Attenzione alla sindrome da immersione: cos'è, come evitarla e quali sono i suoi sintomi

Viene anche chiamata sindrome da idrocuzione: ma cos'è esattamente la sindrome da immersione? E come evitarla? Scoprilo subito leggendo qui.

sindrome da immersione cos'è e come evitarla

Sembra incredibile, ma una rilassante giornata al mare, in alcuni casi, potrebbe trasformarsi in un pericolo: potrebbe manifestarsi un caso di sindrome da immersione. Scopriamo cos’è, quali sono i suoi sintomi e, soprattutto, come evitarla.

Complice anche il caldo africano che, per fortuna, sembra ormai essere un lontano ricordo, sono stati segnalati nel nostro Paese vari casi di sindrome da immersione questa estate.

Questo disturbo, se sottovalutato, potrebbe causare problematiche molto serie; nei casi più gravi, infatti, potrebbe addirittura portare alla morte.

Il rischio lo corrono sia i bagnanti che hanno scelto, come meta delle loro vacanze, il mare. Ma, essendo legata alle immersioni in acqua, il rischio si corre anche in fiumi o laghi.

In questa guida scopriremo insieme tutto sulla sindrome da immersione, cos’è e come evitarla.

Cos’è la sindrome da immersione

Il nome più corretto della cosiddetta sindrome da immersione è “sincope da idrocuzione”. Questa non è altro che una delle cause di malore e di eventuali annegamenti che avvengono quando si fa il bagno al mare dopo mangiato. Non è infatti il bagno in sé o aver mangiato la causa del malore, quanto piuttosto la differenza di temperatura tra il corpo e l’acqua fredda del mare, ma anche di fiumi e laghi.

E anzi, la sindrome da immersione può avere conseguenze spiacevoli soprattutto se si presenta in acqua dolce, dato che la mancanza di sale non aiuta affatto il corpo del malcapitato a galleggiare. In caso di malore, di conseguenza, il potenziale di annegamento è più alto se ci si immerge in laghi o fiumi.

Ma procediamo per ordine, in modo da capire meglio cos’è la sindrome da immersione.

Il fenomeno dell’idrocuzione, tipico soprattutto degli adulti, ma che può manifestarsi anche negli infanti, è causato dall’immersione in acqua. Per questo si parla di sindrome da immersione.

Soprattutto se l’acqua è abbastanza fredda, il nostro sistema nervoso verrà stimolato. In particolare, è il sistema nervoso autonomo a causare tutta una serie di reazioni, tra cui la riduzione del battito cardiaco e il crollo della pressione circolatoria.

Questa sequenza di eventi causa un minor quantitativo di ossigeno al cervello, e la reazione visibile è una sola: la sincope, ossia lo svenimento.

I sintomi tipici

Oltre a capire cos’è la sindrome da immersione è in effetti fondamentale conoscerne i sintomi tipici, per individuare eventuali rischi sul nascere.

L’idrocuzione causa innanzitutto, visibilmente, la perdita di coscienza, che ovviamente è temporanea ma repentina. E questo evento potrebbe comportare rischio di annegamento se il soggetto in piena sindrome da immersione si trova in acqua.

La reazione del corpo che porta il soggetto a perdere i sensi è data, in generale, da una vasocostrizione mediata dal già citato sintema nervoso autonomo e dal tronco encefalico.

E avviene quando il corpo, la cui temperatura di base si attesta tra i 36 ed i 37 gradi, si immerge repentinamente in acque con temperatura comprese tra i 18 ed i 22 gradi.

Prima della perdita dei sensi, il soggetto può riconoscere il sopraggiungere della sindrome da immersione mediante i suoi sintomi tipici.

Innanzitutto, l’offuscamento della vista e dei ronzii alle orecchie, che sono indici dell’abbassamento della pressione. Tale accoppiata di sintomi viene spesso accompagnata da difficoltà respiratorie (dispnea), sensazione di freddo ed eventuale nausea.

In alcuni casi, il soggetto potrebbe lamentare anche dolori al petto prima dell’idrocuzione.

Ecco come evitare la sindrome da immersione

Per fortuna, la sindrome da immersione non è una condizione molto comune. Può pero manifestarsi nelle giornate molto calde, quando la temperatura del corpo è alta mentre l’acqua del mare, del fiume o del lago è abbastanza fredda.

Trattandosi di una condizione che può causare svenimento e conseguente annegamento, è molto importante prevenirne l’insorgenza.

Cerchiamo, quindi, di attuare dei comportamenti che possano evitare la sindrome da immersione: come prevenirla? Il consiglio è quello evitare immersioni repentine.

L’idrocuzione è infatti un fenomeno spiacevole, ma anche semplice da evitare: basterebbe bagnarsi gradualmente varie parti del corpo prima di immergersi del tutto.

In questo modo, la temperatura corporea si ridurrà e la reazione avversa da parte del sistema nervoso autonomo verrà evitata.

 

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