Molti pensano che per trovare monete rare sia necessario spingersi lontano nel tempo o nello spazio, ma in realtà ad essere esemplari ormai di altissimo valore sono anche le vecchie Lire.

Proprio così! Le vecchie Lire sono ancora in giro e spesso le conserviamo come ricordo di tempi andati, ma esse raggiungono adesso un valore di migliaia di euro.

Non si tratta di esemplari introvabili, ma di comuni monete che potremmo avere nel cassetto, come la alcuni pezzi della 50 Lire Vulcano che valgono oltre 10.000 euro; la 100 Lire Minerva da 3.000 euro o la 10 Lire Olivo da 4.000 euro.

Passiamo in rassegna tutte le vecchie Lire che possono essere considerate monete rare e quindi vendute per un discreto valore.

Per un approfondimento invece sulle banconote con particolare attenzione alla 1000 Lire Montessori vi consigliamo il video YouTube di Monete di Valore:

  

100 Lire Italia Turrita (1993)

Partiamo con un conio relativamente recente cioè la 100 Lire Italia Turrita del 1993, questo fu l’anno in cui questa moneta cambiò veste rispetto alla classica 100 Lire Minerva e le fu data un’iconografia diversa grazie a Laura Cretara.

Questa 100 Lire fu coniata in un materiale chiamato Cupronichel fino al 2001, quando fece il suo ingresso in scena l’euro.

Per quanti non ricordano l'aspetto di questa moneta, al dritto vi è la testa di una donna Turrita, da cui prende il nome la moneta, con la particolarità che le ciocche di capelli sono intrecciate. Sempre al dritto, in basso, la moneta reca il nome dell'incisore (L. Cretara). Al verso si trovano un delfino sul bordo in basso e un gabbiano in alto, ai lati una spiga e un ramo di ulivo, mentre al centro il valore della moneta oltre alla ricorrente scritta  REPVBBLICA ITALIANA.

Di queste monete esiste un primo conio che risale all’anno anno della sua nascita, il 1993, chiamato da numismatici e collezionisti 100 Lire Italia Turrita Testa Piccola, che differisce dalle altre, coniate in seguito, per la posizione del nome dell'autrice, che è più distante dal bordo. Di questi esemplari di primo tipo esistono in circolazione dai 200.000 ai 400.000 pezzi.

Queste monete conosciute anche con il nome di 100 Lire Italia Turrita Testa Piccola sono stati i scambiate per un valore che si aggira intorno ai 180 euro l’una.

La 100 Lire Minerva (1954-1989)

Prima della 100 Lire Italia Turrita l’altra moneta che tutti ricordiamo è la classica 100 Lire Minerva, coniata in Acmonital dal 1954 al 1989. Alcuni esemplari di queste vecchie 100 Lire anche per la loro relativa antichità sono delle vere e proprie monete rare, cioè valgono migliaia di euro.

Il valore di queste moneta varia in base all’anno di conio, ma dal punto di vista dell’aspetto queste sono caratterizzate al dritto dalla classica testa di Italia con il capo circondato di alloro e in basso le firme degli incisori ROMAGNOLI e GIAMPAOLI INC, intorno al bordo la classica scritta REBVBBLICA ITALIANA.

Al Verso invece questa 100 Lire reca la raffigurazione della dea Minerva, da cui prende il nome, che impugna una lancia.

Gli esemplari più costosi sono i primi pezzi coniati nel 1954 con l’incisione al verso della P di “Prova”, che per anzianità e tiratura limitata vengono scambiati al prezzo di 3.000 euro ad esemplare, sempre parlando di un fior di conio.

Degne di nota sono anche quelle coniate nel 1955, per cui si attesta il valore di 900 euro per un fior di conio e 150 euro per un esemplare classificato come SPL (splendido). I pezzi coniati dal ‘56 al ‘57 valgono invece tra i 250 e 300 euro, il valore poi sale di nuovo per le 100 Lire Minerva dal 1958 al 1961 il cui valore si aggira per un fior di conio intorno ai 600 euro. Ancora, gli esemplari del 1962 sono stimati oltre i 200 euro, anno dopo il quale il prezzo di queste monete si riduce e scende sotto i 100 euro.

La 100 Lire Minerva Piccola o 100 Lire Minerva Secondo Tipo (1990-1992)

Per quanto riguarda le 100 Lire Minerva nel 1990, cioè quando fu interrotto il conio della classica cento Lire e prima della cento Lire Turrita, fu coniata una moneta di dimensioni più piccole.

Essa è a tutti gli effetti identica ad una 100 Lire Minerva ma in miniatura, della grandezza per avere l’idea di più o meno un centesimo di euro. Queste monete sono note con il nome di 100 Lire Minerva Piccola o 100 Lire Minerva Secondo Tipo.

Tale moneta fu coniata per poco tempo dal ‘90 al ‘92 in 324.000.000 pezzi. Le 100 Lire Minerva Piccole non sono di particolare valore e raggiungo la cifra massima di 25 euro al pezzo.

La 100 Lire Marconi (1974)

Della 100 Lire furono create anche alcune versioni commemorative, tuttavia al momento attuale quella più degna di nota è la 100 Lire Guglielmo Marconi che per un fior di conio raggiunge i 350 euro.

Riconoscere queste monete rare è abbastanza semplice poiché al dritto c’è la faccia di Guglielmo Marconi e le parole REPVBBLICA ITALIANA, in basso il nome dell’incisore MONASSI. Mentre al verso la 100 Lire raffigura un'antenna ricetrasmittente la cui invenzione si deve appunto a Guglielmo Marconi.

La moneta fu coniata nel 1974 in occasione del centenario della morte di Marconi in numerosi esemplari.

Delle 100 Lire Marconi esistono più esemplari, ma nel 1974 furono coniate delle monete di PROVA, alcune in Argento e altre in Acmonital. Le 100 Lire Marconi di prova in argento arrivano a 350 euro al pezzo e quelle in Acmonital a 250 euro.

50 Lire Vulcano Primo Tipo Prova (1950-1953)

Passiamo ad un'altra moneta simbolo di un’era monetaria precedente la 50 Lire, coniata dal 1950 nella veste che tutti ricordiamo e cioè quella dedicata al Dio Vulcano: la 50 Lire Vulcano Primo Tipo, così si chiamano i primi esemplari. 

Per chi non la ricordasse la moneta al dritto reca la classica testa di donna e la scritta REPVBBLICA ITALIANA, in basso al centro i nomi degli incisori ROMAGNOLI e GIAMPAOLI.

Al verso il dio Vulcano intento a battere il ferro su un’incudine per forgiare una vanga, da cui appunto prende il nome la moneta da 50 Lire. 

Tra le monete rare e i pezzi di incredibile valore vi sono alcuni esemplari di 50 Lire vulcano primo tipo del 1950 che al verso in basso a sinistra recano la scritta “Prova in Acmonital”.

Se vi trovate in possesso di questi pezzi sappiate che un fior di conio nel 2013 fu venduto per 3.450 euro. E se questo vi stupisce le 50 Lire Vulcano Primo Tipo di prova coniate nel 1953 sono state vendute all’asta nel 2017 per ben 11.800 euro.

Nel 1954 furono invece coniati altri esemplari, dei quali una parte che recava in basso a sinistra la parola “Prova” (senza indicazione del metallo), anche queste monete hanno un degno valore e un esemplare nel 2017 fu venduto per più di 6.000 euro.

Dopo questi anni di prova la coniazione della 50 Lire Vulcano riprende fino al 1989 in numerose varianti.

50 Lire Incudine Progetto

Al 1954 risale un altro esemplare di moneta da cinquanta Lire, cioè la 50 Lire Incudine Progetto, al dritto la solita Testa, mentre al verso al dio Vulcano si sostituisce l’immagine di una grande incudine.

Con questi pezzi non siamo davanti a monete davvero rare e ricercate e il loro valore è si aggira sui 25.000 euro al pezzo.

La 200 Lire Prova in Bronzital (1977)

La 200 Lire che tutti ricordiamo per il colore giallo che la distingue dalle altre monete, dovuto al materiale usato, il Bronzital, fu coniata dalla Zecca di Stato Italiana dal 1977 al 2001.

La moneta davvero protagonista tra queste è la 200 Lire di Prova del 1977. 

Riconoscibile dal colore giallo, al dritto vi è la solita Testa con in basso il nome dell’incisore M. VALLUCCI, mentre al verso il valore della moneta viene indicato al centro, all’interno di quella che è la ruota di un ingranaggio.

Le monete rare da 200 Lire sono quelle con la scritta in basso a sinistra della parola PROVA coniate nel 1977, che arrivano a 850 euro ad esemplare per un fior di conio e a 400 euro se la qualità è SPLENDIDA (SPL).

La 500 Lire Bimetallica (1982) 

Nella nostra rassegna sulle monete rare e le vecchie Lire non possiamo trascurare la 500 Lire.

Tuttavia, gli esemplari che meglio si ricordano sono quelli della cinquecento Lire Bimetallica eppure questa fu prodotta solo a partire dal 1982.

Diciamo che questa fu un assoluto la prima moneta bimetallica mai coniata secondo un procedimento studiato dalla Zecca Italiana e poi diffusosi anche negli altri Paesi. L’anello esterno color argento era forgiato in Acmonital, mentre il cuore di colore giallo veniva prodotto in Bronzital. 

Inoltre, la 500 Lire Bimetallica ha anche il pregio di essere la prima moneta con il valore suo bordi laterali riportato in Braille.

La prima moneta bimetallica da 500 Lire risale al 1982 e dopo tale data fu prodotta ogni anno fino al 1992. La coniazione fu poi ripresa nel 1995 e nel biennio 2000-2001.

In ogni caso, questi esemplari, compresi quelli commemorativi, non sono di particolare valore, con un prezzo per la 500 Lire Bimetallica che non supera i 25 euro ad esemplare.

La 500 Lire Argento con le Vele al Contrario (1957)

Diversamente, se le 500 Lire Bimetalliche non hanno un grande valore, alcuni esemplari precedenti coniati in argento, dal 1958 al 1967, hanno davvero un prezzo elevato.

Il primo tipo di 500 Lire forgiata in argento 835 e la cosiddetta 500 Lire Caravelle, di per sé non sono esemplari dal valore inestimabile, perché piuttosto comuni. Sono riconoscibili dal verso dove sono raffigurate le tre caravelle in atto di solcare il mare.

Tuttavia, nel 1957 la Zecca di Stato produsse una variante di conio con la lettera P ad indicare la prova, in cui le caravelle e le bandierine poste sopra le vele sono al contrario, motivo per cui questi esemplari sono conosciuti come la 500 Lire Argento con le Vele al Contrario. Praticamente le tre caravelle navigano contro vento.

Queste sono monte veramente rare e ricercate e queste vecchie 500 Lire d’argento valgono, a seconda dello stato di conservazione, dai 3.000 ai 12.000 euro ad esemplare.

La 10 Lire Olivo o 10 Lire Pegaso (1947)

Chiudiamo con la 10 Lire della Repubblica Italiana coniata per la prima volta nel 1946 e conosciuta come la 10 Lire Olivo o 10 Lire Pegaso. La coniazione di questi pezzi andò avanti fino al 1950 e il duplice nome è dato dal dritto e dal verso.

Al dritto vi è infatti raffigurato il cavallo mitologico alato Pegaso, mentre al verso un ramo d’ulivo.

I primi esemplari prodotti nel 1946 recavano l’indicazione di una PROVA, ma oggi sono classificati come non collezionabili.

Ad essere di particolare interesse è l’anno di produzione 1947 in cui le 10 Lire Olivo furono prodotte in soli 12.000 pezzi, cosa che li rende oggi molto rari e ne fa delle monete di valore.

Con questi esemplari siamo di fronte a pezzi dal prezzo molto alto anche in stato di conservazione più basso, si va dai 4.000 euro in media per un fior di conio, a 3.000 euro per un pezzo in condizioni splendide (SPL), fino a 1.500 euro per una moneta in buone condizioni.