Il tempo di mandare il messaggio ieri, e Trump ha mandato tutto in malora, twittando che abbandonava d'iniziativa il tavolo delle trattative sullo stimolo, e che se ne sarebbe riparlato dopo le  elezioni. Wall Street, che aveva messo su un bel progresso, e stava superando la resistenza in area 3.400 punti di S&P 500, ha immediatamente perso supporto, calando del 2% e chiudendo a - 1.4% (Nasdaq 100 a -1.9%). Pesantezza anche sui metalli preziosi, e correzione dei rendimenti mentre il $ ha trovato un po' di supporto.

La sorprendente carriera politica di Trump ha creato, in parte del pubblico e dei commentatori, la convinzione che ogni sua mossa sia parte di una fine strategia per rafforzare il consenso e ribaltare le sorti della corsa. Così, leggiamo ipotesi secondo cui la storia della storia della positività al Covid sarebbe una montatura per attirarsi le simpatie e risultare poi più forte del Virus ed invincibile. E questo far saltare il tavolo sullo stimolo un colpo per addossare ai Dems il fallimento e promettere largesse dopo le elezioni, in caso di vittoria.

Ora, non c'è  dubbio che Trump ha gestito bene la scorsa campagna elettorale contro la Clinton, e che alcune sue mosse gli hanno portato vantaggio. L'avversione alla Cina è ormai diffusa in entrambi gli schieramenti, e nell'elettorato.

Ma, recentemente, non mi pare di ravvisare alcuna strategia nelle sue caotiche mosse. La positività al virus (con sintomatologia) è venuta dopo aver ironizzato sulle precauzioni prese da Biden. La gestione, con tanto di giro in auto per mostrare salute, condito da polemiche per aver esposto gli uomini della sicurezza al contagio, non mi pare in grado di attirare simpatie, tanto più che alla Casa Bianca il numero di contagi è aumentato parecchio, a dimostrare un'amministrazione poco rigorosa nei protocolli.Tutto ciò ad 1 mese dalle elezioni.  Difficile immaginare un autogol più pesante.

Quest'ultima mossa sulle trattative per lo stimolo sembra ugualmente goffa. Per i Democratici l'approvazione di un pacchetto di stimolo prima delle elezioni era comunque uno svantaggio, perche Trump se ne sarebbe appropriato. Ma per la  Pelosi ostacolare un accordo senza assumersene la colpa era comunque complesso. Ed ecco che Trump gli fa il  favore di abbandonare di iniziativa il tavolo, rimandando la questione a dopo le elezioni. Un regalo per Nency, che ora può attribuire a lui la colpa, lasciando intendere che se i Dems prenderanno la Casa Bianca e il Congresso, lo stimolo arriverà a pioggia nel primo trimestre del 2021.

Sono troppo scolastico nelle mie deduzioni, e mi perdo il sottile  disegno di Donald? Può essere, ma a me la riapertura del Presidente all'approvazione di misure di stimolo specifiche (aiuti alle linee aeree, assegni ai cittadini, rifinanziamento del Paycheck protection program), avvenuta poche ore dopo l'abbandono del tavolo appare come una precipitosa retromarcia. Poche ore dopo aver accusato la Pelosi di essere in malafede, si dice pronto a firmare un provvedimento singolo per assegni ai consumatori e twitta "are you listening Nancy?". Se c'è una linea, io non la  intuisco. Non a caso la Leader della maggioranza Dem alla Camera mostra di accogliere la  proposta di uno scchema di aiuti per le linee aeree, ma è  assai più rigida sugli assegni.

In ogni caso, il consenso di Trump sta deteriorandosi stabilmente, dal dibattito in poi. L'ultimo sondaggio di Rasmussen Reports (tra i sondaggisti più accurati nel 2016) che 1 mese fa proiettava ancora sostanziale parità, ora lo vede in svantaggio di 12 punti contro Biden (52% a 40%), mentre il margine proiettato dall'aggregatore di Fivethirghtyeight sta andando verso i 10 punti.

E veniamo alla reazione dei mercati. Dopo lo shock di ieri sera, il sentiment ha messo a segno un progressivo recupero, visibile sin dai primi scambi durante la seduta asiatica, e consolidatosi in giornata. In sostanza, la lettura che da il mercato è che lo stimolo è solo  rinviato. Arriverà comodamente dopo le elezioni e sarà  tanto più copioso quanto più sonante sarà la vittoria Democratica. Nel frattempo, eventuali disagi connessi col fiscal cliff possono essere gestiti dalla Fed, che è alquanto preoccupata del venir meno dell'impulso fiscale, come ha ribadito ieri Powell.

Io andrei anche oltre quest'interpretazione e direi che a questo punto un recupero significativo di Trump nei sondaggi potrebbe risultare negativo per il sentiment, in quanto

  • l'incertezza sull'esito delle elezioni (e relative contestazioni) rischia di aumentare;
  • Trump avrebbe con elevata probabilità un Congresso diviso, ed eventualmente potrebbe trovarsi con entrambe le Camere in mano democratica, e quindi con una presidenza alquanto depotenziata.

Viceversa, gli investitori ora sognano la "Blue Wave", ovvero una conquista di Casa Bianca e Congresso da parte dei Democratici che aprirebbe a piani di stimolo dagli importi elevati. Ecco perchè il rally è trainato dalle small caps, mentre il Nasdaq si trova a fare i conti con il rischio di regolamentazione per i suoi campioni.

Naturalmente, la Blue Wave è tutt'altro che garantita. Al  Senato i Dems devono recuperare 4 seggi, ma non è che stia filando tutto liscio (vedi lo scandalo in North Carolina).  E comunque il sistema elettorale USA presenta incognite, che già nel 2016 sono costare alla Clinton l'elezione, nonostante 3 milioni di voti in più.

Ma  finchè la narrativa continua ad essere favorevole ad una "landslide victory" di Biden, è probabile che, coeteris paribus, l'azionario USA resterà ben impostato. Un ritorno ad una tight race potrebbe creare qualche turbolenza.

E' da tenere a mente che la  prossima settimana comincia l'earning season, e chiaramente il  suo procedere,  specie all'inizio, influenzerà gli umori del mercato. Peraltro, il negative to positive preannoucement ratio, calcolato da Citigroup, è ai minimi storici, a dimostrazione che le aziende sono super tranquille col livello delle stime. Non dovremmo avere brutte sorprese.

Come accennato sopra, la  seduta asiatica ha rapidamente assorbito lo shock di Trump. Con le "A" shares cinesi sempre chiuse per festività, gli altri indici hanno mostrato performance invariate o positive, e i Futures USA hanno accumulato progressi.

L'apertura europea ha visto gli indici fare un iniziale catch up con la debolezza USA, visto che l'azionario aveva chiuso con Wall Street su livelli più elevati. Ma per metà mattinata le perdite sono stare recuperate e l'Eurostoxx si è affacciato in positivo.

Sul fronte macro, se la produzione industriale tedesca di Agosto non ha ripetuto l'exploit dei factory orders ieri, le retail  sales italiane di Agosto hanno mostrato un numero bomba (+8.2%, ma con il dato di Luglio rivisto da -2.2% a -6%) che riporta il dato anno su anno in pari.

Il  sentiment ha continuato a recuperare in giornata, in particolare in US dove gli indici si avviano a recuperare interamente il calo di ieri. In Europa, per contro, nel pomeriggio il tono si è progressivamente affievolito, con gli indici incapaci di tenere dietro alla verve di Wall Street.

Tra i motivi di questa divergenza personalmente indicherei la forza dell'€, vs un $ indebolito dai sondaggi favorevoli a  Biden, prese di beneficio sulle banche dopo un +6.5% in 2 sedute, e soprattutto un occhio preoccupato ai dati europei sui contagi. Infatti in Francia i dati sembrano calare, ma in realtà  sono i test a farlo, mentre il tasso di positività degli stessi è giunto al 9%. Se in Spagna si nota un effettivo arresto del trend (anche se non ancora un inversione) il quadro si sta complicando in Italia, e in Germania, mentre in UK gli ultimi numeri sono davvero preoccupanti (Vedi sotto i grafici del report di Pantheon Macroeconomics.

Le news del pomeriggio non sono buone purtroppo, e si commentano da sole:

  • ITALY REPORTS 3,678 NEW CORONAVIRUS CASES VS 2,677 TUESDAY
  • FRANCE REPORTS RECORD 18,746 NEW CORONAVIRUS CASES IN 24 HOURS
  • U.K. REPORTS 14,162 MORE COVID-19 CASES ON OCT. 07
  • ENGLAND SAYS 2,944 PEOPLE HOSPITALIZED WITH CORONAVIRUS.

E' evidente che andiamo verso ulteriori misure di social distancing, come si vede proprio oggi in Italia.

Le chiusure europee sono quindi poco brillanti, sparse attorno alla parità. In salita i rendimenti core, in simpatia con quelli USA sempre intenti a prezzare ulteriore spesa fiscale, mentre Il BTP ha tenuto, nonostante l'offerta di concambio portata avanti dal Tesoro (emissione di 2 bln di BTP 2033 vs riacquisto di 2 titoli scadenza 2021). Sui cambi l'€ recupera sul $. Ulteriori dichiarazioni nette da parte dell'UK ( *UK PLANS TO QUIT BREXIT TRADE TALKS IF NO DEAL SEEN BY OCT. 15) non hanno spaventato la Sterlina, che chiude a sua volta in recupero sul  $ e in pari con l'€.  L'idea e che si tratti di schermaglie in vista del raggiungimento di un accordo, magari di portata ridotta.

Al palo le  commodity, a causa della  pesantezza dell'oil, mentre i preziosi recuperano,  ma meno di Wall Street, che sta attaccando ancora la resistenza in area 3.400 punti. Sarà la volta buona?