Il vaiolo delle scimmie colpisce ancora, dopo due casi nei giorni scorsi a Padova, anche a Lucca un uomo è stato ricoverato a causa di diversi sintomi, tra febbre ed eruzioni cutanee. Si tratta di un quarantenne che, al momento, è stato rilasciato e posto in quarantena in attesa di guarigione.  Un virus, quello del veicolo, che la comunità internazionale starebbe prendendo sotto gamba, considerando l'allarme più grave costituito dalla crescita esponenziale dei casi di Covid-19. Tuttavia secondo Anthony Fauci, consigliere medico della Casa Bianca, dovremmo tutti prestare maggiore attenzione: 

“Non ne conosciamo ancora la portata e il potenziale ma dobbiamo comportarci come se avesse la capacità di diffondersi in modo molto più ampio di quanto si stia diffondendo in questo momento.”

Queste le sue parole alla cittadinanza americana.

Vediamo allora quali sono i sintomi più comuni per riconoscerlo, come si trasmette e qual è la cura consigliata.    

Vaiolo delle scimmie a Lucca: quali sono le condizioni dell’uomo contagiato 

Da quando è scattato l'allarme vaiolo delle scimmie in Europa i casi hanno raggiunto quota mille, e anche in Italia non sono mancati i contagi. Ultimo in ordine cronologico quello rinvenuto a Lucca, il 16 luglio scorso, dove un uomo di quarant'anni circa è stato messo sotto osservazione e poi rilasciato. Si era recato in pronto soccorso per la comparsa di un sintomo sospetto: eruzioni cutanee in diverse parti del corpo.

Ora l’uomo si trova in quarantena presso il suo domicilio. Le autorità sanitarie stanno provvedendo a contattare amici e colleghi con cui ha avuto un contratto stretto per scongiurare l’ulteriore propagazione del virus.   

I sintomi del vaiolo delle scimmie

Esistono una serie di sintomi e segni tipici che permettono d'individuare se si è stati contagiati da questo tipo di vaiolo. Nell’uomo le sintomatologie più comuni sono le seguenti:

  • febbre;
  • stanchezza e dolori articolari;
  • mal di testa;
  • gonfiore ai linfonodi;
  • eruzioni cutanee su viso, mani e piedi (più comunemente) e altre parti del corpo. 

Quest'ultimo è il sintomo più caratterizzate della malattia, compare dopo circa tre giorni dal contagio in forma di lesioni piatte per poi diventare piene di pus e, solo alla fine, coste che cadono spontaneamente. Le parti del corpo più a rischio sono i palmi dei piedi e delle mani, il viso e l'inguine (interessante anche dall’ingrossamento dei linfonodi). Il malessere dura dalle due alle tre settimane mentre l’isolamento dei contagiati può cessare soltanto dopo che siano cadute tutte le croste e si sia formato un nuovo strato di pelle.  

Come si trasmette e come si cura

La trasmissione del vaiolo delle scimmie avviene principalmente tramite goccioline respiratorie (proprio come il Covid-19) di persone infette o con il contatto con fluidi corporei, in primis sulla saliva. Un veicolo meno potente - ma che non si deve sottovalutare - è il contatto prolungato con oggetti utilizzati dalla persona malata, ad esempio dormire nelle stesse lenzuola o usare gli stessi asciugamani. 

Chi è entrato a contatto con una persona infetta, o ha il sospetto fondato di averlo fatto, deve allertare immediatamente le autorità sanitarie, sottoporsi ai test ed eventualmente trascorrere un periodo d'isolamento.  Per quanto riguarda la cura di questa malattia, ad oggi non ne esiste una ufficiale o specifica. Il trattamento prevede l'utilizzo di diversi farmaci per abbassare la febbre e placare i dolori articolari come Tecovirimat, Cidofovir o Brincidofovir.