Soltanto il 29 novembre di quest’anno, l’Agenzia delle Entrate  ha provveduto a rendere note tutte le informazioni e le indicazioni, soprattutto di carattere operativo, volte all’approfondimento delle caratteristiche e delle modalità di richiesta per accedere ai nuovi bonus a fondo perduto indirizzati a chi ha una partita IVA attiva.

Si tratta, nello specifico, di una serie di misure che sono state contenute all’interno del Decreto Sostegni bis, il decreto-legge che è stato formulato da parte della squadra di Governo dell’attuale Presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Draghi, con l’obiettivo di supportare ed aiutare anche economicamente quegli imprenditori e soprattutto quelle aziende e quelle attività che sono state duramente danneggiate dalle conseguenze disastrose conseguenti all’arrivo e alla diffusione del Coronavirus.

A questo proposito, è fondamentale fare riferimento singolarmente agli aspetti e i requisiti di accesso richiesti per ottenere ciascun contributo a fondo perduto, al fine di comprendere al meglio quali siano tutte le caratteristiche e le peculiarità che contraddistinguono i nuovi bonus a fondo perduto, la cui procedura di presentazione dell’istanza potrà essere ottenuta esclusivamente durante il periodo di dicembre, entro e non oltre il 31 dicembre di questo anno; mentre, in alcuni casi, anche per il 28 dicembre.

Dunque, attraverso il seguente articolo, vedremo nel dettaglio tutti gli approfondimenti legati alle caratteristiche peculiari di ognuno di questi tre bonus a fondo perduto predisposti dalla squadra dell’esecutivo nei confronti dei titolari di una partita IVA attiva, che rispettano specifiche condizioni di accesso.

In tal senso, nei prossimi paragrafi, saranno anche fornite tutte le indicazioni utili al fine di consentire agli utenti di effettuare l’accesso all’area personale del portale dell’Agenzia delle Entrate, così da procedere con la richiesta.

Ultime notizie sui 3 bonus per le partite IVA da richiedere entro il 31/12

Dunque prima di procedere con l’analisi e l’approfondimento in merito alle caratteristiche di ciascuno dei tre bonus per le partite IVA, è fondamentale anche fornire alcuni dettagli in relazione al contesto e al quadro normativo entro cui si pongono tali aiuti predisposti da parte del Governo Draghi.

A questo proposito, un primo bonus a fondo perduto è quello del contributo perequativo gestito dall'Agenzia delle Entrate e rivolto nei confronti di quelle attività che durante il periodo dell’anno 2021, hanno purtroppo conseguito una diminuzione del fatturato, rispetto agli anni precedenti al Covid-19. In questo senso, si tratta di un beneficio il cui valore potrebbe variare sulla base di diversi aspetti, raggiungendo un limite massimo di 150 mila euro.

Gli altri bonus, invece, i quali sono stati annunciati sempre dall’ente dell’Agenzia delle Entrate durante lo scorso lunedì 29 novembre, sono quelli legati ad altre categorie di imprenditori in possesso di partita IVA e di attività e imprese.

In questo senso, qualora queste categorie di attività saranno effettivamente in grado di dimostrare la sussistenza di tutti i requisiti richiesti per l’accesso, potranno ottenere il riconoscimento di un bonus a fondo perduto dal valore massimo di 25 mila euro ed un secondo contributo dal valore massimo di 12 mila, anche in maniera congiunta.

Per ricevere ulteriori approfondimenti in merito alle caratteristiche e alle peculiarità del nuovo contribuito a fondo perduto cosiddetto perequativo, è possibile fare riferimento al seguente video YouTube messo a disposizione e curato da parte del canale La Tua Contabilità:

 

Il quadro normativo dei 3 bonus per chi ha la partita IVA

In questo contesto, occorre sottolineare che il primo sostegno economico, ovvero quello del bonus a fondo perduto dal valore massimo di 150 mila euro è stato introdotto in seguito all’approvazione e all’entrata in vigore del decreto-legge numero 73 del 2021, appunto il cosiddetto Decreto Sostegni bis, in particolare con il riferimento ai commi 16 e 27 all’articolo 1 del decreto.

Tuttavia, è stata l'approvazione del decreto interministeriale firmato dal Ministro dell’economia e delle finanze il 12 novembre 2021, a fornire tutte le disposizioni in merito all'accesso al contribuito a fondo perduto perequativo.

Per quanto riguarda, invece, gli altri due bonus a fondo perduto per le partite IVA, in seguito all’approvazione del Decreto Sostegni bis, è stato poi firmato un nuovo decreto interministeriale del 9 settembre di questo anno, che ha visto a lavoro sia il Ministero dell’economia e delle finanze che il Ministero dello sviluppo economico. Si tratta in questo senso, di un decreto che è andato a fornire tutte le misure e gli approfondimenti in merito all’uso dei fondi dedicati al sostegno delle attività economiche ed imprenditoriali che sono rimaste chiuse.

Bonus a fondo perduto per partita IVA di 150 mila euro: i destinatari 

Come precisato all’interno del comunicato stampa dell’Agenzia delle Entrate pubblicato lo scorso 29 novembre il contributo a fondo perduto cosiddetto perequativo è destinato ad una platea di beneficiari ben definita, che comprende in particolare quei lavoratori che risultano essere in possesso di una partita IVA attiva e regolare, residenti in maniera stabile all’interno dei confini del territorio nazionale.

In relazione a questo, è necessario ricordare che questo bonus a fondo perduto spetterà nei confronti esclusivamente di quei soggetti che esercitano un’attività di arte, di professione oppure di imprese oppure nei casi in cui si tratti di imprenditori che producono il cosiddetto reddito agrario. 

Inoltre, per poter effettivamente ottenere la possibilità di accedere al nuovo bonus a fondo perduto dal valore massimo di 150 mila euro, è necessario poter dimostrare di non aver ottenuto un ammontare di compensi o di ricavi superiore alla soglia di dieci milioni di euro, in riferimento al secondo periodo di imposta precedente a quello in cui è entrato in vigore il Decreto Sostegni bis.

Per quanto concerne, invece, nel dettaglio le categorie di cittadini e di titolari di partita IVA che potranno essere considerati idonei alla trasmissione dell’istanza volta all’ottenimento del nuovo bonus dell’Agenzia delle Entrate a fondo perduto, occorre fare anche alcune precisazioni in merito.

In effetti, il contributo spetterà anche nei casi in cui a fare la domanda sono degli enti non commerciali, sia legati al terzo settore che religiosi, purché riconosciuti dallo Stato e che svolgono delle attività commerciali.

Sono invece esclusi dalla possibilità di accedere al bonus a fondo perduto per chi ha la partita IVA quei cittadini quelle categorie relative ad intermediari finanziari, enti pubblici oppure anche società di partecipazione. 

I due bonus a fondo perduto da 25.000 euro e 12.000 euro: chi può averli

Secondo quanto ricordato anche dall’Agenzia delle Entrate all’interno dei recenti comunicati stampa, anche nel caso dei due bonus a fondo perduto per le partite IVA dal valore massimo di 25.000 euro e 12.000 euro, sarà necessario dimostrare di essere effettivamente in possesso di determinate condizioni, nonché titolari di una partita IVA ancora attiva.

In questo senso, per quanto riguarda il bonus a fondo perduto che offre la possibilità di ottenere un importo massimo di 25 mila euro, questo risulta essere destinato a quegli imprenditori le cui attività fanno parte del Codice Ateco 2007 “93.29.10”, dunque sono incluse sale da ballo, night-club e discoteche.

Inoltre, sarà anche necessario poter dimostrare di essere stati coinvolti dalla chiusura della propria attività a seguito delle limitazioni e delle restrizioni volte a fronteggiare la diffusione del Covid-19.

In merito invece al secondo bonus a fondo perduto dal valore complessivo massimo di 12 mila euro, questo è destinato a chi è in possesso di una partita IVA, ed è rivolto nello specifico a tutti quegli imprenditori le cui attività sono state effettivamente incluse nell’allegato 1 del decreto ministeriale firmato il 9 settembre.

In questo senso, occorre fare riferimento esclusivamente a quelle aziende la cui attività è risultata chiusa durante il periodo complessivo compreso tra il primo gennaio 2021 ed il 25 luglio 2021, sono quindi inclusi anche quegli imprenditori che gestiscono palestre, parchi di divertimento, cinema, piscine e museo; nonché attività legate all’organizzazione e alla realizzazione di feste, cerimonie nonché sale da ballo e discoteche. 

Come cambiano gli importi del bonus a fondo perduto di 150 mila euro  

Per quanto riguarda il bonus a fondo perduto perequativo, è fondamentale sottolineare che gli importi potrebbero purtroppo cambiare sulla base di differenti aspetti.

In questo senso, l’ammontare complessivo del contributo viene effettivamente determinato attraverso l’applicazione di una percentuale che potrebbe variare sulla base dei ricavi conseguiti da parte del titolari di partita IVA che richiede in beneficio, e dalla differenza tra il risultato d’esercizio che viene conseguito durante il periodo entro il 31 dicembre dell’anno 2019, e quello raggiunto entro il 31 dicembre 2020.

Inoltre, concorrono a determinare l’importo definitivo del bonus a fondo perduto perequativo anche i quantitativi di domande che saranno già riconosciuti da parte dell’Agenzia delle Entrate per l’ottenimento del contributo a fondo perduto.

A questo proposito, a titolo esemplificativo, è stato disposto dal decreto interministeriale del 12 novembre di questo anno che le percentuali saranno le seguenti: 5% e 10% nei casi in cui i ricavi ed i compensi riferiti all’anno 2019 saranno compresi rispettivamente tra 5 milioni e 10 milioni di euro oppure tra un milione di euro e cinque milioni di euro. Mentre, la percentuale sarà pari a 15 per cento, quando i ricavi ed i compensi saranno tra i 400 mila ed i 100 mila. 

Infine, è stata stabilita una percentuale del 20% e del 30% nei casi in cui i cittadini richiedenti abbiano effettivamente registrato dei ricavi e dei compensi durante l’anno 2019 rispettivamente compresi tra 100 mila e 400 mila euro oppure inferiori e uguale a 100 mila euro.