Pillola anticoncezionale gratis, in questa Regione le ragazze non dovranno più pagare

Pillola anticoncezionale e pillola del giorno dopo distribuite gratuitamente nei consultori alle ragazze tra i quattordici e i diciannove anni che ne faranno richiesta. In una Regione potrebbe presto essere realtà.

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La notizia è di questi giorni e sicuramente non mancherà di sollevare un dibattito acceso all'interno del Paese: il Lazio si appresta a rendere gratuita e reperibile nei consultori, la pillola anticoncezionale per le ragazze dai quindici ai diciannove anni.

Una decisione che va ad inserirsi all'interno di dibattito già di per sé estremamente acceso, come dimostra anche la contestazione a Laura Boldrini durante la manifestazione di Non una di meno, da parte di un gruppo di giovani donne che stava manifestando proprio per l'aborto. 

Pillola anticoncezionale gratuita per le ragazze tra i quindici e i diciannove anni, succede in questa Regione

La notizia riguarda il Lazio, Regione che conferma la sua posizione sul tema dell'autodeterminazione femminile, aggiungendo un tassello importantissimo in quella che è l'educazione sessuale e affettiva dei giovani.

La Regione Lazio infatti, è stata la prima in Italia (cinque anni fa) a introdurre l'utilizzo della pillola abortiva Ru486 direttamente presso il consultorio, eliminando dunque l'ospedalizzazione per le donne che optano per l'aborto farmacologico.

L'assessore alla Sanità D'Amato, ha informato la stampa di voler istituire un tavolo tecnico per consentire alle giovani donne di aver diritto non solo alla visita gratuita presso i consultori, ma anche e soprattutto la possibilità di uscire dalla struttura avendo già in mano la pillola contraccettiva o quella del giorno dopo e non solo la ricetta, come era previsto precedentemente.

Inoltre D'amato, che si è impegnato a reperire i fondi per queste azioni, ha dichiarato che oltre alla novità della pillola anticoncezionale e di quella del giorno dopo, i consultori verranno potenziati per consentire alle giovani donne di poter avere realmente accesso ai servizi proposti.

Un altro tassello su cui si intende lavorare è il potenziamento del personale che negli ultimi anni ha rappresentato un problema serissimo.

La situazione nelle altre Regioni

Ad oggi, le Regioni che forniscono gratuitamente anticoncezionali sono il Lazio, l'Emilia Romagna, la Puglia, Lombardia e Marche anche se in realtà, in Lombardia la situazione sarebbe più complessa, la distribuzione degli anticoncezionali è a discrezione del consultorio.

Eppure, a livello nazionale, la direzione da intraprendere è chiara, nonostante i timori di chi, dopo le elezioni ha paura di veder ridotto il diritto delle donne a decidere per sé stesse; una circolare emanata nel 2020 (ad agosto per l'esattezza), dal Ministero della Salute, prevedeva non solo la gratuità degli anticoncezionali e la fine del ricovero in caso di aborto farmacologico, ma solo due regioni hanno deciso di seguire completamente queste indicazioni, ovvero il Lazio e l'Emilia Romagna.

Nelle altre regioni, la situazione rimane estremamente complessa per le donne che non intendono iniziare o portare avanti una gravidanza.

Infatti, la pillola anticoncezionale rimane categorizzata dall'Aifa come un farmaco per cui non è prevista l'esenzione e dunque rimane a carico della paziente e non del Sistema Sanitario Nazionale.

Particolari criticità per quanto riguarda l'accesso all'aborto e agli anticoncezionali gratuiti si registra in Piemonte, Liguria, Marche e Umbria.

L'Umbria, ha dovuto rendere opzionale il ricovero per la Ru486 ma solo a seguito dell'intervento del Consiglio superiore di sanità, poiche la regione aveva emesso una risoluzione che andava in netto conflitto con la circolare di agosto 2020 del Ministero della Salute.

Piemonte e Liguria hanno invece istituito un fondo pro-vita e relativi sportelli gestiti da volontari in ogni struttura dove è possibile  effettuare l'interruzione volontaria di gravidanza.