Mangiare la pasta tutti i giorni fa davvero male? Ecco la risposta che ti stupirà

Italiani pasta-dipendenti: c’è chi anche dopo un’abbuffata a pranzo, non direbbe di no a una spaghettata di mezzanotte. Ma mangiare pasta tutti i giorni fa davvero male?

donna mangia un piatto di pasta davanti al pc

Di noi italiani ne dicono di tutti i colori: che siamo “pastari”, buongustai, che pensiamo sempre a mangiare e che, mentre mangiamo, parliamo comunque e sempre di cibo.

Tutto vero. Chi rinuncerebbe mai alla pasta, se non per motivi di salute? E a tal proposito: è vero che mangiare la pasta tutti i giorni fa davvero male?

Insomma, c’è chi anche dopo un’abbuffata a pranzo, non direbbe di no a un piatto di spaghetti aglio e olio a mezzanotte.

La pasta piace davvero tanto e fa bene all’umore. E alla salute?

Che succede se si mangia pasta tutti i giorni

Riportiamo il parere unanime dei nutrizionisti: la pasta non fa male e si può mangiare tutti i giorni. Il che non vuol dire che si debba farlo perché si garantisce un ottimo apporto di carboidrati anche alternando riso o, saltuariamente, patate o pane integrale.

Di per sé dunque la pasta non è un alimento sconsigliato. Il problema però è che la maggior parte delle persone eccede con le quantità ma soprattutto opta per condimenti troppo grassi e poco sani che non andrebbero mangiati a prescindere, con o senza pasta.

La pasta si può mangiare tutti i giorni, preferibilmente integrale, così da garantire il giusto apporto di fibre, benefico per il corretto funzionamento dell’apparato digerente. Le dosi giornaliere raccomandate prevedono 70-80 grammi di pasta a porzione, che si riducono nei bambini o nelle persone anziane, a 50-60 grammi.

Sempre più nutrizionisti ed esperti del settore mettono in evidenza come il cibo sia anche terapeutico: la pasta è uno degli alimenti per eccellenza che attivano la produzione di endorfine, le quali contribuiscono ad abbassare i livelli di stress (molto più deleteri di un piatto di pasta, senza dubbio).

Mangiare la pasta tutti i giorni fa male?

In linea di massima, soprattutto se si decide di curare la dieta per dimagrire, mangiare la pasta 3 volte a settimana può essere sufficiente.

In linea di massima, è sempre preferibile mangiarla a pranzo perché così si ha tempo fino a sera di smaltire le calorie. Certo, in pieno inverno, quando si torna a casa, un bel piatto di pasta (o un risotto caldo) è senza dubbio più invitante di un’insalatina con pollo ai ferri.

Tra l’altro, anche su questo punto, i pareri sono discordanti perché c’è chi apprezza la pasta a cena, perché combatte l’insonnia e addirittura potrebbe far dimagrire.

Il segreto, che poi tale non è perché lo sentiamo ripetere in continuazione, è scegliere il condimento giusto. L’abbinamento ideale è con le verdure, in maniera tale che le fibre favoriscono la salute dell’apparato digerente e vanno a ridurre l’assorbimento degli zuccheri, riducendo quindi il picco glicemico.

Ecco tra l’altro altri suggerimenti su come abbassare l’indice glicemico della pasta.

A voler essere proprio precisi, nessun alimento fa ingrassare di per sé: tutto dipende dalle quantità che si decide di assumerne e soprattutto dai condimenti e dai metodi di cottura utilizzati.

Per fare un esempio: le patate si possono consumare senza problemi ma è ovvio che quelle fritte condite con ketchup e maionese devono restare un’eccezione sporadica.

Conoscere le giuste dosi da inserire nell’alimentazione settimanale è dunque il segreto per rimanere in forma e in salute.

Via libera dunque alla pasta, anche tutti i giorni, seguendo però alcune regole:

  • al massimo 70-80 grammi a porzione, meglio se a pranzo

  • scegliere pasta integrale

  • optare per il formato lungo (come gli spaghetti) perché ha un indice glicemico inferiore

  • scegliere condimenti senza soffritti, come pomodoro fresco o verdure

  • non accompagnare il piatto di pasta con altri carboidrati (come il pane).

Ciò che è importante ricordarsi, quando ci si mette a tavola, è che se si assumono più calorie di quelle che si consumano, allora si ingrassa, a prescindere se si mangia pasta o no.

Essendo un piatto di pasta sicuramente più calorico di un petto di pollo, per non ingrassare bisogna stare attenti a non eccedere nella giornata con pane o dolciumi, snack, bevande alcoliche e via di seguito.

Quante calorie per 100 grammi di pasta

Concludiamo con un calcolo delle calorie di un bel piatto di pasta fumante. Se scondito, assumiamo circa 340 calorie per 100 grammi di prodotto (indipendentemente se sia fresca o essiccata).

Ferma restando la base dunque, la differenza si gioca tutta sul condimento. Un piatto formato da 80 grammi di spaghetti con verdure apporta circa 420 calorie. Si può definire dunque un piatto salutare per il pranzo, da accompagnare magari a un’insalata.

Con un condimento alla carbonara invece saliamo a 565 calorie. A questo però va a sommarsi il fatto che la componente grassa del piatto è più massiccia rispetto a quella presente nel sugo delle verdure.

Uova, formaggio pecorino, guanciale… Insomma non bisogna contare solo le calorie ma valutare anche la fonte dalla quale provengono.

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