Entrato in vigore nella sua forma provvisoria a partire dal 1 luglio 2021, l’assegno unico nasce come forma agglomerante e sostitutiva di tutti quei sostegni, incentivi e detrazioni che sono esistite fino a questo momento, come ad esempio il Bonus Mamma domani, il bonus bebè e le detrazioni per i figli a carico.

Molti sono ancora ora però gli interrogativi sul valore di quest’assegno per le famiglie e sulle sue variazioni nel caso in cui siano presenti uno, due, tre o più figli all’interno del nucleo familiare.

Dopo la pubblicazione del cosiddetto “Disegno di Legge Famiglia”, ovvero la legge delega che ha resa effettiva l’entrata in vigore dell’assegno unico, è stato compito dell’INPS pubblicare le linee guida e tentare di rispondere alle FAQ relative all’argomento.

In questo video pubblicato proprio dall’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, sul canale ufficiale di YouTube INPS - Canale ufficiale, vediamo le caratteristiche dell’assegno unico: Assegno temporaneo per i figli.

 

L’assegno unico è rivolto a tutte le famiglie

La legge 46 del 2021, pubblicata lo scorso aprile in Gazzetta Ufficiale (n. 82 del 6 aprile), è nata per “favorire la natalità, sostenere la genitorialità e promuovere l’occupazione, in particolare femminile”.

Proprio perché intende essere universale, il supporto economico è rivolto a tutte le famiglie che abbiano ISEE massimo di 50.000 euro, comprendendo non solo i lavoratori dipendenti del settore pubblico e privato, ma anche quelle categorie che sono rimaste a lungo escluse dai sostegni statali quali:

  • lavoratori autonomi;
  • incapienti;
  • disoccupati e percettori di NASPI.

L’importo dell’assegno unico è corrisposto, in modo cumulativo, con cadenza mensile per ogni figlio a carico presente nel nucleo familiare, a partire dal settimo mese di gravidanza per arrivare al compimento della maggiore età o, in alcuni casi specifici, fino ai 21 anni.

Al momento è stata attivata una prima fase, per così dire sperimentale, in cui è in fase di erogazione il cosiddetto “assegno ponte”, ovvero la forma di agevolazione che il Governo ha scelto di versare in modo preventivo a tutte le categorie che, ad oggi, risultano escluse da tutte le altre sovvenzioni statali per i figli a carico.

La formula universale dell’assegno, invece, inizierà ad essere versata a partire da gennaio 2022, a tutti quei nuclei familiari che avranno correttamente inoltrato la domanda entro e non oltre il 31 dicembre 2021.

Bisogna quindi aspettare il nuovo anno perché l’agevolazione venga estesa a tutti coloro che, con ISEE inferiore a 50.000 euro, ne hanno diritto.

Un assegno per tutti, ma con importo variabile

Il valore dell’assegno unico e universale, anche nella sua formula transitoria, non è uguale per tutte le famiglie richiedenti, ma varia in base a due fattori fondamentali, ovvero:

Non è possibile commettere errori nel calcolo dell’importo dal momento che, in allegato al decreto attuativo dell’incentivo, in Gazzetta Ufficiale è stata pubblicata anche la tabella recante i valori degli assegni in relazione ai numeri dei figli e ai valori ISEE.

Per agevolare i cittadini, infatti, il Governo ha deciso di semplificare non solo le procedure di richiesta ma anche gli scaglioni in base ai quali poter calcolare l’importo dell’assegno.

Da una rapida lettura degli importi riportati, è evidente che il valore dell’assegno universale per le famiglie è inversamente proporzionale all’aumentare dell’ISEE.

In questo senso infatti il Governo ha inteso supportare maggiormente i nuclei familiari meno abbienti.

L’importo massimo che può essere raggiunto, nel caso di ISEE inferiore a 7.000 euro e tre o più figli a carico, è di 217,8 euro per ciascun minore.

L’importo minimo, invece, destinato alle famiglie con la fascia ISEE più alta e con solo uno o due figli a carico, è pari a 30 euro per ciascun assegno.

Vi sono comunque degli incrementi al valore base dell’assegno, in alcuni casi specifici.

E’ bene tenere sempre presente che nel momento in cui vi siano più di tre figli minorenni nel nucleo familiare, l’importo del singolo assegno subisce una maggiorazione del 30%.

Inoltre, nel caso della presenza di un minore con disabilità, all’importo base dell’assegno vanno aggiunti 50 euro.

Bisogna  inoltre ricordare che come tutti gli incentivi ideati dallo Stato per supportare le categorie in difficoltà, anche l’importo dell’Assegno unico è esente dall’Irpef: non è prevista quindi alcuna tassazione sul credito che è stato erogato.

Per riassumente, in linea generale possiamo schematizzare come importo minimo e massimo per le fasce più basse di reddito come segue:

  • in caso di Isee fino a 7.000 euro e con la presenza di uno o due figli nel nucleo familiare, l’importo dell'assegno è di 167,5 euro per singolo assegno
  • con indicatore ISEE fino a 7.000 euro  e tre o più minori a carico, l'assegno del singolo assegno è pari a 217,8 euro.

Per quanto riguarda invece gli assegni per le fasce più alte di reddito, è possibile riassumere in base al seguente elenco:

  • per un’ISEE compreso tra 40.000 e 50.000 euro e presenza di uno o due figli a carico, il valore dell’assegno è di 30 euro;
  • per la medesima fascia ISEE ma con 3 o più figli nel nucleo familiare, l’importo è di 40 euro per singolo assegno.

Come leggere la tabella INPS per il valore dell’assegno?

E’ evidente quindi che non è necessario effettuare calcoli complessi per capire quale sia l’importo complessivo dell’assegno o degli assegni per i figli a carico.

E’ sufficiente leggere in modo corretto la tabella riportata dall’INPS e dal decreto attuativo, per comprendere la combinazione tra fascia ISEE e numero di minori presenti nel nucleo familiare, con una distinzione fondamentale tra uno, due, tre o più figli a carico.

Nello schema proposto infatti sono riportati due valori per ciascuna fascia ISEE:

  • a destra, il più basso, corrisponde il valore dell’assegno per ciascun figlio, nel caso in cui nel nucleo familiare siano presenti uno o due minori a carico;
  • a sinistra, il più alto, indica l’importo di ciascun assegno, nel caso in cui siano presenti tre o più figli.

Vediamo alcuni esempi 

Come si è visto, quindi, se si vuole fare un rapido calcolo per sapere quale sarà l’importo dell’assegno (o degli assegni) da ricevere mensilmente, è sufficiente seguire lo schema proposto e, eventualmente, gli incrementi in caso di figli con disabilità.

Tuttavia alcuni dubbi possono rimanere e per questo motivo online sono iniziati a circolare numerosi prospetti e indicazioni che aiutano a giostrarsi tra i valori dell’agevolazione, con una particolare distinzione in base al numero degli figli presenti nel nucleo familiare.

Particolarmente utili sono gli esempi riportati dalla stessa INPS, che aiutano a capire come fare a calcolare l’importo mensile percepito da ciascun nucleo familiare per l’assegno unico universale.

Ad esempio, in caso di nucleo familiare, con ISEE inferiore a 7.000 euro, formato da 4 figli a carico e di questi uno è disabile, il calcolo per arrivare all’importo complessivo che spetta è:  [(217,8 x 4) + 50]. Il totale è quindi 921,20 euro.

Nel caso in cui vi sia una famiglia con ISEE pari a 13.400 euro e nel cui nucleo familiare siano presenti 2 figli minori, il calcolo da fare è (100,5 x 2), per un totale di 201 euro.

Infine, nel caso in cui nel nucleo familiare siano presenti 2 figli minori disabili, e con un indicatore ISEE pari a 33.000,01, il calcolo da fare è [(44,8x2) + 100], per arrivare ad un importo totale di 189,6 euro