Sono trascorsi più di due anni dall’inizio dell’emergenza pandemica da Covid-19. Dopo più di 170 mila morti solo in Italia, sembra che finalmente le acque si stiano calmando, anche se si continua a navigare a vista. Per la prima volta, nonostante l’aumento dei contagi della scorsa settimana, il trend dei posti occupati in terapia intensiva è in netto calo. Per questo motivo il governo dimissionario vorrebbe aggiornare le misure di sicurezza al nuovo stadio della pandemia, in particolare le regole di isolamento saranno meno severe, per questo si parla di quarantena light

Quarantena light, cos’è e cosa cambia rispetto alle regole precedenti

A partire dal 15 giugno l’isolamento domiciliare era stato ridotto da 10 a 7 giorni ammesso che il tampone fosse negativo. Il ministero Speranza ha intenzione di ridurre la quarantena da 7 a 5 giorni qualora i sintomi siano scomparsi da almeno due giorni e il tampone di controllo sia negativo. Insomma, una sostanziale riduzione rispetto ai 21 giorni di inizio pandemia. Questa è come potrebbe essere la quarantena più light delle precedenti, in considerazione della diminuzione dei casi e del caldo asfissiante. 

Da quando potrebbe entrare in vigore la nuova quarantena light 

Le nuove regole entreranno in vigore se il trend dei contagi sembra essere nella fase discendente. Gli unici dubbi del dimissionario ministro Roberto Speranza riguardano infatti la certezza che il numero degli infetti sia davvero in calo. C’è da dire che lo straordinario caldo estivo, che porta ad avere sintomatologia più lieve rispetto al periodo invernale, porta le persone a non temere di entrare in contatto con il Covid-19.

I numeri di questa settimana fanno ben sperare. I test positivi registrati nella giornata di ieri in tutta Italia sono 51.208. Lunedì della settimana scorsa erano 67.817. Nell’arco di una settimana ci sono stati circa il 24% di contagiati in meno. Anche il numero complessivo di casi settimanale ha seguito lo stesso trend a ribasso. Nella settimana dal 18 al 24 luglio ci sono stati il -21,9% di casi in meno rispetto alla settimana dal 11 al 17 luglio. Ci sono state 2 vittime in meno rispetto alla scorsa settimana (77 contro 79). Anche il tasso di positività sul totale dei tamponi è in caso. Due settimane ogni 100 tamponi antigenici 23 erano positivi, mentre nei sette giorni passati solo 19 su 100. I posti Covid in terapia intensiva hanno registrato un calo del 17,5%.

Perché se il Governo è dimissionario può comunque varare misure anti-Covid?

In generale il Consiglio dei ministri deve garantire lo svolgimento normale di tutte le attività amministrative anche se sono state indette nuove elezioni, quello che i giornalisti in questi giorni chiamano disbrigo degli affari correnti.  Si chiama "prorogatio" il periodo che intercorre tra lo scioglimento delle Camere e l’entrata di nuovi eletti in Parlamento. Il Governo dimissionario smette di esercitare le sue funzioni e viene designato il Governo succedente.

Quando Governo e Parlamento sono dimissionari non possono essere prese alcune decisioni di indirizzo politico. Per esempio, non può essere presa in considerazione l’ipotesi di votare un disegno di legge. Il Parlamento può limitarsi a votare le leggi delega con cui il Governo dimissionario può promulgare quei decreti necessari allo svolgimento delle normali funzioni amministrative, decreti che devono essere convertiti in legge dal Parlamento entro 60 giorni.

Le misure anti-Covid sono molto importanti per l'equilibrio dello Stato. Inoltre finora sono state ratificate sempre con atti amministrativi (DPCM, circolari ministeriali) o con decreti legge, eseguibili anche dal Governo dimissionario.