Nei prossimi sette giorni verranno costruite o perse intere fortune sulla base delle azioni di due soli individui.

Oggi il Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea (BCE), guidata da Mario Draghi, si riunirà a Francoforte, Germania. La BCE si riunisce per decidere se rendere ancor più negativi i propri tassi d'interesse e se espandere il suo quantitative easing (QE).

Poi tra meno di una settimana, mercoledì prossimo, il Federal Open Market Committee (FOMC) del Federal Reserve System, guidato da Janet Yellen, si riunirà a Washington, DC. Il FOMC si riunisce per decidere se continuare a rialzare i tassi d'interesse dopo il "liftoff" lo scorso dicembre.

Mario Draghi e Janet Yellen sono i leader delle rispettive banche centrali, la BCE e la FED. Se posseggono una visione precisa di dove vogliono portare la politica monetaria, saranno in grado di convincere il resto dei loro colleghi nel Consiglio.

Il problema ora è che non esiste una visione ben definita. In Europa e negli Stati Uniti i segni di una recessione sono ovunque, ma ci sono anche punti di forza. La deflazione è una preoccupazione, ma ci sono anche i primi segnali di inflazione.

I banchieri centrali stanno improvvisando. La verità è che sono confusi su cosa fare e quale sarà l'impatto delle loro politiche.

Sta diventando ormai evidente che i tassi d'interesse negativi producono l'effetto opposto di quello che si aspettano i banchieri centrali. Addirittura una recente ricerca accademica ha messo in discussione l'efficacia del QE.

La Yellen potrebbe voler aumentare i tassi in modo da avere qualche munizione per combattere una futura recessione. Ma aumentando i tassi, potrebbe causare la recessione che tanto teme.