Superbonus senza ISEE? Ora è possibile.

Con l'ultima bozza della Manovra di Bilancio, è ora prevista l'eliminazione del requisito reddituale per tutti coloro che richiedono il bonus 110% per la propria dimora.

Come evento da una parte mette al sicuro tutti i richiedenti al bonus, se proprietari di villette o case multifamiliari, ma dall'altra mette in allerta per via del requisito della SAL, cioè dello Stato di Avanzamento dei Lavori.

In merito a ciò, c'è l'approfondimento video a cura del Geometra Danilo Torresi.

La scelta di far decadere l'ISEE come requisito è sorta a seguito delle polemiche da parte di alcuni partiti della maggioranza del Governo Draghi, in primis il Movimento Cinque Stelle, sostenitore a sua volta dell'estensione del bonus casa anche per le seconde case (precedentemente era rivolto solo per le prime case, o per la prima unità abitativa).

Purtroppo scatta in alternativa l'obbligo di avere almeno il 30% dei lavori avanzati, tutti certificati entro il 30 giugno 2022. Altrimenti perdi il bonus, e tutti i lavori successivi finiranno nelle spese che tu dovrai effettivamente pagare.

Ma facciamo prima il punto della situazione, e vediamo insieme le ultime novità in merito al Bonus 110% e al suo sviluppo per il 2022.

Superbonus: ecco come procedere dal 2022

Il Superbonus è un buono casa che prevede in una detrazione o in una cessione del credito in merito alle spese per lavori riguardanti l'efficientamento energetico.

Per efficientamento energetico si intende il miglioramento del consumo energetico da parte della propria abitazione, secondo quanto stabilito dalla propria classe energetica.

Le classi energetiche predefinite per avere accesso alla detrazione o al credito in generale sono:

  • due classi superiori a quella di partenza;
  • il raggiungimento della classe energetica di tipo A.

Se non si raggiunge nessuna di queste, il bonus salta, e tutte le spese dovranno essere coperte in qualche modo. Augurati di non dover finire in questa situazione incresciosa.

Per il resto, dal 2022 i problemi che sono sorti in merito ai proprietari o locatari di abitazioni multifamiliari o "villette" sono stati parzialmente risolti, visto che non verrà richiesto l'ISEE, ma solo la SAL.

Sono due acronimi che, almeno per il primo, abbiamo avuto a che fare spesso nella nostra vita, e meno invece il secondo, più legato all'ambito edilizio.

Superbonus: Draghi toglie l'ISEE! Ecco chi ne avrà diritto

L'eliminazione dell'ISEE come requisito d'accesso al Superbonus ha fatto tirare un sospiro di sollievo ai proprietari e locatori delle "villette", visto che sarebbe stato richiesto l'ISEE 2022, cioè quello con riferimento reddituale entro il 31 dicembre 2020.

Il problema sarebbe stato di tipo burocratico per tutti i richiedenti, visto che la richiesta sarebbe scattata dal 1 gennaio 2022, creando di conseguenza una lunga lista di richiedenti, e quindi notevoli problemi amministrativi.

Anche perché oltre a richiederlo per questo bonus ci sono anche quelli dell'Assegno Unico Universale e quelli che vogliono accedere al Reddito di Cittadinanza (o devono rinnovarlo per la scadenza dei 18 mesi).

Inoltre, la richiesta di un ISEE inferiore a 25.000 euro avrebbe potuto mettere in difficoltà molte famiglie. Perciò molti nella maggioranza del Governo Draghi hanno voluto l'eliminazione del vincolo reddituale, almeno per garantire una platea più estesa.

Cosa che alla fine è avvenuto, visto che con l'ultimo emendamento alla Manovra di Bilancio, è stato tolto il vincolo.

Ma comunque vada la prima scadenza per le villette sarebbe stata entro e non oltre il 30 giugno 2022.

Che rimane, intendiamoci, perché al posto dell'ISEE è subentrato un requisito, forse peggiore: la SAL. E dico peggiore perché in questo caso è il lavoro che deve essere garantito, non un reddito basso.

Superbonus: ecco cosa comprende la SAL

La SAL è l'acronimo di Stato di Avanzamento Lavori. E' una documentazione che puoi presentare per avere ulteriori proroghe nel caso di accesso ad un bonus governativo che permetta:

  • lo sconto in fattura,
  • la cessione del credito.

In pratica il Superbonus 110%. Ma questa documentazione in particolare è presentabile solo due volte per tutto l'intervento complessivo. E ogni lavoro riguarderà il 30% dell'intervento completato. 

Precedentemente, durante la fase turbolenta per la conferma del Superbonus 110%, il Governo Draghi ha disposto due percentuali differenti di SAL per poter avere la proroga.

Fino a poco tempo fa i proprietari o locatari di villette o case multifamiliari dovevano garantire per almeno il 60% dello stato di avanzamento lavori.

Praticamente una percentuale irraggiungibile, se ancora devi presentare i documenti a inizio 2022.

Dopo la tempesta ISEE, Draghi ha optato per metà percentuale, cioè una SAL al 30%. Più raggiungibile, relativamente parlando. Anche perché non è così facile raggiungere un certo livello in così poco tempo.

Anche perché la SAL comprende tutte le spese che fino a quel momento sono state fatte, e si fa con riferimento all’ammontare complessivo delle spese riferite all’intero intervento e non all’importo massimo di spesa ammesso alla detrazione.

Quindi, se hai lavori "in accollo", fuori agevolazione, la percentuale riguarderà tutte le spese.

Superbonus: ecco perché sarà difficile con la SAL

Il problema relativo alla SAL sarà nell'esecuzione di questi lavori tramite il Superbonus.

Abbiamo visto in tempi recenti come la situazione stessa di questo bonus stia diventando molto sospetta, in particolare per gli altissimi costi che sta ingenerando.

Solo a dicembre, s'è registrato ben 12 miliardi di euro di interventi ammessi a questo bonus. E si teme entro il 2036 una spesa complessiva, tra bonus casa e altri di tipo edilizio ben 30,8 miliardi di euro.

Tutti coperti dal Recovery Fund, vero, ma solo se ogni volta il Governo garantisce la piena esecuzione di manovre e riforme, altrimenti l'erogazione verrà interrotta. E addio a tutti i bonus e crediti.

Intanto siamo partiti bene visto che già si segnalano diversi problemi con i materiali edili, sbalzati alle stelle a causa della crisi economica e all'ingegno delle imprese fornitrici, che stanno aumentando i prezzi a loro favore.

E se aumentano i prezzi, sarà difficile concludere i lavori, visto che, tra i requisiti richiesti, c'è quello di impedire il superamento di certe soglie di spesa, secondo il tabellario del MISE.

A questo si aggiunge anche la nomea stessa del Superbonus, visto che sta facendo gola a molti furbetti: già 800 milioni di euro di lavori su 19 miliardi già investiti sono risultati irregolari. Motivo? I crediti richiesti riguardavano interventi mai fatti, o approssimativi.

Davanti a questo, per impedire il peggio, hanno dovuto mettere in campo un decreto anti-frode, così l'Agenzia delle Entrate può interromperti per 30 giorni ogni comunicazione relativa al rilascio del bonus per vedere se è tutto regolare. 

Un grande incentivo all'utilizzo del bonus, no? Se uno iniziasse ora a fare i lavori, tra aumento dei prezzi e rischio di controlli fiscali, potrebbe benissimo essere dirottato oltre la scadenza.

E dopo chi paga per quel mancato 30% di lavori già eseguiti? La banca se poi rifiuta l'assegnazione del finanziamento? L'impresa edile se poi rischia di fallire per le spese non coperte? O il contribuente?

Superbonus: attenti a quando scade!

Il Superbonus prevede una serie di scadenze, tutte riconfermate anche nella Manovra di Bilancio.

La più importante è quella per le villette, visto che si prevede la scadenza, per chi non riesce a ottenere la SAL al 30%, entro e non oltre il 30 giugno 2022.

Altrimenti c'è la scadenza del 31 dicembre 2022, a patto però che vengano eseguiti i lavori tra luglio e dicembre 2022.

Diversamente, per tutti gli altri potenziali beneficiari, quali condomini, ex Istituti Autonomi Case Popolari e cooperative sociali, le scadenze vanno all'anno successivo, cioè 30 giugno 2022, o 31 dicembre 2023, ma solo se la SAL è garantita.

Anche perché nei prossimi anni, purtroppo, il Superbonus si ridurrà notevolmente, passando ad una detrazione o credito limitato al 70%, e poi al 65%. Motivo di questo taglio? Il fatto che per gli anni successivi, i fondi per eventuali lavori garantiti dal bonus, si limiteranno a 350 milioni di euro.

Un po' pochi rispetto a quanto già previsto con i lavori avviati negli ultimi mesi.

Superbonus: conviene sconto in fattura o cessione del credito?

Se non vuoi provvedere con la detrazione fiscale, garantita in rate annuali di eguale importo, puoi richiedere per il Superbonus due altre opzioni:

  • sconto in fattura,
  • cessione del credito.

Il primo funziona così: con lo sconto in fattura, l'impresa che ti realizzerà i lavori, ti anticiperà la spesa detraibile. Esempio: ha una fattura da 30.000 euro. Se tu non paghi, ma cedi il credito, non verserai nulla, ma con quel credito potrà scalarli dalle tasse o cederli alla banca.

Nel secondo caso, fai richiesta all'azienda edile e loro richiedono ad una banca o istituto di credito l'apertura di un finanziamento, per così sopperire alle spese per forniture e lavori.

C'è stata una grande richiesta di questi ultimi, nonostante le varie problematiche relative a spese e crediti bancari, ma è probabile che la soluzione migliore sia nella detrazione fiscale, visto che:

  • in caso di fallimento dell'impresa, le spese ricadranno sul contribuente;
  • le banche possono non sono obbligate ad aprire un finanziamento e a coprire le spese in caso di profili ad alto rischio;
  • l'Agenzia delle Entrate può non rilasciare il bonus in caso di esito negativo, e servirebbe in casi avversi l'assicurazione sulla responsabilità civile del tecnico responsabile.

Anche se, con la proposta europea di bloccare vendite ed acquisti a tutti gli immobili con classi energetiche E, F, G, molti continueranno a richiederlo e a velocizzare gli interventi.