Il primo caso registrato di Vaiolo delle scimmie in Italia risale a maggio 2022, da quel momento i contagi sono saliti e ad oggi sono 505 i casi accertati. Per questo alcuni degli ospedali tra i più rinomati d'Italia, come lo Spallanzani si stanno rendendo disponibili per eventuali vaccini e il ministero pensa già a possibili quarantene.

Queste però, almeno per il momento rimangono solo ipotesi nate da un piano d'azione per cercare di contrastare il più possibile questo tipo di Vaiolo che arriverebbe dopo ormai quasi tre anni di pandemia di Coronavirus.

Ma andiamo con ordine e scopriamo prima di tutto quali sono i sintomi più comuni e come si trasmette il Vaiolo delle scimmie per aiutarci a riconoscerlo in caso di contagio sospetto.

Vaiolo delle Scimmie, crescono i casi in Italia: ecco come riconoscerlo

Sembra che i sintomi del Vaiolo delle scimmie siano simili a quelli della più comune influenza e, a dirla tutta, sono simili anche a quelli già riscontrati nel Covid e nelle sue varianti. I pazienti contagiati infatti lamentano:

  • forte mal di testa
  • febbre
  • dolori muscolari
  • debolezza

Ciò che rende riconoscibile il Vaiolo dalle scimmie e lo differenzia dalla SARS-CoV-2 e dall'influenza sono probabilmente le lesioni cutanee, vescicole che tendono a comparire tendenzialmente attorno alle zone genitali, ma possono manifestarsi per esempio anche sulle mani e sugli arti.

Il Vaiolo delle scimmie si può contrarre il contatto con animali infetti o ovviamente con persone già affette dal virus. Il contagio avviene attraverso il contatto diretto con le lesioni o i fluidi corporei per questo può avvenire anche tramite i rapporti sessuali.

C'è anche la possibilità di venire contagiati anche toccando indumenti contaminati poiché il virus resiste anche su superfici diverse dall'epidermide. 

Le origini del virus

Dopo aver chiarito i sintomi cerchiamo di capire cosa sia il Vaiolo delle scimmie e il perché è sia stato chiamato proprio così. Si tratta quindi di una malattia virale causata da un virus, per la precisione il Poxvirus, che colpisce in modo particolare appunto proprio le scimmie.

Secondo a quanto scoperto dagli esperti si tratterebbe di un virus molto simile a quello che causa il Vaiolo nell'uomo ed entrambi troverebbero la propria discendenza nel Vaiolo bovino.

Il "monkeypox" o MPX non è un virus del tutto sconosciuto. La prima volta che venne identificato pare fu nel 1958 in Europa su scimmie che provenivano dal Sud-Est asiatico. Il virus aveva già dato prova della sua capacità di infettare anche l'uomo in passato, ma mai con un dilagamento tanto ampio come quello che è stato registrato negli ultimi mesi.

I numeri parlano chiaro

Come dicevamo, dal primo caso registrato di un cittadino cileno ricoverato al Policlinico Sant'Orsola in Emilia Romagna dopo aver soggiornato a Madrid, i contagi da Vaiolo delle scimmie sono aumentati arrivando a 505 tra quelli accertati. 

Oltre alla già citata Emilia Romagna, dove stando ai dati diffusi si contano ormai 57 casi, tra le province italiane con pazienti affetti da Vaiolo delle scimmie ci sono il Veneto, con 33 casi, il Piemonte con 18, la Toscana con 17 e il Lazio con ben 104 casi.

I numeri appunto, parlano chiaro. Non si tratta ancora di una vera e propria pandemia come è già successo con il Coronavirus, ma per evitare che possa tramutarsi in tale situazione c'è chi sta già parlando di quarantena.  

Resta solo da chiedersi se gli italiani (e il mondo intero) siano pronti ad affrontare l'ennesimo lockdown dopo tutti quelli avvenuti tra il 2020 e il 2021.