Si dice spesso che gli eventi storici non si ripetono nel modo esatto in cui sono accaduti in precedenza, ma fanno rima col passato. Nel mondo economico di oggi ci sono parecchie assonanze con gli anni '70. All'epoca i pianificatori monetari centrali stavano mettendo una toppa alle catastrofi di Lyndon Johnson dovute alle politiche "guns and butter". L'inflazione dei prezzi al consumo era risultata bassa per due decenni: all'inizio degli anni '60 era meno dell'1,5%, proprio come lo è oggi (almeno secondo le statistiche ufficiali). Poi però salì al 5,8% nel 1970 e il resto del mondo che deteneva miliardi in dollari iniziò ad innervosirsi. Piuttosto che onorare il proprio impegno a rimborsare dollari statunitensi a $35 l'oncia d'oro, l'amministrazione Nixon chiuse la "finestra dell'oro" e creò una nuova valuta: un dollaro coperto dal nulla. I pianificatori monetari centrali potevano ora stamparne quanti ne volevano.

Gli investitori accorti anticiparono la mossa: l'oro era già arrivato a $40 l'oncia quando l'annuncio fu dato il 15 agosto 1971. Il dollaro continuò ad affondare mentre l'oro, alla fine del 1979, era trattato a $512 l'oncia. La premessa del Ministero del Tesoro degli Stati Uniti e degli economisti che lo consigliavano, incluso Milton Friedman, era che il nuovo dollaro sarebbe stato altrettanto buono quanto quello vecchio e che i suoi "guardiani" avrebbero fatto attenzione a non stamparne troppi. Inutile dire che quella premessa era falsa. Nel 1973 gli arabi lo dimostrarono, dovendo far salire il prezzo del petrolio del 300% solo per tenere il passo con un dollaro che si svalutava a ritmo incalzante.

I pianificatori monetari centrali stavano spendendo troppi soldi, facendo salire a dismisura i deficit pubblici. Questo indebitamento andava a mettere fuori dai giochi il settore privato, privato di risorse necessarie per far crescere genuinamente ed in modo sostenibile l'economia. La combinazione di aumento dei prezzi al consumo e di una stagnazione economica venne definita come il mostro della "stagflazione". Nel 1974 quel mostro era scatenato: i prezzi al consumo erano saliti all'11% ed il debito pubblico degli Stati Uniti era passato da $371 miliardi nel 1970 a $908 miliardi nel 1980. In quest'ultimo anno il tasso di inflazione aveva raggiunto il 14%.