Citando Matteo Renzi, first reaction: shock!

Non si arrestano le novità dedicate alla misura del Superbonus 110% che sembra essere sempre meno una certezza per i cittadini italiani.

Infatti, come sappiamo, la trafila per la redazione della Legge di Bilancio per il 2022 sta andando a cambiare giorno dopo giorno le sorti dei bonus casa come li conosciamo oggi.

Che tale misura venisse rinnovata nessuno avrebbe mai avuto dubbi, ma questa volta possiamo dire che il Governo l’ha proprio cambiata. 

Infatti, la certezza del rinnovo del Superbonus è stata data dal fatto che gli obiettivi sanciti dalla misura erano gli stessi che potevamo trovare nel PNRR, ossia all’interno del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Proprio per questo motivo nessuno aveva dubbi sul fatto che il Governo Draghi avrebbe concesso senza tanti problemi la proroga al Superbonus 110%.

Eppure, quando è stato pubblicato il DPB (Documento Programmatico di Bilancio) i cittadini italiani hanno avuto il primo shock.

Infatti, nella proroga non erano comprese le unifamiliari che avrebbero visto la data limite per usufruire del Superbonus 110% il 30 giugno 2022.

Tutto ciò, legato anche all’assenza della proroga per il Bonus Facciate, ha creato un profondo malcontento che ha fatto sì che il Governo tornasse sui suoi passi.

Infatti, nella seconda bozza della Legge di Bilancio per il 2022 le cose sono nettamente cambiate. 

Innanzitutto il Bonus Facciate è tornato fino alla fine del 2022 con una detrazione fiscale del 60% invece di quella attuale del 90%.

Invece, tornando al Superbonus 110% sono cambiate le regole per quanto riguarda gli edifici unifamiliari. Infatti, fino al 30 giugno 2022 tutto resterà com’è, invece a partire dal 1° luglio sarà richiesto l’ISEE per accedere alla misura. 

Ecco, questo è stato lo shock numero due del Superbonus 110%.

Eppure, non abbiamo ancora finito. Infatti, ora per accedere al Superbonus 110% sono necessari anche visto di conformità e asseverazione dei prezzi.

Come mai? Tutto ciò è stato sancito dal Decreto Antifrode e, di conseguenza, accedere alla modalità dello sconto in fattura o della cessione del credito diventa sempre più difficile. 

In questo articolo andiamo ad analizzare più nel dettaglio l’importanza di questi documenti ormai resi necessari per non dover dire addio allo sconto in fattura ed alla cessione del credito con il Superbonus.

Superbonus 110% e requisiti di accesso: il visto di conformità

Requisito essenziale per poter accedere alla misura del Superbonus 110% è il visto di conformità, in base a quanto sancito dal Decreto Antifrode.

In questa sede è necessario fare da subito una precisazione importante: per tutti i lavori ammessi al Superbonus 110% prima della data del 12 novembre non sono soggetti a quello che diremo in seguito. 

Si fa fede alla data del 12 novembre in quanto è il giorno in cui è stato approvato il Decreto Antifrode. Di conseguenza, coloro che hanno avuto l’approvazione prima che entrasse in vigore non devono preoccuparsi.

Invece, per quanto riguarda tutte quelle persone che decidono di usufruire del Superbonus 110% in seguito alla data di entrata in vigore del Decreto Antifrode, devono presentare il visto di conformità. 

Ricorda: questo documento è stato reso necessario per tutti i bonus legati al mondo dell’edilizia per evitare i famosi “furbetti”. 

Ebbene, devi sapere che per gli altri bonus casa, il visto di conformità è necessario solo per ottenere lo sconto in fattura o la cessione del credito. 

Questo è quanto è stati sancito dalla circolare numero 16 presentata dall’Agenzia delle Entrate

Secondo tale circolare l’obbligo di presentazione del visto di conformità vale tanto per le persone fisiche quanto per le imprese. 

Ma cos’è il visto di conformità?

In effetti non l’avevamo ancora spiegato. 

Quando parliamo di visto di conformità facciamo riferimento ad un documento che viene redatto da un professionista del settore abilitato che ha il compito di verificare la regolarità delle informazioni e dei prezzi per l’ottenimento del Superbonus 110%. 

Si paga? Ebbene, la risposta è sì.

Tuttavia, è bene sottolineare che tale documento rientra tra le spese detraibili previste dalla misura. 

Superbonus 110% documenti necessari: l’asseverazione dei prezzi

Secondo punto da tenere in considerazione quando parliamo di Superbonus 110%, sconto in fattura e cessione del credito è l’asseverazione dei prezzi.

Un nome molto particolare che ora andremo a spiegare e comprendere più nel dettaglio.

Quando parliamo di documento di asseverazione dei prezzi facciamo riferimento a quel documento che fissa il tetto massimo dei prezzi degli interventi in base ad alcuni parametri.

Sei curioso di conoscere di quali parametri stiamo parlando? Te li dico subito.

  • Innanzitutto è bene sottolineare che i costi degli interventi ammessi dai bonus casa devono essere inferiori ai prezzi medi dei lavori compiuti all’interno della regione.
  • Invece, per quanto riguarda l’asseverazione dei prezzi per tutti quei lavori dedicati alla riqualificazione o all’efficientamento energetico (in aggiunta a quelli per ridurre il rischio sismico) che troviamo all’interno del Superbonus 110%, dobbiamo fare riferimento al Decreto Rilancio ed al suo criterio residuale.

Cosa intendiamo? Ebbene, bisogna far riferimento a quanto riportato nei listini ufficiali e nei listini della Camera di Commercio.

Non abbiamo ancora finito!

Infatti, in base a quanto affermato dall’Agenzia delle Entrate con la circolare del 29 novembre del 2021, devi ricordare che la normativa circa la cessione del credito per le rate residue del 2020 non cambia.

Superbonus 110%: arrivata la proroga shock! Niente più cessione del credito e sconto in fattura?

Come abbiamo potuto aver modo di vedere il Superbonus nel 2021 ha cambiato volto moltissime volte, fino ad essere definito lo Squid Game italiano.

Un gioco nel quale si trovano diverse persone che devono affrontare diverse sfide per ottenere la ricompensa finale, ossia la detrazione fiscale.

Eppure, tra le tante novità che si sono susseguite parlando di Superbonus 110% abbiamo senza alcun dubbio l’introduzione della CILAS, ossia della CILA Superbonus. 

In questo modo è stata notevolmente ridotta la burocrazia iniziale per poter accedere alla misura. 

In questo modo centinaia di cantieri si sono sbloccati e i lavori sono proseguiti a pieno ritmo.

Eppure, come abbiamo ribadito all’interno dell’introduzione, il Superbonus 110% ha subito numerose modifiche con la sua proroga.

Inizialmente con il Documento Programmatico di Bilancio non erano comprese le unifamiliari che avrebbero visto la data limite per usufruire del Superbonus 110% il 30 giugno 2022.

Invece, con la seconda bozza della Legge di Bilancio per il 2022 le cose sono nettamente cambiate per quanto riguarda gli edifici unifamiliari. Infatti, fino al 30 giugno 2022 tutto resterà com’è, invece a partire dal 1° luglio sarà richiesto l’ISEE per accedere alla misura. 

Ma non sono solo queste le novità sul Superbonus 110% che abbiamo appreso all’interno della bozza della Legge di Bilancio.

Infatti, è bene sottolineare anche che la misura è stata prorogata fino al 2026, ma di anno in anno, diventerà sempre meno conveniente. 

Cosa significa? Andiamo ad analizzarlo da subito.

Abbiamo detto che il Superbonus 110% diventerà sempre meno conveniente. Ebbene, esso rimarrà così come lo conosciamo oggi (eccetto per le unifamiliari, ovviamente) fino alla fine del 2023.

Successivamente la percentuale di detrazione andrà via via a diminuire partendo dall’attuale 110% fino ad arrivare ad un 60% nel 2026.

Altra grandissima novità shock del Superbonus 110% è stata l’introduzione di un tetto massimo ISEE di 25.000 euro per le unifamiliari a partire dal 1 luglio 2022.

Infatti, come abbiamo visto, la misura è stata sì prorogata fino a dicembre del 2022, ma è stato introdotto l’ISEE. 

Ricorda: quando parliamo di ISEE facciamo riferimento solo agli edifici unifamiliari. Di conseguenza, condomini e cooperative sono escluse da quanto detto.

Superbonus 110%: mi conviene la cessione del credito? E lo sconto in fattura?

Ripassiamo, quali sono le tre modalità previste dal Superbonus?

Detrazione fiscale, sconto in fattura e cessione del credito!

Bene, andiamo a soffermarci sull’ultima che abbiamo menzionato, ossia la cessione del credito.

Si tratta di una delle alternative che apparentemente risulta essere più conveniente quando parliamo di Superbonus.

Infatti, attraverso la cessione del credito il beneficiario della misura non deve anticipare alcun costo per gli interventi relativi all’aumento dell’efficienza energetica ed alla riduzione del rischio sismico. 

Ma andiamo a sviscerare meglio questa misura per capire se la cessione del credito conviene, a maggior ragione dopo l’introduzione del Decreto Antifrode. 

È abbastanza chiaro che il Governo stia puntando a far scegliere ai cittadini l’opzione della detrazione fiscale che, nel caso del Superbonus 110%, ricordiamo che si può ottenere in soli cinque anni attraverso l’erogazione di cinque rate dello stesso importo. 

Questo obiettivo viene perseguito per differenti ragioni, tra tutte l’eliminazione dei numerosi intermediari che possono rallentare di molto il processo di riscossione attuato dall’Agenzia delle Entrate. 

Tuttavia, nonostante il Governo Draghi continui a spingere in questa direzione, rispettando quanto previsto dalla legge (ossia la presentazione del visto di conformità e dell’asseverazione dei prezzi).

Oppure, oltre alla cessione del credito ed alla detrazione fiscale abbiamo un’ultima opzione che possiamo usufruire dello sconto in fattura.

Ricordiamo che anche in questo caso sarà necessaria la presentazione del visto di conformità e dell’asseverazione dei prezzi per ottenere il Superbonus 110% dopo la data del 12 novembre 2021. 

Ma come funziona lo sconto in fattura?

In questo caso il soggetto beneficiario del Superbonus 110% ottiene tale sconto in fattura per un ammontare massimo pari al corrispettivo che può richiedere al fornitore il quale maturerà tale credito verso l’erario.

Dunque, usufruendo dello sconto in fattura il cliente non ha anclukrna spesa iniziale ed è il fornitore che si espone a tutti gli effetti finanziariamente.