. La proroga è stata estesa anche agli edifici unifamiliari e alle ville. Quindi una sostanziale proroga in toto che permetterà per l'anno 2022 di poter ancora far trainare l'economia con il settore dell'edilizia.

A beneficiare del superbonus 110% nel 2022 saranno le stesse categorie previste per il 2021. Non cambia la procedura, nè le modalità di utilizzo del bonus attraverso cessione del credito e sconto in fattura.

Ma si introduce un tetto per applicare il superbonus 110% ai proprietari di edifici unifamiliari e villette. Il tetto è fissato nell'ISEE il cui valore non deve superare la soglia di 25.000 euro.

Superbonus: dal 2024 riduzione progressiva fino al 65%

La legge di bilancio 2022 varata dal consiglio dei ministri il 28 ottobre e che ora dovrà essere approvata dal Parlamento, estende il superbonus anche per gli anni successivi. Ma con una riduzione progressiva di anno in anno, che di fatto renderà il superbonus paragonabile ad un bonus casa. Infatti per il 2024 il superbonus scende al 70%. Mentre l'anno successivo passa al 65%, simile al bonus ristrutturazione. 

Invece dal 2023 sparisce il superbonus per le unità unifamiliari e le villette. Una scelta per poter concentrare le risorse verso edifici più consistenti e che diano beneficio a più utenti come i condomini o le case popolari. Ma anche per centrare i vincoli di budget.

Il superbonus al 110% è l'unico bonus in Italia che concede una detrazione fiscale più alta della spesa sostenuta. Per ogni 100 euro spesi, si possono portare in detrazione dall'Irpef nella dichiarazione dei redditi 110 euro. E per questo motivo che sostenere il superbonus al 110% fino al 2024 nella stessa configurazione iniziale avrebbe richiesto molte risorse finanziare. Anche se il superbonus 110% si sposa benissimo con gli obiettivi di efficientare le prestazioni energetiche di almeno il 50% degli edifici entro il 2025, le risorse non possono essere destinate per sempre, anche perchè parte derivano proprio dal Recovery Plan che deve essere esaurito entro quell'anno.

Superbonus 110%: M5S vince sui villini  

Dopo l'annuncio con il DPB, documento programmatico di bilancio con il quale il Governo illustrava per sommi capi i vari capitoli della legge di bilancio, che il superbonus 110% sarebbe stato ristretto a poche categorie di immobili, escludendo villini e case unifamiliari, si era fatta sentire la forza politica che aveva introdotto il superbonus, ossia il Movimento Cinquestelle. A lanciare il sasso, tramite Facebook, direttamente il leader del Movimento. Giuseppe Conte, ex presidente del consiglio dei ministri, che così si esprimeva

Il superbonus 110% è una misura ideata e diventata realtà grazie al M5s. Grazie alla nostra determinazione abbiamo ottenuto una prima proroga della misura, ma non possiamo accontentarci. Bisogna fare di più: il governo ne garantisca la proroga anche agli edifici non condominiali e la renda accessibile negli anni a venire. Portiamo avanti questa richiesta con voce ferma con famiglie, imprese e associazioni di categoria che la reclamano fortemente. Dobbiamo spingere sulla ripartenza, correre veloci con investimenti intelligenti, strategici e sostenibili. Serve coraggio.

Ed il coraggio è arrivato nella bozza di legge di bilancio 2022 approvata dal Cdm del 28 ottobre. Il superbonus 110% è stato riconfermato anche le villini ed immobili unifiamiliari. 

Superbonus 110%: tutti i beneficiari

I beneficiari della misura fiscale per l'anno 2022 sono oltre agli edifici in forma di villette, villini e unità unifamiliari anche:

  • condomìni;
  • persone fisiche, al di fuori dell'esercizio di attività di impresa, arti e professioni, proprietari (o comproprietari con altre persone fisiche) di edifici costituiti da 2 a 4 unità immobiliari distintamente accatastate;
  • Istituti autonomi case popolari (Iacp) comunque denominati o altri enti che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di "in house providing" su immobili, di loro proprietà ovvero gestiti per conto dei comuni, adibiti ad edilizia residenziale pubblica;
  • Onlus, associazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale;
  • associazioni e società sportive dilettantistiche, limitatamente ai lavori destinati ai soli immobili o parti di immobili adibiti a spogliatoi.
  • Ma solo per il 2022, perchè per il 2023 si escludono proprio villini ed unità immobiliari. E dal 2024 si abbassa l'aliquota al 70% e al 65% l'anno successivo.

Superbonus 80%: la misura per alberghi

Quando il superbonus 110% ha fatto la sua comparsa nel 2020 con il decreto rilancio, sembrò molto strano che tra gli immobili che potessero beneficiare del vantaggi fiscale, non rientrassero anche gli alberghi e strutture ricettive in generale del settore turistico. In Italia il patrimonio immobiliare alberghiero è piuttosto datato e non raggiunge i livelli di prestazione eneregetica tale da renderli sostenibili. Eppure il superbonus 110% poteva essere una strada per incentivare i proprietari degli alberghi di trasformare le strutture aumentandone la prestazione energetica.

Invece il superbonus 110% era stato destinato solo agli immobili residenziali. 

Nel piano PNRR e nei provvedimenti varati dal Governo per aiutare i vari ministeri a raggiungere i 51 target entro il 31 dicembre 2021, è stato inserito un bonus tutto dedicato agli alberghi.

Si tratta del superbonus 80% per riqualificare alberghi, stabilimenti balneari e strutture ricettive - ne potranno beneficare anche agriturismi, terme, porti turistici, parchi tematici, fiere e congressi. Analogamente al superbonus 110%, anche il nuovo superbonus 80% potrà essere scontato in fattura o ceduto a terzi. La via maestra per usar questo superbonus però è la compensazione con altre imposte e contributi. Un aiuto sostanzioso per le strutture alberghiere che potranno così presentare un immobile più sostenibile. Ma la vera novità è che il superbonus potrà andare a finanziarie anche a lavori già iniziati purchè sia certificabile l'inizio lavori dopo il 1° febbraio 2020.

Superbonus 110% prorogato ma bonus facciate ridimensionato

L'altra misura edile che stava dando interessanti risultati era proprio il bonus facciate che non solo poteva essere usato per la ristrutturazione della parte esterna di un immobile visibile dalla strada, poteva anche essere usato per il rifacimento di parapetti e pavimenti dei balconi, oltre a strutture ornamentali. Il bonus facciate era del 90% e nelle prime bozze della legge di bilancio 2022 non era inclusa tra le misure da prorogare.

Invece il testo licenziato dal consiglio dei ministri il 28 ottobre, ripropone per il 2022 il bonus facciate ma in una versione ridotta. La detrazione fiscale infatti scende dal 90% al 60%. Un taglio netto che però consentirà ancora qualche lavoro sulle facciate.

Perchè questa riduzione? Perchè i vincoli di budget non permettono di poter far sopravvivere le misure così come erano state pensate nel 2020. Soprattutto se si considera che nel 2022 sono stati prorogati anche il bonus mobili e grandi elettrodomestici, con una detrazione fine a 8.000 euro, ed il bonus verde con una detrazione fino a 1.800 euro. Anche se questi due bonus fossero stati aboliti, le risorse risparmiate non avrebbero consentito di mantenere il bonus facciate al 90%. 

Per approfondire il meccanismo del bonus verde destinato a tutti si legga l'articolo Bonus 1.800 euro per tutti senza ISEE! Da chiedere subito