Dopo mesi di “lockdown” la richiesta di mutui è ripartita a una con una intensità addirittura superiore rispetto a quella dei mesi precedenti l’emergenza Covid. È netta la preferenza per il tasso fisso anche se quello variabile risulta essere quasi allineato.

Mutui 2020: tassi bassi e meno rigidità sostengono la fiducia

La crisi legata all’emergenza Coronavirus non ferma la richiesta di mutui da parte degli italiani, anzi si potrebbe quasi dire che, complice l’iniezione di liquidità da parte della Banca Centrale Europea e criteri meno stringenti da parte delle banche, il mercato è ripartito con un’intensità maggiore rispetto alle attese.

Secondo una recente indagine condotta da Facile.it e Mutui.it  tra maggio e giugno di quest’anno le richieste di mutui per l’acquisto della casa sono state pari al 30,7% del totale rispetto al 29,6% dello stesso periodo dello scorso anno. Non solo. Sempre nello stesso periodo di riferimento l’importo medio erogato dagli istituti di credito è cresciuto del 9% raggiungendo un valore in linea con il 2019 (134.315 euro).

Per quanto riguarda la scelta del tasso a farla da padrone è sempre quello fisso con il 95,1% delle richieste totali (+2% sul 2019) a fronte di una leva percentuale medio sui mutui a 30 anni dello 0,81% per il variabile e dello 0,84% per il fisso.

Tassi mutui 2020: l’Italia è il Paese dove il mutuo costa meno

Il fatto che chiedere un mutuo sia conveniente, specialmente nel nostro Paese, è confermato anche dal proseguo dell’indagine dei due portali di comparazione che hanno messo a confronto la richiesta di un confido di 120.000 euro a 20 anni con altri 18 Paesi e riscontrando che in nessun paese è possibile ottenere la stessa cifra con un TAEG compreso tra lo 0,75% e lo 0,80%: solo Francia  e Germania si avvicinano (rispettivamente con lo 0,80% e lo 0,83%) mentre in Spagna siamo addirittura all’1,20%.

Negli Stati Uniti il tasso è del 3%  mentre i valori più alti si raggiungono in Brasile e in Russia con tassi rispettivamente del 7,15% e del 10%.