Le misure attuate dai governi della zona Euro  hanno un unico denominatore: un massiccio aumento del debito pubblico e privato. I prestiti sono alla base dei pacchetti di incentivi dalla Germania alla Spagna e l'obiettivo è quello di dare alle imprese e alle famiglie un po' di leva per superare i brutti mesi del lockdown e consentire all'economia di riprendersi nel terzo e quarto trimestre. Questa scommessa su una pronta ripresa potrebbe mettere in ulteriore difficoltà il settore bancario europeo già in brutte acque.

Le banche in Europa stanno meglio rispetto al 2008, ma ciò non significa che siano forti e pronte a sobbarcarsi miliardi di prestiti a rischio elevato. Le banche europee hanno ridotto i loro crediti deteriorati, ma la cifra è ancora grande, al 3,3% del totale dei loro attivi secondo la Banca Centrale Europea. Anche le entità finanziarie si troveranno ad affrontare i prossimi due anni con scarsi margini di reddito netto a causa di tassi negativi e un rendimento del capitale proprio molto debole.

Le due misure più importanti che i governi hanno utilizzato in questa crisi sono i prestiti alle imprese parzialmente garantiti dagli stati membri e sussidi di disoccupazione per ridurre l'onere della disoccupazione. Quasi 40 milioni di lavoratori nelle grandi nazioni europee sono finiti nel sistema di disoccupazione sovvenzionato, secondo Eurostat e Bankia Research. Sono stati concessi prestiti fino al 6% del PIL della zona Euro per consentire alle imprese di affrontare la crisi. Quindi cosa succederà se la ripresa sarà debole e disomogenea e le cifre di crescita del terzo e quarto trimestre saranno deludenti (come credo accadrà)? In primo luogo, l'aumento dei crediti deteriorati può elevare la cifra totale al 6% degli attivi totali nel settore bancario, ovvero €1.200 miliardi. In secondo luogo, fino al 20% dei lavoratori disoccupati sovvenzionati si unirà probabilmente alle fila della piena disoccupazione, il che potrebbe aumentare significativamente il rischio di mutui e prestiti personali.

Le banche potrebbero dover affrontare uno tsunami di problemi, in quanto si scontreranno tre fattori:

  1. aumento dei crediti deteriorati;
  2. pressioni deflazionistiche provenienti da una crisi prolungata;
  3. banca centrale che mantiene tassi negativi che a loro volta distruggeranno la redditività bancaria.

Stimiamo un aumento dell'indebitamento netto in rapporto all'EBITDA delle maggiori società dello Stoxx 600 fino a 3 volte l'attuale 1,8X. Ciò significa che le banche possono affrontare un muro di insolvenze e indebolire la solvibilità e la liquidità nella stragrande maggioranza delle loro attività (prestiti) proprio mentre le pressioni deflazionistiche colpiranno l'economia, la crescita si indebolirà e la banca centrale attuerà misure di liquidità ancora più aggressive, ma futili, ed un dannoso taglio dei tassi.

Questa combinazione di problemi può generare il rischio di una crisi finanziaria, poiché verrebbe utilizzato il bilancio delle banche per affrontare il salvataggio di ogni possibile settore industriale. Potrebbe annullare l'intero miglioramento del bilancio delle entità finanziarie ottenuto lentamente e dolorosamente nell'ultimo decennio e distruggerlo in pochi mesi.

Indebolire il bilancio delle banche e nascondere rischi maggiori con tassi più bassi è una politica estremamente pericolosa a lungo termine. I governi hanno spinto le banche a concedere prestiti ad imprese e famiglie in condizioni finanziarie molto difficili; questo potrebbe rivelarsi un boomerang e secondo la BCE potrebbe colpire l'80% dell'economia reale che è finanziata dal settore bancario.

I governi avrebbero dovuto adottare misure più prudenti e affrontare la crisi del virus C con riduzioni fiscali e sovvenzioni, non attraverso ingenti prestiti, anche se parzialmente garantiti dagli stati. Se la crisi del debito sovrano riprenderà vigore, ci sarà un quarto rischio che potrebbe danneggiare le banche e il finanziamento dell'economia reale.

La risposta delle banche in questa crisi è stata positiva, ma potrebbe essere troppo presto per dirlo e chiaramente si stanno assumendo troppi rischi a tassi troppo bassi. Finora le entità finanziarie sono state prudenti e hanno fatto grandi sforzi per rafforzare i bilanci. Tuttavia potrebbe essere necessario raddoppiare queste disposizioni nei prossimi trimestri.

Adottare misure per evitare la creazione di una crisi finanziaria da queste politiche estreme sarà fondamentale per evitare un problema più grande nel 2021-2022.

Di Daniel Lacalle

Traduzione di Francesco Simoncelli