Ortoressia, la ricerca del cibo sano diventa un’ossessione: rischi e come uscirne

Le persone che ne soffrono sono super attente all'alimentazione. Pure troppo, tanto da sfiorare il patologico. Cos'è l'ortoressia e come uscirne.

Siamo nell’ambito dei disturbi dell’alimentazione: vediamo quali sono le cause dell’ortoressia e come uscirne. Non è un disturbo che “si vede” a prima vista: anzi, le persone che ne soffrono sono sane e super attente alla loro alimentazione. Ma pure troppo, tanto da sfiorare il patologico. Ecco di cosa si tratta.

In questo articolo riportiamo le domande e risposte più chieste dalla nostra comunità.

Sommario:

  1. 1.

    Chi colpisce l’ortoressia?

  2. 2.

    Quali sono le cause dell’ortoressia?

  3. 3.

    Ortoressia, come uscirne e come comportarsi con le persone che non vogliono mangiare?

  4. 4.

    Che cos’è l’ortoressia?

Chi colpisce l’ortoressia?

In prevalenza si tratta di uomini, a oggi sono oltre 300.000 mila (quelli che si palesano) e il fenomeno è in aumento.

L’ortoressia colpisce chiunque, soprattutto chi tiene molto alla propria alimentazione e salute, pratica sport e spesso e un vero e proprio atleta professionista.

L’ossessione dell’ortoressico è il cibo sano. Tanto da rischiare di rimanere a digiuno se non ha nel piatto ciò che, secondo la sua opinione, è il meglio per sé.

Mentre l’anoressico limita la quantità di cibo che introduce nel corpo, l’ortoressico si sofferma sulla qualità.

Il punto è che spesso però, escludendo a priori tante categorie di alimenti (soprattutto ultra processati), chi soffre di ortoressia finisce anche per mangiare poco, limitandosi a pochissime scelte.

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Quali sono le cause dell’ortoressia?

Alla base dell’insorgere di questo disturbo, le cause possono essere molteplici ma, senza dubbio, una di queste è la paura di ammalarsi.

L’ansia che scaturisce da questo timore porta a un eccessivo bisogno di controllo e di perfezionismo, che si cerca di raggiungere attraverso la ricerca del cibo perfetto e “puro”.

Tutte le proprie attenzioni si riversano sull’alimentazione, non tenendo conto invece del fatto che ci sono anche altri fattori responsabili delle malattie umane, tra cui il fumo, l’abuso di alcol, l’obesità e la mancanza di attività fisica, la mancanza di prevenzione, l’inquinamento, la genetica e via di seguito.

Purtroppo, in caso di forti ansie e stress nonché traumi emotivi irrisolti, l’ortoressia è una delle forme di “cura” fai da te più diffuse.

L’illusione di avere tutto sotto controllo e di poter così accantonare il proprio malessere interiore, conduce a disturbi di tipo alimentare che vanno a radicarsi sempre più nell’individuo, esponendolo a rischi sempre più gravi, sia dal punto di vista nutrizionale che psicologico.

Tra i principali sintomi dell’ortoressia ci sono:

  • controllo maniacale delle etichette dei cibi

  • continua preoccupazione riguardante la salubrità degli alimenti

  • incapacità di fare un pasto con alimenti ritenuti non sani

  • senso di superiorità rispetto ad altre persone con abitudini alimentari diverse

  • consultazione giornaliera di blog e programmi sul cibo sano.

Ortoressia, come uscirne e come comportarsi con le persone che non vogliono mangiare?

Come uscire dunque dall’ortoressia? Sicuramente non con il fai da te. Chi è coinvolto in prima persona non si rende conto di essere affetto dal disturbo. Ma anche chi gli sta accanto non deve minimizzare o giudicare, pensando di risolvere la situazione con qualche rimprovero.

Il primo passo per uscire dall’ortoressia è senza dubbio quello di rivolgersi a un nutrizionista, per fare innanzitutto un bilancio dello stato nutrizionale in cui versa il paziente. Quasi sempre, nonostante le mille attenzioni per il cibo portato in tavola, ci sono carenze nutritive da rilevare.

L’ortoressico, nel suo dannoso approccio “fai da te”, tende a escludere dalla dieta alcuni nutrienti come zuccheri, carboidrati o grassi, nell’illusione di far stare meglio l’organismo.

Il secondo passo è invece quello di iniziare un percorso con uno psicoterapeuta, in grado di ricercare le cause più profonde del malessere e di ristabilire un approccio corretto con il cibo.

Che cos’è l’ortoressia?

Il termine deriva dall’unione di due parole di origine greca ovvero orthos (corretto) e orexis (appetito), ricordando anoressia che invece significa assenza di appetito.

In pratica, mangiare sano diventa un’ossessione, al punto tale da arrivare a “contare i bocconi”, a rifiutarsi di mangiare se non gli alimenti “concessi” e addirittura evitare occasioni di incontro o inviti a pranzo, perché certi di non poter mangiare cibo sano, secondo i propri criteri.

L’ortoressia rientra dunque nello spettro dei disturbi dell’alimentazione, perché l’individuo vive il cibo come fonte di stress e di frustrazione e non più come un piacere.

Nulla di male a curare la propria alimentazione, anzi. Ma l’attenzione a ciò che si mangia va considerata anche funzionale al benessere, perché mangiare bene ci fa rimanere in forma, migliora la pelle, ci rende più belli e solari, innalza i livelli di energia.

Il rapporto con il cibo invece diventa ossessivo quando gli si attribuiscono altre funzioni: da quella compensatoria dei dispiaceri a quella che lo considera responsabile di malattie e pertanto da evitare a tutti i costi.

Ecco un approfondimento su cosa è l’ortoressia e perché si tratta di un disturbo.

Natalia Piemontese
Natalia Piemontese
Consulente lavoro online e professioni digitali, classe 1977. Sono Natalia, Piemontese di cognome, pugliese di nascita e calabrese d'adozione. Laureata in Scienze Politiche presso l'Università degli Studi di Bari, ho conseguito un Master in Selezione e Gestione delle risorse umane. Mamma bis, scrivo sul web dal 2008. Sono specializzata in tematiche del lavoro, business nel digitale e finanza personale. Responsabile del blog #mammachebrand, ho scritto un e-book "Mamme Online, come gestire casa, lavoro e figli".
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