Virus Marburg, l'Oms si riunisce con urgenza: che cos'è e quali sono i sintomi

L'Oms ha annunciato che si terrà una riunione sul virus Marburg, cui sarebbero connesse diverse morti in Guinea. Ecco di cosa si tratta e quali sono i sintomi.

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L'Oms, l'Organizzazione Mondiale della Sanità, ha indetto una riunione d'emergenza a fronte di un susseguirsi di morti in Guinea: ben 9 persone sarebbero decedute nel paese a causa della febbre emorragica di Marburg, correlata alla stessa famiglia del virus Ebola.

Ma che cos'è il virus Marburg e a quali sintomi da luogo? Ecco i dettagli.

Virus Marburg: che cos'è e come si trasmette

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha reso nota la riunione che si terrà il 14 febbraio 2023 per discutere di una malattia che avrebbe causato la morte di ben 9 persone in Guinea. Si tratta della malattia da virus Marburg (MVD) - conosciuta anche come febbre emorragica di Marburg -, che farebbe parte delle Filoviriadae, la stessa famiglia del virus Ebola.

Infatti, nonostante le differenze, i due virus genererebbero malattie simili dal punto di vista clinico e, soprattutto, della letalità.

Descritto per la prima volta nel 1967, il virus Marburg avrebbe interessato l'Africa Subsahariana con sporadici focolai, senza oltrepassarne i confini. Tali focolai sono connessi alla frequentazione di caverne e miniere, le "dimore" dei pipistrelli fondamentali nella trasmissione del virus.

Il virus Marburg si diffonde tra gli umani attraverso il contatto diretto (pelle lesa, mucose degli occhi, del naso o della bocca), oppure tramite il sangue o diversi fluidi corporei (urina, saliva, feci, vomito e - forse - sperma).

Il pericolo di trasmissione è maggiore durante le ultime fasi della malattia, quando sopraggiungono sintomi come vomito, diarrea o emorragia. Al contrario, sarebbe trascurabile durante il periodo di incubazione.

Infine, il virus può permanere diversi giorni anche nell'ambiente, in particolare nei liquidi o sulle superfici. Tuttavia, l'attivazione può essere contrastata da diversi disinfettanti, radiazioni gamma, riscaldamento a 60°C per circa un'ora o ebollizione per 5 minuti.

Virus Marburg: come lo si può identificare

Diagnosticare il virus Marburg può essere molto difficile a causa della somiglianza della sintomatologia con altre malattie infettive, come malaria, febbre tifoide, dengue, Ebola e febbre di Lassa.

Una soluzione per far fronte a ciò potrebbe essere l'isolamento del virus, non sempre utilizzato a causa del numero limitato di laboratori adibiti a eseguirlo, soprattutto in alcune parti del mondo.

Risorsa imprescindibile sono anche i test molecolari (RT-PCR) o gli antigeni, ricercabili nelle prime fasi della malattia per l'ingente presenza di titoli virali nel sangue. Infine, un altro metodo molto importante è rappresentato dalle metodiche sierologiche come ELISA e IFA, che potrebbero riscontrare le immunoglobuline (IgM) per virus di Marburg già a 2-4 giorni dalla comparsa dei sintomi; e le IgG (immunoglobuline G) dopo 8-10 giorni.

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Virus Marburg: quali sono i sintomi della pericolosa malattia

Come già detto, la diagnosi del virus Morburg non è semplice a causa della somiglianza dei sintomi con altre malattie infettive. Tuttavia, è bene ricordare quali sono i sintomi più frequenti, che si avvertono dopo un periodo di incubazione dai 2 ai 21 giorni. In tal senso, potremmo delineare diverse fasi della malattia:

  • L'esordio: in questo lasso di tempo si avvertono febbre alta, grave cefalea, brividi, malessere e dolori muscolari.

  • 3 giorni dall'esordio: questi giorni sono caratterizzati da crampi, dolori addominali, nausea, vomito, diarrea.

  • 5-7 giorni dall'esordio: in questo periodo troviamo la comparsa di rash maculopapulare, manifestazioni della febbre emorragica come petecchie, emorragie mucosali e gastrointestinali, sanguinamento dai siti di prelievo venoso. Inoltre, i sintomi interessano anche l'aspetto neurologico, come disorientamento, agitazione, convulsioni e stato comatoso.

  • Una settimana dall'esordio: tale fase è contraddistinta da coagulazione intravascolare disseminata, linfocitopenia e trombocitopenia.

Sfortunatamente, attualmente non sono disponibili trattamenti antivirali specifici o vaccini per la prevenzione del virus Morburg. Per quanto concerne il trattamento, esso consiste in una terapia di supporto con mantenimento dell’idratazione e degli elettroliti, trasfusioni ematiche e ossigenoterapia.

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