La recente proroga e la semplificazione sono alla base della forte crescita del Superbonus 110 per cento guidata dai condomini e dalla Lombardia come prima regione italiana. Il Ministro dell’economia Franco conferma l'importanza del Superbonus 110% e degli altri bonus del settore edilizio, ma troppo costosi e non sostenibili.

Le parole di Franco sui costi della misura e la relativa insostenibilità nel tempo trovano riscontro nel recente rapporto dell’Enea, ossia l’agenzia per lo sviluppo sostenibile che controlla gli incentivi per l’efficienza energetica degli edifici. 

Qualche giorno fa il ministro dell’economia, Franco, relativamente al tema del Superbonus 110% e agli altri bonus che riguardano il settore edilizio ha tenuto a confermarne l’importanza di questi interventi funzionali a far ripartire il settore delle costruzioni ma, al tempo stesso, ha voluto ribadire che, poiché sono uno strumento molto costoso, non saranno sostenibili nel lungo periodo.

Quindi, non una misura strutturale come sperava qualcuno nel settore dell’edilizia, ma solo una proroga fino al 2023 che rappresenterà un impegno importate vista l’incidenza sui conti e sul debito.

Una indicazione chiara, quella del ministro Franco, circa la volontà del governo di confermare la misura (si veda l’inserimento nella Nadef, recentemente approvata), che, nell’ottica della politica espansiva comunicata dal governo per il prossimo triennio, dovrà permettere, oltre alla crescita del Pil, una forte ripresa del settore edilizio e la prosecuzione dell’efficientamento energetico degli edifici (uno dei capisaldi del Pnrr).

Ma anche una iniziativa che, all’annuncio della proroga, ha portato i tecnici del Mef a fare delle valutazioni circa il rapporto costi - benefici nel tempo

Superbonus 110: chi ne ha diritto e come funziona 

La misura fu introdotta dal precedente esecutivo, in piena emergenza pandemica, attraverso il decreto Rilancio a metà dello scorso anno con l’obiettivo di rimborsare le spese sostenute fino a metà del 2022, per poter accelerare gli interventi nel settore edilizio che consentissero un miglioramento dell’efficientamento energetico attraverso la riduzione delle emissioni e il rilancio di un settore particolarmente provato dalla pandemia. 

Il Superbonus centodieci consente la copertura dell’intero costo sostenuto dai proprietari per gli interventi effettuati e permette loro l’accesso ai crediti d’imposta, nei confronti delle banche. Quindi il proprietario sostiene praticamente in modo gratuito l’intervento. La componente maggiore rispetto al costo dell’intervento rappresenta il margine con il quale si paga commissione alle banche.

La proroga innanzitutto permetterà a cittadini e imprese di avere più tempo per poter programmare gli interventi poiché l’agevolazione, sarebbe scaduta il prossimo 30 giugno 2022 per le persone fisiche detentori di immobili (proprietari, nudi proprietari, usufruttuari, affittuari e loro familiari), e il 31 dicembre 2022 per i condomini.

Per effetto della proroga del suprbonus 110 per cento, si ha tempo a tutto il 2023 per iniziare e completare i lavori. Tra i beneficiari del bonus figurano anche gli Istituti autonomi case popolari (Iacp), le cooperative di abitazione a proprietà indivisa.

Come sarà prorogato il Superbonus 110 per cento?

Dal punto di vista politico, i dati di crescita presentati recentemente hanno confortato i partiti fortemente intenzionati alla proroga del 110% per il triennio. L’esecutivo ha mantenuto fede alle promesse dei mesi scorsi e dopo averlo inserito nella Nadef ha anticipato che la proroga verrà riportata all’interno della legge di bilancio senza spiegarne però l’esatta modalità.

Un provvedimento che in tanti vorrebbero strutturale, nonostante i costi elevati, e di cui il governo precedente, nella figura del premier, ne ha rivendicato la paternità come sinonimo di iniziativa di successo per rilanciare l’economia post pandemia.

Il vero punto di forza del superbonus è prima di tutto l'aliquota al 110% (che in quatto o in cinque anni 5 anni viene restituita), ma anche la possibilità di utilizzare la detrazione direttamente oppure utilizzando i due sistemi offerti, ovvero lo sconto in fattura e la cessione del credito, consentendo in questo modo un ampliament o della plaeta di soggetti fruitori.

Superbonus 110: qual è l’andamento nelle regioni italiane

Relativamente alle regioni che hanno usufruito maggiormente del Superbonus, la Lombardia è saldamente in testa con 1.127 milioni di investimenti già autorizzati seguita dal Lazio e dal Veneto. 

Le parole di Franco sui costi della misura e la relativa insostenibilità nel tempo trovano riscontro nel recente rapporto dell’Enea, ossia l’agenzia per lo sviluppo sostenibile che controlla gli incentivi per l’efficienza energetica degli edifici. 

L’Enea ha iniziato a farne un primo bilancio sugli effetti che il Superbonus sta avendo in Italia. A partire da inizio del 2021 fino alla fine di settembre i progetti ammessi sono stati circa 38 mila, per l’intero 2021 si stima che possano arrivare a 51 mila, con un ammontare pari a 7,9 miliardi di investimenti e un costo per lo Stato di 8,7 miliardi di euro.

L’accelerazione del trend rispetto al recente passato è evidente: nel 2020 furono effettuati meno di duemila interventi. 

Superbonus 110: perché si è verificata questa crescita così importante?

Il superbonus ha registrato un enorme successo nell'ultimo periodo soprattutto per quanto riguarda i condomini. Vediamo il perché di questo successo. Gli operatori e i professionisti del settore edilizio insieme alle imprese unanimemente spiegano il fenomeno, partito a ridosso dell’estate, attribuendo i meriti alla semplificazione delle procedure riportate nel Pnrr (approvato a fine maggio).

Molto evidente il trend dei condomini che dato una forte  accelerata soprattutto negli ultimi mesi rappresentando il traino dell’iniziativa, dopo una partenza difficile e con molte difficoltà. 

Il ruolo dei condomini è fondamentale: oggi rappresentano circa degli interventi totali, con una percentuale di lavori realizzati molto elevata e con l’importo medio dei lavori autorizzati che ammonta a 557.730 euro per i condomini, mentre gli edifici unifamiliari hanno un’importo medio di 101.992 euro e le unità immobiliari indipendenti a 93.590 euro. 

Superbonus 110: il confronto con l’Ecobonus

Nello studio effettuato dall’Enea emerge evidente il confronto con il precursore: l’Ecobonus (in vigore in Italia dal 2014 al 2020). La differenza sostanziale tra i due incentivi era nella detrazione molto più limitata per l’ecobonus (65%); situazione che rendeva il privato maggiormente coinvolto nella spesa e nell’interesse alla qualità di esecuzione.

Pertanto, il privato con l’Ecobonus era corresponsabile con lo Stato. In termini di risultati l’investimento mediante l’Ecobonus è risultato molto più contenuto (media di 3,3 miliardi di euro l’anno). 

Rispetto al Superbonus, secondo l’Enea, il vecchio Ecobonus sembrerebbe essere stato più efficiente nel ridurre le emissioni inquinanti. Quindi in termini di impatto ambientale sembrerebbe che le attuali misure abbiano una minore efficacia ambientale rispetto alla precedente misura nonostante oggi si spenda molto più di prima. 

Superbonus 110: i fondi del Rcovery

Il finanziamento della misura con i fondi europei del Recovery richiederà l’approvazione della Commissione Ue sul dossier relativo all’Italia e dovrebbe concedere l’autorizzazione ai pagamenti nonostante l’incidenza dei costi risulti stimata maggiore rispetto al resto d’Europa.

La conferma recente del Governo in merito alla proroga al 2023 da motivo di essere fiduciosi ma lo studio prodotto dall’Enea potrebbe portare a delle riflessioni circa l’ottimizzazione della misura limitando i problemi emersi.

Non solo Superbonus 110: altri bonus per l’edilizia 

Non c’è solo il superbonus ma anche altri bonus a beneficio dei proprietari di immobili. Tutti i bonus relativi al settore dopo essere stati introdotti, seppure con qualche modifica, sono sempre stati prorogati. Ora il governo, dovrà valutarne l’efficacia ed eventualmente in quale misura prolungarli.

Sul tema infatti, si intensificano le richieste, da parte degli schieramenti politici e da organismi dei vari settori dell’edilizia, per la proroga a beneficio anche degli altri bonus per il risparmio energetico e il recupero edilizio. 

Al momento il governo non si è pronunciato sugli altri bonus destando preoccupazione circa la possibilità di interrompere il trend che sta ottenendo confortanti dati di ripresa del settore edilizio, che lo hanno riportato ai livelli del 2019. La spesa attuale è vicina a 5,1 miliardi si stima dovrebbe arrivare a fine anno arriverà almeno a 7 miliardi di lavori realizzati e 10 progettati. 

Una misura quindi pensata con il Decreto Crescita affinché potesse favorire la ripresa economica di un settore in fortissima difficoltà durante la pandemia che però oggi sta contribuendo, in modo importante, al processo di efficientamento e di trasformazione ecologica meglio di quanto si potesse pensare.

Il Superbonus e tutti i progetti relativi all’edilizia stanno contribuendo all’importante crescita del Pil (6%) cosi come ricercato dal premier in intesa con la maggioranza e nel rispetto degli accordi con la Ue in occasione del Pnrr.

Sarà fondamentale non dimenticare che questi bonus contribuiscono in modo importante, forse più di altri strumenti di politica economica e fiscale, a far emergere i proventi dell’economia sommersa che risultava particolarmente gravare sul settore edilizio. 

Dunque, non solo Superbonus, sono anche altri gli incentivi che riguardano il settore. Nell’ottica della politica espansiva, dell’efficientamento energetico e del contributo alla ripresa economica del settore potrebbero essere prorogati anche per il prossimo anno.

In primis quelli che riguardano il Recupero patrimonio edilizio, poi ci sono quelli relativi al verde delle abitazioni (bonus verde), sull’efficientamento energetico (Ecobonus). Relativamente all’efficientamento energetico all’interno degli appartamenti sono da menzionare i bonus per mobili ed elettrodomestici che hanno l’obiettivo di migliorare i consumi energetici, o il bonus rubinetti relativo ai consumi dell’acqua.