Con il secondo trimestre del 2020 è il quarto periodo di fila che Tesla chiude in utile. Questa è una buona notizia per gli azionisti della casa automobilistica statunitense per due motivi: dimostra come l’azienda stia finalmente diventando profittevole e spiana la strada al suo ingresso nell’S&P 500, cosa che farebbe ulteriormente salire il prezzo delle sue azioni che da inizio hanno sono state tre le migliori del New York Stock Exchange guadagnando il 229%.

Il titolo, infatti, soddisfa già da tempo tutte le altre condizioni necessarie all’ingresso nel paniere delle stock americane a più alta capitalizzazione di mercato quali un valore di Borsa superiore a 6,1 miliardi di dollari, un flottante almeno pari al 50%, volumi mensili di scambio maggiori di 250mila azioni e un valore medio annuo non inferiore a 1 dollaro.

Mercato troppo ottimista sul titolo

Il possibile rally di Tesla, che sarebbe spinto dagli acquisti da parte dei fondi indicizzati e degli ETF, dicono gli analisti di Morningstar, non cambia però la valutazione sul titolo. “Le quotazioni sono cresciute di 10 volte rispetto ai minimi di giugno 2019 e ora il suo rapporto Prezzo/Fair value è pari a 1,9 (report aggiornato al 22 luglio 2020). Tesla è pioniera nella tecnologia della guida autonoma (AV) e questo le dà sicuramente un vantaggio rispetto ai competitor, ma a nostro avviso gli attuali prezzi di mercato scontano l’ipotesi che gli AV siano già una realtà o che possano esserlo a breve. Mentre la regolamentazione del settore procede ancora molto lentamente. Inoltre, il futuro del gruppo dipenderà anche dalla sua crescita a livello globale. Due nuove fabbriche saranno aperte in Europa e in Cina ed Elon Musk, fondatore e AD di Tesla, ha anche affermato che verrà probabilmente avviata la produzione di un'auto compatta (destinata al mercato del Vecchio continente) e di un SUV, mentre si sta anche lavorando alla riduzione dei prezzi attraverso l'innovazione della batteria e una maggiore efficienza. Nonostante questo, però rimaniamo scettici sulla possibilità che l’azienda riesca a raggiungere il suo obiettivo di lungo periodo di vendere 20 milioni di autovetture all’anno”, dice David Whiston, analista azionario di Morningstar.

Di Francesco Lavecchia