Continua la corsa degli emendamenti alla legge di bilancio 2022 che dovrà vedere la luce prima della fine dell'anno. Novità sul Superbonus 110% che alimenta il dibattito politico, dopo che la proposta scritta nella bozza della Legge di bilancio prevede il taglio dell'aliquota del superbonus a partire dal 2024 con una discesa prima al 70% e poi al 65%.

Nel frattempo però resta confermato il superbonus 110% per il 2022 e 2023, ma con un'eccezione sui proprietari di villette e case unifamiliari. Per loro di sarebbe il vincolo dell'ISEE a 25.000 euro e l'aver presentato la CILA già al 30 settembre 2021.

Proprio sui proprietari di villette e case unifamiliari si rivolge il dibattito di queste ore, per permettere di consentire senza vincoli l'uso del superbonus 110% anche a queste categorie, fino al 2023.

Sono queste le intenzioni sia della Lega che del MovimentoCinque stelle, seppure con modalità differenti.

Ma su tutti dovrà prendere una decisione il presidente del Consiglio Mario Draghi, e poi la proposta dovrà essere approvata in Parlamento. Ma visto i tempi, si fa concreta la possibilità che il governo ponga la fiducia.

Restano invece confermati gli altri bonus edilizi. L'ecobonus è prorogato fino al 2024 ma non per le aliquote al 70 e 75%. Prorogato il bonus ristrutturazioni al 50% così come il bonus mobili ed elettrodomestici collegati alle ristrutturazioni. 

Per il bonus facciate l'aliquota passa al 60%, e cambiano le regole per la cessione del credito. Su questo tema ho scritto l'articolo Bonus facciate 90%: novità cessione credito. Ecco cosa fare! 

Ma del superbonus 110% cosa cambia?

Superbonus 110%: nuove aliquote dal 2023

Nella legge di bilancio 2022 che è ancora soggetta modifiche ed integrazioni, il capitolo superbonus 110% è confermato per il 2022, anche perchè la misura è una delle poche che consente di poter ridare smalto ai fabbricati e agli immobili dal punto di vista di risparmio energetico e resistenza ai sismi. Del resto lo stesso PNRR poggia peri il 40% dei contributi del fondo EU Next Generation su politiche green.

Dal 2024 invece l'aliquota scende al 70% e poi passa l'anno successivo al 65%. Una scelta dettata dalla necessità di non eccedere nella contribuzione da parte dello Stato e lasciare al privato parte dell'onere dei lavori. La data dl 2025 non è a caso perchè, nel 2025,  l'obiettivo del PNRR è quello di efficientare almeno 50.000 immobili all’anno.

Altra rilevante novità per il 2022, che però è al centro del dibattito politico, è la conferma del Superbonus 110% per i proprietari di villette e case unifamiliari purchè la CILA sia stata già presentata il 30 settembre. In caso contrario c'è lo stop alla detrazione al 30 giugno 2022, a meno che non si tratti di prima casa e che il proprietario abbia un ISEE entro i 25.000 euro. In poche parole, stando alla relazione tecnica, un terzo dei proprietari di villette sarebbe tagliato fuori. 

Proprio sul limite ISEE si stanno confrontando i partiti con diverse proposte, ma con un unico intento: eliminare il tetto dell'ISEE.

Superbonus 110% su villette: addio ISEE, la proposta della Lega

Uno dei partiti politici che ha presentato una proposta alternativa all'introduzione del tetto ISEE per i proprietari di villette e case unifamiliari è la Lega. Il suo leader, Matteo Salvini, ne ha parlato con Mario Draghi. Secondo quanto riporta la Repubblica, la Lega vorrebbe abbassare l'aliquota all'80% ma senza introdurre l'ISEE.

Sui bonus edilizi ne ho parlano con Draghi e mi permetto di dire che non era in disaccordo e potremo lavorare in Parlamento, ha detto ad esempio il leader della Lega, Matteo Salvini, ospite degli Stati generali dei Consulenti del Lavoro, a Roma. Un'improbabile proroga al 2023 del Superbonus al 110% per unità unifamiliari e villette con Isee inferiore a 25 mila euro: presentatemelo, vorrei conoscerlo e dargli una medaglia. Non avrebbe più senso abbassare dal 110% al 70-80% in modo che i privati ci mettano qualcosa e si possa estenderlo a tutti?

Per Salvini quindi la proposta è una riduzione di 30 punti ma estendere fino al 2023 a tutti la possibilità di usare il nuovo superbonus.

Superbonus 110% su villette: addio ISEE, la proposta del M5S

La proposta della Lega non è piaciuta al Movimento Cinque stelle che per mezzo del ministro delle Politiche Agricole, Stefano Patuanelli, ha risposto di no.

E non perché il M5S voglia mantenere il tetto, ma perché non vuole invece il decalage. Il cosiddetto 'decalage' dal 110% a percentuali più basse di agevolazione è già previsto a partire dal 2024. Anticiparlo già da adesso significa dire a migliaia di italiani 'scusate, abbiamo scherzato'. Imprese, professionisti e cittadini che hanno deciso di migliorare strutturalmente la loro casa hanno bisogno di certezze, non di ulteriori complicazioni e contorsioni numeriche.

Quindi la proposta del M5S è invece quella di eliminare il vincolo ISEE senza abbassare l'aliquota della detrazione prevista dal superbonus 110%. 

Tramite Agostino Santillo, della Commissione lavori pubblici del Senato, il M5S fa sapere che

Le nostre proposte emendative puntano all'estensione integrale del Superbonus al 2023, comprendendo anche le case unifamiliari e superando ogni riferimento all'Isee. Per questo tra le nostre proposte di emendamento si prevede che l'estensione indispensabile del Superbonus 110% sulle case unifamiliari deve in ogni caso arrivare al 31 dicembre 2022, senza limitazioni di Isee, senza indicazioni temporali di Cila, ma al più solo con l'indicazione di una percentuale di stato di avanzamento lavori al giugno 2022.

Questa proposta mira anche a controbilanciare gli obblighi introdotti dal decreto anti-frode sui controlli e sulle asseverazioni necessarie prima di presentare la richiesta di cessione del credito. 

Superbonus 110%: aumento dell'ISEE per le villette?

Per poter fruire del superbonus 110% in presenza di lavori su villette ed edifici unifamiliari, si deve rispettare il limite ISEE fissato nella legge di bilancio 2022  che è di 25.000 euro. Troppo pochi secondo Giovanni Currò, membro della 6ª Commissione Finanze della Camera dei deputati che nella diretta di #Flashmobweb del 22 novembre ha detto

Per quanto riguarda le unità familiari, purtroppo non mi viene da dire villette perché con un ISEE sotto i 25.000 euro chiaramente le villette non sono contemplate, quantomeno perché comunque è un parametro che poi sforerebbe nella dichiarazione. Chiaramente non accogliamo positivamente questo è il limite che riduce di molto la platea e poi ovviamente, per quanto riguarda i lavori che sono già stati avviati, vedono comunque una conclusione. Quindi nel corso dell’esame già in Senato, perché la legge di bilancio partirà in Senato, non proveremo ovviamente a modificare questo tetto per aumentare sempre di più la platea e dare più certezza al mercato.

L'auspicio quindi per il 2022, dal passaggio in Senato della legge di bilancio, in base alle proposte di Lega e M5S è la rimodulazione del valore dell'ISEE oppure una sua eliminazione almeno per la proroga del 2022.

Superbonus 110%: cosa cambia con il decreto anti-frode

Le novità non si fermano solo all'aliquota e alla platea dei beneficiari del superbonus 110%. Ma anche all'intensificazione dei controlli in capo all'Agenzia delle Entrate, dopo l'entrata in vigore del decreto antifrode

 Tra i controlli ci saranno quelli sui prezzari dei lavori edili, che sono stati gonfiati in questi mesi. Dal 2022 ci sarà un blocco ai prezzi selvaggi. Per evitare che i costi dei lavori lievitino in modo anomalo, nasceranno dei listini di riferimento, dei «prezzari» ad hoc, studiati dal Ministero dello Sviluppo Economico.

In fase invece di cessione del credito o sconto in fattura, l'Agenzia delle Entrate potrà anche sospendere per 30 giorni la richiesta, in base a profili di rischio identificati. Per ogni tipologia di intervento e per area geografica, i profili di rischio potranno essere diversi, ma saranno tutti vagliati dall'Agenzia delle Entrate prima di dare l'ok alle due forme alternative alla detrazione fiscale.

Prima di presentare la richiesta di cessione del credito, il committente dovrà avere l'asseverazione del tecnico, che invece non è richiesta nel caso in cui il beneficiario del superbonus 110% vorrà portare in detrazione fiscale l'intero importo della misura fiscale. A dover porre il visto di conformità di penserà il CAF, mentre questo obbligo non spetta invece se la dichiarazione dei redditi è presentata direttamente dal contribuente.

Superbonus 110%: chiarimenti su SAL e cessione credito

Il superbonus 110% è una misura che nasce prevalentemente come agevolazione fiscale attraverso la detrazione appunto del 110% dei costi sostenuti. Su quest'ultimi non ci sono limiti, quindi il 110% è su qualsiasi importo speso. Ma oltre alla detrazione fiscale da riportare in dichiarazione dei redditi e ripartire in 10 quote annuali, si può anche optare per la cessione del credito o lo sconto in fattura, dell'importo pari alla detrazione fiscale che si sarebbe goduta.

Tuttavia, il beneficio dello sconto in fattura o della cessione del credito si può anche ottenere a stato avanzamento lavoro. Infatti l'articolo 121 del decreto Rilancio, che aveva istituito il superbonus 110%, permette di poter optare per le due modalità alternative alla detrazione fiscale, in relazione a ciascuno stato avanzamento lavoro.

gli interventi di cui all'articolo 119 gli stati di avanzamento dei lavori non possono essere più di due per ciascun intervento complessivo e ciascuno stato di avanzamento deve riferirsi ad almeno il 30 per cento del medesimo intervento.

Il deputato Gian Mario Fragomeli ha formulato un'interrogazione all'Agenzia delle Entrate se questo beneficio possa comunque essere goduto anche in caso di non completamento dei lavori nei tempi dettati dal Decreto, pur avendo versato il 30% dell'intero importo.

In sintesi l'Agenzia delle Entrate si è espressa favorevolmente sull'ammissione della cessione del credito o dello sconto in fattura, anche in corrispondenza del 30% di SAL, purchè:

  • lo stato di avanzamento termina oltre il 31 dicembre 2021;
  • la fattura sia pagata entro il 31 dicembre 2021.

Affinchè si possa cedere alla banca il credito, entro il 31 dicembre si deve però essere in possesso dell' asseverazione tecnica, dell'asseverazione di congruità della spesa ed il visto di conformità.