Un accordo per chiudere la guerra commerciale tra Usa e Cina è sempre più lontano. Non solo gli americani non hanno alcun interesse a concluderlo, ma forse oggi non ci sono neanche le condizioni per ipotizzarlo. Il rischio è che il conflitto si allarghi.

Nessun accordo in vista

L’ennesimo annuncio di Donald Trump di un imminente accordo con la Cina per rientrare dalla guerra commerciale iniziata 17 mesi fa è andato in fumo. Di fase iniziale di un accordo tra le parti non si è vista traccia, lasciando tutti delusi e sfiduciati.

Ormai sembra chiaro che gli annunci del presidente Usa sono più che altro volti a mantenere alte le aspettative dei mercati e delle imprese e a tenere in scacco la controparte. Ma non è chiaro quale sia, dietro le quinte, da un lato il vero interesse a concludere un accordo, e dall’altro, quale sia la reale probabilità di trovare termini condivisi.

La volontà politica di arrivare a un’intesa in tempi brevi, oggi, non sembra esserci. La batteria di dazi già imposti dagli Stati Uniti e l’ulteriore escalation prevista nei prossimi giorni sono uno strumento perfetto per costringere la Cina ad accettare di sedersi ai tavoli negoziali sui temi cari a Washington (e condivisi in gran parte dall’Europa), che invece Pechino ha da sempre regolarmente evitato di affrontare e sui quali ha mostrato di non voler trattare. Pertanto, non pare esserci alcun incentivo per Trump di arrivare davvero a un accordo che riguardi soltanto i dazi, che sono usati come leva per pretendere interventi più radicali da parte del governo cinese.