Superbonus 110% ancora una volta sotto i riflettori. Non poteva essere diversamente. L’agevolazione principe dei bonus ristrutturazione casa permette un importante risparmio sui costi necessari per mettere a punto lavori di adeguamento sismico e di efficientamento energetico. 

Tanto basta a capire come mai i cittadini sono in attesa di conoscere il futuro dell’agevolazione a partire dal 2022 e per gli anni a seguire. La platea dei beneficiari è molto vasta.

Il Superbonus 110%, infatti, abbraccia gli immobili privati, le unità condominiali e le abitazioni popolari.

Agli interessati alla tematica consigliamo la visione di un interessante video YouTube di “Redazione The Wam”. Un canale all’avanguardia che a cadenza quasi quotidiano pubblica le più recenti novità su bonus, pensioni, lavoro e altri contributi.

Nel video in questione vengono esaminati i bonus ristrutturazione casa attivi fino al 31 dicembre 2021, i requisiti da soddisfare per essere ammessi alla misura e come usufruirne.

Tre diverse tipologie di edifici disciplinati in maniera diversa dal Superbonus 110% anche sul versante proroga.

Sebbene la misura permetta di ristrutturare casa in modo completamente gratuito, con il rimborso del 110% delle spese sostenute per realizzare i lavori, ciò non basta a spianare la strada della riconferma post 2021

La decisione spetta sempre all’Esecutivo capitanato dal premier Mario Draghi è si presenta tutt’altro che semplice. Se da un lato è evidente l’importanza del Superbonus 110% sia per comparto edile, sia per i cittadini, dall’altro la misura incide pesantemente sulle casse dello Stato.

Insomma, definire il destino della misura per i prossimi anni non è cosa facile, soprattutto se dovessero concretizzarsi le ipotesi in circolazione sulla proroga e/o la modifica di molti bonus ristrutturazione casa al momento attivi.

Il Bonus Facciate 90% ne è l’esempio lampante. Anche se molto generoso potrebbe spirare definitivamente alla naturale scadenza prevista per il 31 dicembre 2021, oppure ottenere la proroga al 2022 con un taglio alla percentuale di detrazione che passerebbe dal 90% al 60%.

Purtroppo, si tratta di previsioni non rosee confermate in larga parte dalla NADEF dove di proroga al 2022 del Bonus Facciate non se ne parla proprio.

Ma veniamo a noi. Nel corso dei paragrafi vi sveleremo quali novità riguardano il Superbonus 110%, quali sono i possibili scenari di proroga dal 2022 per ciascuna tipologia di immobile, provando a capire anche quale potrebbe essere il futuro degli altri Bonus casa.

Superbonus 110%: tutto quello che c’è da sapere

Prima di occuparci delle novità riguardanti il Superbonus 110% è bene fissare alcuni concetti. Troppo spesso si fa confusione sulla misura essendo il suo campo d’azione molto vasto. Non si possono, però,  analizzare i possibili scenari al 2022 del Superbonus 110% senza capire in consiste.

Il Superbonus 110% domina la classifica dei bonus ristrutturazione casa e permette la realizzazione di due tipologie di lavori edilizi, quelli trananti e i trainati.

I primi possono essere definiti come lavori “decisivi”, ossia di fondamentale importanza per perseguire la finalità di base del Superbonus 110%: realizzare l’efficientamento energetico degli immobili su cui si vogliono realizzare interventi edilizi.

I secondi, invece, possono essere definiti come “lavori ausiliari”, cioè di supporto a quelli trainanti. 

Ma cosa s’intende miglioramento degli edifici in termini energetici? Realizzare una diminuzioni della classe di consumo. Nel caso specifico del Superbonus 110%, l’obiettivo da perseguire è la riduzione di due classi energetiche.

Tale condizione è obbligatoria per ottenere il riconoscimento del Superbonus 110%, anche se non è la sola a vincolarne l’accesso.

Superbonus 110%: niente ISEE ma quali altri requisiti. Ecco come funziona

Il Superbonus 110% come tutte le agevolazioni appartenenti al pacchetto dei bonus ristrutturazione casa non è vincolato dal rispetto di requisiti soggetti a carattere patrimoniale o reddituale.

Ciò significa che si potrà accedere al contributo senza ISEE, indicatore invece obbligatorio per l’ottenimento di altri Bonus 2021.

Per usufruire del Superbonus 110% è sufficiente rispettare due requisiti non molto stringenti: essere cittadini maggiorenni, residenti sul territorio dello Stato, e godere di un diritto di proprietà sull’immobile da destinare a ristrutturazione.

Insomma, nulla di così complicato, anche se dal 2022 si potrebbero avere degli stravolgimenti proprio in relazione all’ISEE. Ma di questo ci occuperemo nei prossimi paragrafi.

Per quanto riguarda il funzionamento, chi decide di avviare dei lavori di ristrutturazione di un edificio servendosi nel Superbonus 110% deve sapere che non riceverà il rimborso delle spese supportate in denaro contante.

Non si tratta, infatti, di un bonus “liquido” da accreditare sul conto corrente del richiedente, di una detrazione IRPEF.

Nello specifico, le spese sostenute verranno portate in detrazione nella dichiarazione dei redditi e l’agevolazione consiste in una riduzione dell’IRPEF da pagare allo Stato, spalmata su 10 anni.

Per essere ancora più chiari, il funzionamento del Superbonus 110% si concretizza in uno sconto sull’IRPEF da corrispondere all’Erario

Come vedremo, la detrazione IRPEF non è l’unica modalità di fruizione prevista dal Superbonus 110%. Si può fare ricorso allo sconto in fattura o alla cessione del credito, anch’esse molto vantaggiose.

Superbonus 110%: proroga al 2022, al 2023 e ISEE a 25.000 euro per le villette. Cosa cambia?

La proroga del Superbonus 110% è diventato inaspettatamente il tema caldo degli ultimi mesi. In attesa del testo ufficiale della Legge di Bilancio 2022 ci si aspettava una maggiore attenzione verso altri argomenti, come la Riforma Pensioni e la Riforma Fiscale.

Ma non è stato così.

Forse perché si avverte la necessità di velocizzare i lavori per centrare gli obiettivi messi nero su bianco del PNRR inviato a Bruxelles dal Governo Draghi: realizzare l’efficientamento energetico di almeno il 50% degli edifici pubblici e privati presenti nella penisola entro il 2025.

Per tale ragione, la proroga, di cui si parla da settimane, ci sarà sicuramente, bisogna capire come sarà applicata alle diverse tipologie di immobili e come si darà una scossa al Superbonus 110% per renderlo all’altezza delle promesse fatte nel Piano Nazionale di Ricerca e Resilienza.

Ecco perché ci sarebbero molti cambiamenti in vista a partire dal 2022.

Alcuni passi in avanti sono già stata compiuti recentemente, grazie all’introduzione della CILA Superbonus 110%, altrimenti conosciuta come CILAS, il modulo di circa nove pagine che prende il posto dello stato legittimo dell’immobile semplificando la burocrazia legata alla richiesta della misura.

In verità, l’Esecutivo non ha mai fatto mistero di essere favorevole alla proroga del Superbonus 110%, si sta solo attrezzando per organizzarla al meglio.

Per il momento, di certo c’è che il Superbonus 110% verrà prorogato al 2023 solo per gli immobili condominiale e per gli IACP, ossia gli edifici popolari.

Nessuna novità, invece, si profila all’orizzonte per le case private. La situazione, però, sembra essersi smossa rispetto alle prime indiscrezioni che davano quasi per certa la mancata proroga del Superbonus 110% per la abitazioni private.

Una luce in fondo al tunnel potrebbe far tirare un sospiro di sollievo a milioni di italiani anche se le condizioni fatto tutt’altro che gioire.

Nello specifico, la proroga al 2022 del Superbonus 110% potrebbe estendersi alle villette private solo per i proprietari titolari di un reddito ISEE non superiore ai 25.000 euro.

Un vincolo che taglia fuori dal contributo migliaia di italiani, ma comunque l’unica via possibile per poter fruire dell’agevolazione anche nel 2022.

Qualche altro cambiamento dovrebbe interessare anche la platea di beneficiari ammessi al Superbonus 110%, ce ne occupiamo subito nel paragrafo a seguire.

Superbonus 110%: dal 2022 Draghi lo estende al settore turistico 

Una novità che potrebbe trovare applicazione dal 2022 è la messa a punto, da parte della cabina di regia del Governo Draghi, di un nuovo Superbonus 110% completamente dedicato agli immobili turistici, come gli alberghi e altre strutture ricettive con la stessa finalità.

Un vero e proprio passo in avanti se si considera che al momento tali immobili sono tagliati fuori dal contributo. Incentivando la loro ristrutturazione si potrebbe offrire un valido aiuto alle strutture turistiche che stendano a riprendersi dopo il difficile periodo segnato dall’emergenza epidemiologica da Covid-19.

Il settore in questione, infatti, è uno di quelli ad aver scontato sulla propria pelle la crisi economica indotta dalle disposizioni limitative emanate per cercare di arginare i contagi.

In questo caso, però, non si tratterrebbe di un Superbonus 110% ma di un Superbonus 80%.

Per essere più chiari, la detrazione IRPEF per i titolari delle strutture ricettive scenderebbe all’80% e sarebbe quindi diversa da quella normalmente applicata ai cittadini (110%).

Resta comunque una novità molto allettante, anche se non ci sono notizie ufficiali.

Superbonus 110%: proroga certa al 2023, ma per gli altri bonus casa?

Mentre il destino del Superbonus è scritto, tranne qualche piccolo aggiustamento ancora in attesa di essere realizzato, incerto è il futuro di molti altri bonus casa.

Se l’Unione Europa ha lasciato intendere la preferenza verso agevolazioni che perseguono l’obiettivo dell’efficientamento energetico degli edifici, quindi verso il Superbonus 110%, non si più dire la stessa cosa per il Bonus Facciate 90%.

Il contributo si avvicina sempre di più alla scadenza fissata al 31 dicembre 2021 e molto difficilmente verrà prorogato al 2022.

La motivazione è abbastanza semplice: si tratta di un’agevolazione che mira a realizzare il miglioramento estetico delle pareti esterne degli immobili visibili dalla strada, non quello energetico.

Per questo motivo, il Governo Draghi potrebbe lasciarlo spirare senza intervenire minimamente. 

Anche il destino di altre Bonus ristrutturazione casa, con percentuali di detrazioni meno importanti, rimane appeso ad un filo.

Per il momento, la proroga dal 2022 al 2024 è stata confermata solo per il Bonus mobili ed elettrodomestici al 50% anche se con tetto massimo di spese a detrazione ridotto da 16.000 a 5.000 euro.

In ogni caso, le certezze arriveranno solo con l’approvazione del testo definitivo della Legge di Bilancio 2022. Solo da allora tutti i dubbi sul destino dei Bonus casa potranno essere definitivamente sciolti.