La tanto temuta notizia è arrivata e non ci sarà alcuna proroga per quanto riguarda il superbonus 110 villette. A dir la verità, sembrava quasi si fosse ormai a un passo dall’ottenerla, tant’è che in molti l’avevano già data per buona, in via ufficiosa.

Ma il Governo ha deciso di chiudere, una volta per tutte, la parentesi dedicata al superbonus 110 villette.

Dunque 

A oggi, solo chi realizza almeno il 30% dei lavori entro giugno, può beneficiare di ulteriori sei mesi per ultimarli.

Motivo per cui gli occhi di tutti ora sono puntati sull'importanza di raggiungere perlomeno il 30% dello stato di avanzamento nei lavori già iniziati, conditio sine qua non per ottenere un’ulteriore proroga di sei mesi, per terminare i lavori.

Perché i rischi, se così non fosse, non sono da poco.

Le conseguenze, sul piano finanziario, potrebbero portare i privati cittadini a dover provvedere di tasca propria, per ultimare i lavori. D’altra parte, le imprese edili potrebbero non riuscire più a sostenere le spese, mancando la garanzia per il credito.

La domanda che, allo stato attuale della situazione, viene spontanea è: cosa rientra dunque in questo famoso 30% che permette di giustificare, agli occhi dello Stato e del Fisco, il raggiungimento dello stato di avanzamento previsto per i lavori?

Analizziamo le ipotesi principali.

Superbonus 110 villette: la novità di Draghi

L’obiettivo iniziale, nel proporre il bonus 110 era di quelli ambiziosi. Infatti il Governo puntava a realizzare almeno il 50% dell’efficientamento energetico di tutti gli immobili, sia pubblici che privati, entro il 2025.

Purtroppo gli intoppi non sono stati pochi, se si pensa innanzitutto ai rincari dei prezzi delle materie prime, che hanno dunque mandato all’aria i preventivi di spesa dei lavori e, non secondariamente, le innumerevoli truffe a danno dello Stato, da parte dei soliti noti furbetti, parassiti sulle spalle degli altri, in particolar modo di chi lavora in maniera onesta.

Ecco dunque che, nella fattispecie per quanto riguarda il superbonus 110 villette, la misura è diventata, col passare dei mesi, davvero troppo dispendiosa, portando dunque l’Esecutivo a decretare lo stop, senza più possibilità alcuna di proroga.

Niente da fare, dunque. Per ultimare i lavori

La data ultima, a oggi ufficialmente da rispettare, è quella del 30 giugno 2022.

Solo a una specifica condizione, si può ottenere una proroga di ulteriori sei mesi, per portare a termine l’intero progetto di efficientamento energetico, a costo zero. Vale a dire, per l’appunto, dimostrare di aver già eseguito perlomeno il 30% di tutti i lavori messi a preventivo e approvati in fase iniziale.

Essendo giunti ormai alla fine del mese di marzo, attenzione dunque allo stato di avanzamento dei lavori, dal momento che mancano soltanto tre mesi!

Ecco tutto ciò che c’è da sapere, per fare le cose rispettando le regole e non avere preoccupazioni.

Superbonus 110 villette: cosa rientra nello stato avanzamento lavori

Come abbiamo già anticipato, la proroga tanto attesa per i lavori del Superbonus 110 villette è saltata. In molti dunque si chiedono ora come accelerare lo svolgimento delle pratiche, per arrivare perlomeno al tanto agognato 30% nello stato di avanzamento, in base al progetto iniziale.

Motivo per cui in tanti si stanno chiedendo se ad esempio, il fatto stesso di avere già tutta la fornitura acquistata e disponibile, possa essere una “prova” del fatto che si stanno per eseguire i vari interventi previsti dal Superbonus 110 villette.

In altri termini, il dubbio riguarda la possibilità che 

il pagamento della sola parte di fornitura dei beni, con prova di arrivo franco cantiere (foto e/o bolla di consegna) possa essere considerata come “lavoro” 

e quindi rientrare nel computo del 30% previsto dalle disposizioni vigenti.

A questo punto, può risultare certamente utile riportare una parte del testo di legge, che si riferisce proprio a questo importantissimo passaggio

Per gli interventi effettuati su unità immobiliari dalle persone fisiche, la detrazione del 110 per cento spetta anche per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2022, a condizione che alla data del 30 giugno 2022 siano stati effettuati lavori per almeno il 30 per cento dell’intervento complessivo.

Spiegato in parole semplici e chiare, significa innanzitutto che c’è detrazione solo ed esclusivamente se si verificano le successive condizioni.

La prima riguarda le spese sostenute (quindi tutta la fornitura iniziale) ma non solo. Infatti beneficiano della detrazione totale anche i costi affrontati successivamente, anche fino al 31 dicembre 2022, per l’occorrente necessario a ultimare i lavori.

La seconda condizione però, come si legge testualmente, è che alla data del 30 giugno 2022 siano stati “effettuati lavori” perlomeno pari a circa un terzo della totalità prevista dal cantiere.

La risposta dunque è inequivocabile. Il semplice fatto di avere il materiale già scaricato presso l’abitazione, non rappresenta una testimonianza del fatto che si sta procedendo nei lavori.

Lo stato di avanzamento si calcola nel momento in cui si inizia la posa in opera mentre l’arrivo della fornitura presso il domicilio del beneficiario è una “provvista” da annotare nel libretto delle misure.

Superbonus 110 villette, addio! Chi paga senza proroga?

Veniamo ora al nodo cruciale della questione: in assenza di proroga, se dunque non si raggiunge il 30% dei lavori previsti, chi paga per ultimarli?

L’auspicio è ovviamente che tutti riescano a raggiungere l’obiettivo prefissato. Purtroppo, i ritardi accumulati hanno creato non pochi problemi, da questo punto di vista. Ritardi causati da tutte le truffe condotte a danno dello Stato, in particolare seguendo la prassi del “gonfiamento” delle fatture, ovviamente con lo scopo di ottenere dei rimborsi più elevati dei costi effettivi (intascando di netto tutto il resto).

C’è poi un altro aspetto da prendere in considerazione, per comprendere al meglio il ritardo accumulato nei cantieri, nel procedere coi lavori del Superbonus 110.

L’aumento dei prezzi delle materie prime infatti ha comportato inevitabili battute d’arresto, dal momento che che i preventivi iniziali dei lavori non corrispondevano più ai costi da sostenere nel quotidiano.

Se dunque non si rispettano i tempi, ultimando entro il 30 giugno perlomeno il 30% dei lavori, il rischio è di veder bloccare il cantiere, che non sarebbe più finanziato dal maxi bonus statale. E d’altronde le ditte incaricate di realizzare i lavori dovrebbero comunque fermarsi, in assenza di proroga, in quanto non avrebbero più la garanzia del credito da parte delle banche.

Il funzionamento del Superbonus 110, con la cessione multipla del credito, prevede di norma che il committente non paghi i lavori, dal momento che è la ditta che si accolla in toto i costi di tutti gli interventi. Questo per il semplice motivo che poi è la stessa ditta che potrà beneficiare del credito che ha maturato (ritrovando nel cassetto fiscaleoppure a sua volta potrà cederlo alla banca, e quindi rientrare dalle spese. 

In assenza di proroga e senza riuscire a ultimare il 30% dei lavori entro giugno, il rischio che il proprietario della villetta debba accollarsi le spese per completare il progetto, si alza sempre di più.

Come funziona il Superbonus 110 villette

Ribattezzato anche re dei bonus, il Superbonus 110 villette senza dubbio presenta i suoi vantaggi, dal momento che l’efficientamento della propria abitazione è garantito a costo zero.

In parole semplici e chiare, i diversi lavori previsti (trainati e trainanti) perseguono due finalità. 

La prima riguarda l’efficientamento energetico dell’immobile. Infatti gli interventi programmati dai tecnici puntano innanzitutto ad eliminare gli sprechi di energia, ottimizzando i consumi e rendendo la casa confortevole e climatizzata.

L’altro scopo di rilevante importanza del Superbonus 110 è quello di permettere alla singola unità abitativa di auto-produrre l’energia necessaria al proprio fabbisogno. Grazie ai pannelli solari e fotovoltaici si raggiunge un buon grado di autonomia, nella produzione di energia elettrica, e si abbattono i costi del gas, ricorrendo ad esempio al riscaldamento tramite stufa a pellet.

Il diretto interessato, da un punto di vista economico, non è chiamato in causa. Tutti i lavori eseguiti (e nei quali rientrano anche i compensi per gli operai), vengono scontati al 100% direttamente in fattura. È la ditta che esegue i lavori a prendere il credito d’imposta, che rimborsa al 110%, considerando che il rientro del credito d’imposta avviene in cinque anni.

Critiche al Superbonus 110 villette: per chi è stato un errore

Le critiche al Superbonus 110 non sono tardate ad arrivare. 

In effetti, considerando il valore del maxi bonus da migliaia e migliaia di euro (per una sola unità immobiliare!), già il Governo di Draghi aveva provato fin da subito a mettere dei paletti alla legge voluta dai pentastellati, per arginare la fuoriuscita di denaro dalle casse statali.

Le accuse principali, da parte del premier, riguardano l’assenza di controlli nel testo legislativo, che per l’appunto non ha messo in conto di dover effettuare un monitoraggio costante dei cantieri.

Ad alimentare le polemiche, troviamo tutte le analisi sulle effettive riduzioni di emissioni, che dovrebbero ricondursi al Superbonus 110 ma soprattutto i conti che non tornano.

Per i più è assurdo infatti che si sia approvata la possibilità di addebitare allo Stato la totalità dei costi di ristrutturazione della villetta unifamiliare e del suo efficientamento energetico, considerando che una buona parte dei vantaggi va in maniera esclusiva ai proprietari di casa, che risparmiano sulle bollette e aumentano il valore del proprio patrimonio.

Ovviamente però la misura è stata accolta con favore, sia dai privati cittadini beneficiari che dai vari professionisti del settore e dagli imprenditori delle costruzioni, da tempo ormai in fase di recessione.

Senza contare infine che il sistema della cessione multipla del credito ha innescato una macchina diabolica senza controllo, generando a catena sempre più proficue occasioni di frodi, ai danni dello Stato.