Colera: come si prende e quali sono i sintomi della malattia

Il colera, se curato nel modo giusto, presenta un tasso di mortalità dell'1%: vediamo come si prende e quali sono i sintomi e la cura.

Il colera torna a preoccupare l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Negli ultimi mesi si sono registrati diversi focolai in Africa, che hanno portato alla morte di oltre 3 mila persone. Vediamo come si prende e qual è la situazione.

Colera: come si prende la malattia e quali sono i sintomi

Infezione diarroica acuta, il colera è causato dal batterio Vibrio cholerae (1 e 0139). Si tratta di una malattia potenzialmente mortale, che si prende soprattutto per contatto orale, diretto o indiretto, con alimenti contaminati o feci. I cibi più pericolosi sono quelli crudi o poco cotti, frutti d mare in primis.

Il colera è diffuso soprattutto nei Paesi dove le condizioni igienico-sanitarie sono scarse. La carica batterica necessaria per la trasmissione del virus è infatti superiore al milione. Questo significa che, senza la contaminazione di cibo e acqua, il contagio diretto è piuttosto raro.

Generalmente, il periodo di incubazione del colera varia tra le 24 e le 72 ore successive al contatto con il batterio. In alcuni casi, però, possono passare fino a 5 giorni. Per quanto riguarda i sintomi, alcune persone non manifestano disturbi, mentre altre lamentano: diarrea, acquosa e marrone all’inizio e chiara e liquida poi, vomito, crampi alle gambe e febbre. La dissenteria può portare alla disidratazione e ad uno choc potenzialmente mortale.

Colera: come si cura la malattia?

Il colera, causando la disidratazione, si cura soprattutto con la reintegrazione dei liquidi e dei sali persi con la diarrea e il vomito e farmaci antibiotici. Il trattamento viene somministrato per bocca, ma in casi gravi si opta per la flebo venosa. Quando viene rispettato questo iter terapeutico, la mortalità si riduce all’1%.

In Italia, l’ultima epidemia importante di colera risale al 1973 e ha interessato soprattutto la Campania e la Puglia. Attualmente, il batterio che causa il colera non è stato ancora eliminato dall’ambiente e resiste soprattutto nei Paesi con scarse condizioni igienico-sanitarie e cattiva gestione degli impianti fognari e dell’acqua potabile. Negli ultimi mesi, si sono registrati diversi casi in Africa, specialmente in Zambia. Ci sono stati 180 mila contagi e oltre 3 mila morti.

C’è stato anche un falso allarme sulla nave da crociera Norwegian Dawn, rimasta bloccata per 24 ore nell’oceano Indiano, al largo delle isole Mauritius, a causa di una sospetta epidemia di colera a bordo. Fortunatamente, si trattava di semplice gastroenterite.

Fabrizia Volponi
Fabrizia Volponi
Copywriter, classe 1985. Laureata in Scienze Storiche presso l'Università La Sapienza di Roma, con una seconda laurea in Scienze Religiose alla Pontificia Università Lateranense, ho una passione per la scrittura e la lettura. Ideatrice di un blog dedicato ai libri, il mio motto è πάντα ῥεῖ, tutto scorre.
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