Viviamo nell'epoca degli influencer e delle influencer. Per strano che possa apparire, queste figure, comparse in tempi recenti, prettamente giovani esperti del mondo social, seguitissimi sulle piattaforme dai loro coetanei e non solo sono sicuramente uno dei veicoli di marketing e pubblicità più efficaci a disposizione di privati e aziende nel 2021.

In quanto strumento pubblicitario, gli influencer sono in grado di comunicare in maniera trasversale giungendo a migliaia di persone - qualcuno persino a milioni. Nonostante da vari pulpiti ci venga detto, ormai da qualche anno, che la moda degli influencer sia destinata a scomparire presto - già nel 2019 ne parlava il Wall Street Journal, in una inchiesta che in Italia è stata tradotta, commentata e rilanciata da The Post - essi sono ancora ben saldi di fronte alle tastiere.

L'influencer è quella persona che vuole influenzarti, come dice la parola stessa, sfruttando la sua ampia popolarità in rete per suggerire acquisti di prodotti e brand che lo pagano proprio per questo motivo: affinché mostri e suggerisca alle persone cosa comprare. Questo modo di fare pubblicità è considerato il più al passo con i tempi, dunque molto efficace nell'epoca della realtà virtuale e della vita sui social.

Nel video disponibile sul canale YouTube dell'esperta Alex Orizio una spiegazione di cosa sia l'influencer marketing e del motivo per il quale questa strategia promozionale funzioni così bene, al giorno d'oggi.

Influencer e buono sconto

Da esperti di marketing, come spesso si definiscono, che vivono e lavorano in rete, gli influencer conoscono bene le più efficaci tecniche promozionali e di persuasione diffuse online, come per esempio quella della distribuzione e dell'utilizzo del buono sconto. Coupon e voucher a cui corrispondono riduzioni e sconti sono strumenti utilizzati dalla maggior parte delle catene che operano con ecommerce, le quali si promuovono in questa maniera.

Regalare un buono sconto, infatti, significa, con ogni probabilità, accaparrarsi una vendita futura, perché chi riceve il voucher probabilmente lo utilizzerà. Dunque entrerà sul sito di ecommerce, lo esplorerà, conoscerà il marchio e i prodotti e infine concluderà il suo viaggio con un acquisto. Il buono sconto è un veicolo promozionale il cui ritorno sull'investimento iniziale è ottimo.

Ogni influencer serio, capace e che approcci il suo lavoro in maniera metodica sa bene quanto potente sia lo strumento buono sconto. Le catene che li propongono, similmente, sanno bene di quanta popolarità godano molti influencer. Dalla somma di questi due elementi, il risultato che spesso ne viene fuori è quello di svariate collaborazioni tra aziende e volti noti della rete per diffondere al massimo il voucher di buono sconto.

Ne beneficiano entrambe le parti. Chi ha bisogno di aumentare la visibilità del suo prodotto investirà in questo tipo di pubblicità: trovo l'influencer che fa al caso mio perché si occupa del mio ambito, gli chiedo di parlare bene del mio prodotto sul web, di mettere foto su Instagram dove lo mostra e renderlo quanto più visibile riesca. A volte gli chiedo di promuovere l'intero store in rete, tramite un buono sconto che lo autorizzo a regalare.

Non è raro che, in cambio della pubblicità che l'influencer faccia, l'azienda che vuole incrementare le vendite regali anche a lui un buono sconto, assicurandosi altre potenziali vendite. Il meccanismo, come si può ben comprendere, è la classica situazione win-win: pubblicità efficace e potenziale incremento del fatturato da una parte, gratificazione monetaria dall'altra. Sia l'influencer che l'azienda ci guadagnano qualcosa.

Strategia Instagram contro buono sconto: l'esempio di Tonki

Tonki non è il sito più famoso del web ma rappresenta un fantastico esempio di come si possa fare marketing efficace in rete. L'azienda bresciana crea quadretti in cartone riciclato ove apporre le proprie foto, rendendole opere d'arte da appendere dovunque preferiamo ma in maniera ecologica. Un'idea nata praticamente per caso, a Londra, è divenuta un esempio di efficace strategia di autopromozione sui social.

Partendo da un sito web minimale e semplicissimo da utilizzare - collegabile a ogni profilo Instagram - e sfruttando la forza di prezzi veramente vantaggiosi, la startup ha originato un grande business. Inizialmente fu una serie di contest per farsi conoscere, con i quali si potevano vincere quadri in maniera gratuita, e poi si passò alle sponsorizzazioni mirate, presso chi aveva già acquistato e profili con interessi simili.

Avviata l'attività, ecco che Tonki cominciò a integrare nel proprio piano editoriale i contenuti creati da clienti che avevano autorizzato l'impiego delle proprie immagini, creando una community alla quale puntualmente vengono richieste stories da immortalare sul cartone. Infine si è passati alla strategia di scambio merce con numerosi micro-influencer. Lo scambio merce consente di ripagare chi ci pubblicizza con prodotti e non denaro.

Tonki non lo fa - in quanto scontare prodotti dall'importo già basso come i suoi non sarebbe conveniente per l'azienda - molti altri brand però, cedono agli influencer coupon e voucher buono sconto, chiedendo loro di condividerli con chi li segua e guardi i loro canali, aggiungendo alla distribuzione su siti aggregatori di cui abbiamo già scritto quella tramite le persone note sul web, le quali arrivano a moltissime persone.

Buono sconto e popolarità dell'influencer

Il fatto che la partnership di Tonki sia con micro-influencer non è un caso. I principali opinionisti mondiali, quelli che vediamo in tv nelle pubblicità e di cui leggiamo vita, morte e miracoli sul web e le riviste di gossip, hanno una tale popolarità che consente loro di non avere alcun bisogno di smerciare coupon buono sconto. Sono loro stessi il veicolo di marketing, non necessitano di altre leve.

Gli influencer minori, invece, quelli che non sono sulla bocca di tutti perché magari si dedicano soltanto al loro settore di interesse oppure non riescono a essere seguiti da migliaia di followers, hanno interesse a trovare altri sistemi per accrescere la loro popolarità e saranno dunque ben disposti a regalare voucher qualora un'azienda dovesse proporglielo, ripagandoli in un modo o nell'altro.

Spesso capita infatti che il codice sconto riporti il nome dell'influencer che lo ha regalato. Portiamo l'esempio della influencer Alice Cerea, la quale di tanto in tanto riceve codici e li mette a disposizione dei suoi follower. L'imprenditrice digitale cede codici per numerosi marchi, molti dei quali riportano combinazioni di lettere che hanno a che fare con il suo nome, rendendola riconoscibile a chiunque usi il buono e all'azienda che glieli ha concessi.

Qualora l'influencer fosse noto e popolare, ecco che probabilmente non fornirà buono sconto, bensì sarà utilizzato come un testimonial, alla stregua del famoso attore o sportivo che vediamo in tv. In fin dei conti, numerose di queste persone sono celebrità in rete. Camilla Boniardi, la celebre Camihawke, una delle youtuber più famose in Italia viene spesso coinvolta in pubblicità, che puntualmente finiscono sui suoi social.

Correttamente, in quelle situazioni la influencer riporta sempre gli hashtag #adv, #giftedby o #suppliedby, poiché la normativa sull'advertising digitale - in aggiornamento - obbliga chi si presti a pubblicità in questa maniera a far capire che, appunto, sta pubblicizzando un prodotto.

Un'ulteriore modalità per ottenere un buono sconto

I due nomi di influencer che abbiamo fatto sono soltanto una piccola parte del settore dell'influencer marketing, in rapida ascesa in Italia come un pò in tutto il mondo. Se abbiamo tempo e pazienza di seguire video e post di alcuni influencer potremmo riuscire a mettere le mani su codici e promozioni. Questo però non è il modo più veloce per ottenere un buono sconto.

È più rapido l'utilizzo di un sito o di un aggregatore, il quale spesso ci consente di avere il voucher nel giro di pochissimi minuti, chiedendoci in cambio spesso soltanto una registrazione sul sito. L'influencer, invece, ci chiederà tempo e magari un'interazione specifica o casuale prima di concedere il coupon, ammesso che lo faccia perché potrebbe avere una lunga lista di attesa tra i suoi follower e pochi voucher da assegnare.

In definitiva, è consigliabile considerare l'influencer come una ulteriore modalità per ricevere un buono sconto, non la principale. Teniamo anche a mente che i giveaway su internet potrebbero presto finire regolati da una normativa ad hoc, dal momento che sono a tutti gli effetti un sistema per lucrare. Più o meno presto, dunque, alle influencer potrebbero essere posti dei paletti per la concessione di codici buono sconto.