Influenza H1N1 e influenza suina, come riconoscere le infezioni? Ecco 2 differenze

Aumenta la preoccupazione per quella che impropriamente viene chiamata "influenza suina". In realtà, si tratta di una mutazione dell'influenza stagionale H1N1. Facciamo chiarezza: ecco come riconoscerle e differenziarle.

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Influenza suina o influenza stagionale? All'ospedale San Bortolo di Vicenza, si sono verificati 2 decessi a causa di un'infezione da virus influenzali e in breve tempo è scoppiato il panico. Per quale motivo? Molti quotidiani e media l'hanno erroneamente definita "influenza suina", facendo così pensare che si trattasse di un virus influenzale diverso da quello stagionale. Ma cosa si intende con influenza H1N1 e influenza suina e quali sono le differenze? Scopriamo come riconoscerne le infezioni e in cosa differiscono.

Influenza stagionale o H1N1: cos'è e quali sintomi comportano

L'influenza stagionale è la malattia respiratoria causata da virus influenzali, che possono causare infezioni negli uccelli e in alcuni mammiferi, compresi gli umani.

Si tratta di virus a RNA della famiglia Orthomixoviridae e sono classificati in vari tipi: A, B, C e D, scoperto solo recentemente. La loro classificazione, inoltre, si sviluppa in base alle nucleoproteine e alle proteine della matrice, ma anche in sottotipi (come H1N1, H1N2, H3N2).

H e N indicano rispettivamente emoagglutinina e neuraminidasi, due proteine collocate sulla superficie dell'involucro virale. Ciascun sottotipo, inoltre, ha delle varietà, che causano malattie diverse in una o più specie.

L'influenza stagionale si trasmette da persona a persona per via respiratoria tramite le goccioline che un soggetto infetto emette quando parla, starnutisce o tossisce.

Queste secrezioni, una volta emesse, si depositano sulle mani o su altre superfici che vengono a contatto con il naso o la bocca della persone. Il periodo di incubazione dell'influenza varia da 1 a 7 giorni e il virus può essere trasmesso per un periodo di 5-7 giorni dalla comparsa dei sintomi.

La forma influenzale più recente si è verificata nel periodo compreso tra novembre e dicembre, raggiungendo in breve tempo un picco di casi.

Influenza suina: cos'è e come si prende

L'influenza A/H1N1, denominata influenza suina, è un'infezione virale che interessa l'apparato respiratorio e comporta sintomi simili all'influenza stagionale.

I primi casi di influenza suina sono stati associati a contatti ravvicinati tra l'uomo e i maiali. Il virus A/H1N1, infatti, è un agente virale di derivazione suina, poi adattato all'uomo e divenuto trasmissibile da persona a persona.

I virus dell'influenza suina possono circolare tra i suini per tutto l'anno, causando epidemie per questa specie, ma la maggior parte dei focolai si sviluppa nei mesi invernali (similmente all'influenza stagionale umana).

I sintomi di questa influenza, infatti, sono molto simili a quella stagionale, perché si tratta di infezioni che colpiscono le vie respiratorie. Le sintomatologie più comuni sono:

  • febbre

  • tosse o naso che cola

  • dolori fisici (in particolare muscolari)

  • mal di testa

  • brividi

  • affaticamento

In alcuni casi, potrebbero verificarsi anche delle complicazioni più gravi, come polmoniti. Questo comporta il ricovero in ospedale e, in alcuni casi, il ricorso alla terapia intensiva.

Influenza suina vs H1N1: differenze tra i due virus e importanza del vaccino

In alcuni casi, la denominazione dei ceppi virali si basa sull'ospite tipico, come influenza umana, suina, aviaria o canina.

I virus dell'influenza umana e suina, in particolare, sono patogeni diversi, perché:

  1. 1.

    i virus dell'influenza suina generalmente non infettano gli umani (la trasmissione intraspecie, infatti, è considerata rara). Quando questo avviene, il virus prende il nome di "Variante" e viene indicato con l'aggiunta della lettera "v" al termine della designazione del sottotipo del virus (in questo caso virus H1N1v, dove "v" sta per variante che causa infezioni umane).

  2. 2.

    il virus dell'influenza umana è un tipo di influenza stagionale che, da quando è stato isolato per la prima volta in Messico nel 2009, è responsabile delle epidemie influenzali. Nonostante la maggior parte dei casi sia di leggera gravità, determina un aumento dei ricoveri e della mortalità nel periodo di diffusione.

Diventa quindi fondamentale, per l'Organizzazione Mondiale della Sanità, vaccinarsi. La vaccinazione antinfluenzale, che copre anche quella suina, è raccomandata come richiamo annuale per pazienti ritenuti "fragili".

Tra questi anche le persone con età pari o superiore a 60 anni, gli ospiti delle strutture per lungodegenti, donne in gravidanza o in allattamento e operatori sanitari.

Anche per i pazienti con patologie, come il diabete, risulta fondamentale proteggersi attraverso il vaccino, così da avere una maggiore copertura del sistema immunitario.

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