Le trimestrali dei bancari non fanno cambiare idea agli analisti sulla valutazione del settore. Il comparto finanza a gennaio è stato tra i peggiori, cedendo oltre il 2%. Ma, nonostante questo, continua a essere scambiato solo con un leggero tasso di sconto rispetto al fair value di Morningstar. Inoltre, il rapporto Price/Book value (Prezzo/Patrimonio netto) pari a 1 è giudicato dagli analisti come equo, considerate le previsioni per gli istituti di credito della regione dai quali non ci si aspetta in media un rendimento del capitale superiore ai costi di finanziamento.

Relativamente alle banche italiane, i titoli coperti dalla ricerca Morningstar sono valutati con un rating pari a tre stelle e gli analisti hanno confermato il fair value anche dopo i buoni risultati registrati nelle ultime trimestrali.

Il commento ai dati delle banche italiane

“Grazie a una crescita dei ricavi del 3% e una contrazione dei costi del 4% rispetto al quarto trimestre del 2018 Unicredit ha registrato un forte incremento del risultato della gestione operativa. Tuttavia la presenza di poste straordinarie negative ha costretto la banca a chiudere l’ultimo periodo dell’anno in passivo per oltre 800 milioni di euro”, dice Johann Scholtz, analista azionario di Morningstar. “L’Ad, Pierre Mustier, ha fanno un buon lavoro negli ultimi tre anni per rafforzare la solidità finanziaria del gruppo, ma il prossimo passo è quello di aumentare la crescita dei ricavi. Le nostre previsioni per i prossimi tre anni indicano un progresso medio degli utili per azione del 7% grazie alla preziosa opera di riduzione dei costi. La nostra stima del fair value è pari a 13 euro” (report aggiornato al 10 febbraio 2020).