Nel 2022 sarà ancora Superbonus 110% e si potrà usufruire della misura in ogni sua aspetto, sarà cioè possibile non solo usare la detrazione Irpef, ma anche sconto in fattura e cessione del credito.

Di recente infatti aveva fatto molto discutere la decisione del governo di rimandare la proroga fino al 2023 al momento dell’approvazione della Legge di Bilancio 2022, cioè alla fine di quest’anno.

Contemporaneamente non c’erano notizie sulla volontà di prorogare anche la possibilità di usufruire del bonus con sconto in fattura e cessione del credito.

Ma per fortuna sono arrivate le rassicurazioni tanto dal MEF quanto da Draghi in persona, sul fatto che effettivamente la misura, senza se e senza ma, sarà estesa anche per il 2022 e si potrà usare sconto e cessione.

Soltanto, per motivazioni tecniche, si dovrà aspettare la prossima manovra di bilancio perché la proroga sia formalmente introdotta anche per gli edifici unifamiliari.

Del resto il Superbonus 110% è una misura di vitale importanza per il governo allo scopo di realizzare parte degli obiettivi a lungo termine fissati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

Obiettivo dell’Italia entro il 2025 è infatti quello di apportare un miglioramento almeno del 50% agli edifici pubblici e privati presenti sul territorio, dal punto di vista dell’efficienza energetica.

Parliamo di lavori edilizi costosi ed estesi, che sono coperti appunto dai finanziamenti del Superbonus 110%, senza i quali difficilmente i cittadini in tempi di crisi come questi potrebbero farsene carico, anche solo anticipando i costi e poi chiedendo la restituzione mediante detrazione Irpef. 

Ecco perché non solo il Superbonus 110% è necessario, ma lo sono anche lo sconto in fattura e la cessione del credito.

Infine, ancora un'ultimissima che riguarda questa agevolazione, perche il Ministero dell Pubblica Amministrazione ha dato comunicazione che presto sarà pronta la nuovissima CILA-Superbonus, cioè il modulo unico da usare in tutta italia per i lavori coperti dall'agevolazione.

Superbonus 110%, facciamo il punto di proroghe e scadenze

Per quanto riguarda lo stato formale delle proroghe il 30 giugno scorso il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno legge per la conversione del Decreto Semplificazioni, che al compito di mettere in pratica e attuare tutte le misure previste dal PNRR.

Con l’approvazione di questo documento vengono anche fissate delle nuove scadenze per il Superbonus 110%:

  • il 30 giugno 2023, per gli istituti case popolari (IACP), che potranno però far slittare la scadenza a fine anno, cioè al 31 dicembre 2023, se hanno effettuato almeno il 60% degli interventi edilizi programmati entro il termine fissato a giugno;
  • il 31 dicembre 2022, per gli edifici condominiali ai quali non è più richiesto di dover dimostrare lo stato di avanzamento dei lavori del 60%;
  • il 30 giugno 2022, per gli edifici unifamiliari;
  • Il 30 giugno 2022, per gli edifici condominiali che hanno un unico proprietario e sono composti massimo da quattro unità immobiliari. Scadenza che anche in questo caso può essere spostata al 31 dicembre 2022, se entro fine giugno sia stato realizzato il 60% dei lavori.

Una proroga generalizzata per il 2022 per tutte queste tipologie di edifici dovrebbe essere inserita, a quanto promesso da Draghi e ribadito da Claudio Durigon sottosegretario al MEF, nella prossima Legge di Bilancio 2022, che attesa per fine anno.

Superbonus 110% e Bonus Ristrutturazione 75%, cosa accadrà al nel 2024?

Dunque una data critica per il Superbonus 110% diviene il 2023, quando a quanto si apprende la misura scadrà definitivamente. Del resto se questo contributo ha avuto il merito di attivare un settore morente come l’edilizia è anche vero che è una misura molto dispendiosa per le casse dello Stato e che non potrà durare in eterno.

Tuttavia, alla sua fine non si prospetta una sua cancellazione quanto un suo accorpamento ad altri incentivi, con una riduzione però di importi.

In particolare si fa strada tra alcune forze parlamentari, l’idea di introdurre un bonus ristrutturazione 75%, cioè un solo contributo che racchiuda tutte le agevolazioni edilizie esistenti applicando uno sconto al 75%.

Insomma sul modello di quanto già accaduto ai bonus famiglia INPS, eliminati e accorpati all’Assegno unico, si dovrebbe semplificare anche il meccanismo di organizzazione dei bonus che dipendono dalla Agenzia delle Entrate.

Nello specifico sappiamo che un Atto di Sindacato Ispettivo, ad opera della senatrice di Forza Italia Anna Maria Bernini, è stato presentato ad aprile e chiedeva appunto l’istituzione del bonus unico per le ristrutturazioni.

Una modifica in questo senso avrebbe effetti diversi sulle varie agevolazioni esistenti, aumentando gli importi di alcune, come il bonus casa, e facendo scendere quelli di altri, come Superbonus 110% e bonus facciate. 

Ad ogni modo, qualunque sarà la scelta del governo Draghi le modifiche alle agevolazioni ristrutturazione non coinvolgeranno il Superbonus 110% fino al 2023 almeno.

Superbonus 110%, requisiti e lavori ammessi

Dunque assodato che il Superbonus 110% sarà attivo anche per il 2022, vediamo in cosa consiste questa agevolazione.

Prima di tutto dobbiamo fare conoscenza con qualche termine tecnico: lavori trainanti e lavori trainati. Con i primi il regolamento al Superbonus 100% indica gli interventi principali (adeguamento sismico, cappotto termico, sostituzione degli impianti di riscaldamento), dei quali almeno uno deve essere realizzato, perché si possa avere diritto anche ai finanziamenti per alcuni lavori aggiuntivi (trainati). 

I lavori aggiuntivi che si possono effettuare sono molteplici, tra i più popolari: la sostituzione degli infissi, l’abbattimento delle barriere architettoniche e l’installazione di pannelli fotovoltaici e stazioni di ricarica per veicoli elettrici.

Il Superbonus 110%, si chiama così perché la detrazione spettante non copre il 100% dei costi ma bensì il 110%, cioè un 10% extra, motivo che contribuisce a rendere l’agevolazione enormemente popolare.

Come funzionano detrazione Irpef, sconto in fattura e cessione del credito

Il Superbonus 110% può essere usato mediante tre opzioni, che sono: la detrazione Irpef in cinque anni, lo sconto in fattura e la cessione del credito.

Chi sceglie di usare la detrazione Irpef dovrà pagare il totale dei costi dell’intervento edilizio e poi riceverà indietro il 110% di quanto speso, attraverso uno sconto annuale sulle tasse da pagare che durerà cinque anni.

Se invece si intende usare lo sconto in fattura, opzione di gran lunga più comoda, il primo passo è accertarsi di scegliere una ditta che accetti di anticipare i costi. Poiché con questa opzione le spese vengono anticipate dall’impresa che poi chiede la restituzione del 110% mediante un credito d’imposta.

La cessione del credito consiste invece nel cedere il proprio credito con lo Stato a una banca, un istituto finanziario o di credito. La cessione del credito può essere richiesta sia dal proprietario dell’immobile, cioè il beneficiario del Superbonus 110%, che dalla ditta che ha in carico i lavori se anticipa i costi.

Arriva la CILA-Superbonus 110%, un modulo unico per la comunicazione dei lavori

Pecca del Superbonus 110% è certo la sua complessità tanto per il funzionamento quanto per i requisiti. Si conta che su dieci richiedenti solo uno riesce a beneficiare della misura.

Per risolvere il problema qualche intervento in questo senso è stato attuato con il Decreto Semplificazioni, con il quale si elimina la certificazione relativa allo stato legittimo dell’immobile, tra i documenti da presentare, e si sostituisce con la CILA.

A questo proposito, il Ministero dell Pubblica Amministrazione ha comunicato che molto presto sarà a disposizione dei contribuenti la CILA-Superbonus, cioè un modello unico da usare in tutta Italia e da utilizzare per tutti i lavori inclusi nel Superbonus 110%. Gli unici interventi esclusi da questa semplificazione sono quelli che riguardano demolizione e ricostruzione degli edifici.

Le ultime modifiche apportate dal Decreto Semplificazioni sono descritte nel video YouTube del Geometra Danilo Torresi:

 

Bonus facciate, quali sono i requisiti e gli interventi ammessi?

Come si è visto il Superbonus 110% è una misura incredibilmente vantaggiosa dal punto di vista degli importi, ma anche enormemente selettiva per la tipologia di lavori ammessi.

Ma l’Agenzia delle Entrate a proposito delle agevolazioni sulle ristrutturazioni edilizie mette al corrente i contribuenti del fatto che esse sono cumulabili, possono cioè essere richieste allo stesso tempo, ma solo per interventi edilizi diversi.

Accanto al Superbonus 110%, l’altra agevolazione molto popolare è il bonus facciate, che offre un 90% di sconto se si effettuano lavori di manutenzione straordinaria o ristrutturazione delle pareti esterne: balconi, superfici opache, fregi ornamentali, grondaie etc. Ma questo incentivo non ammette mai la sostituzione degli infissi.

Il bonus facciata può essere usato con le detrazione Irpef in cinque anni e anche con cessione del credito e sconto in fattura.

Per quanto riguarda le scadenze al momento il termine è fissato al 31 dicembre 2021, anche se questo tipo di incentivi viene in genere rinnovato con la Legge di Bilancio, cioè a fine anno. Di recente, a maggio per l’esattezza, il deputato del Partito Democratico Marco Di Maio durante l’audizione della Commissione Finanze alla Camera ha chiesto che la scadenza del bonus facciate venga allineata a quella del Superbonus 110%. Ma nessuna decisione è ancora stata presa in merito.

Bonus casa, da usare con Superbonus 110% e bonus facciate

Un bonus particolarmente utile quando si effettuano interventi edilizi è il bonus casa, poiché essa seppur con uno sconto solo al 50%, per un massimo di 96.000 euro, ammette tutti i tipi di lavori e può essere usata anche insieme a Superbonus 110% e bonus facciate, per le spese non coperte da questi due incentivi.

Per adesso questa agevolazione sarà attiva solo fino al 31 dicembre 2021, salvo proroghe, data dopo la quale non scomparirà del tutto, ma la sua detrazione tornerà al 36%, con un massimo ammesso di 48.000 euro.

Per quest’anno il bonus casa può essere utilizzato con detrazione Irpef in dieci anni, sconto in fattura e cessione del credito.

Anche in questo caso, se non sarà emanato un provvedimento apposito, la possibilità di usare sconto e cessione scadrà a fine anno. Tuttavia, lo ricordiamo per il rinnovo delle agevolazioni per le ristrutturazioni edilizie un momento utile è sempre la Legge di Bilancio.