Messaggi vocali, arriva il galateo digitale: perchè dovresti evitare di inviarne troppi

Ogni giorno vengono inviati 200 milioni di messaggi vocali su Whatsapp. Ma il galateo digitale suggerisce di mandarne di meno. Ecco perchè.

Con 200 milioni di messaggi vocali inviati ogni giorno attraverso WhatsApp, secondo le statistiche più recenti, non c’è dubbio che questa forma di comunicazione abbia conquistato una larga fetta di utenti.

Tuttavia, gli esperti di comunicazione sollevano serie preoccupazioni sull’impatto che tali messaggi possano avere sulla psiche delle persone.

Non solo: il fenomeno è tale da richiedere una riflessione sul galateo digitale, ovvero su quali siano le regole non scritte ma fondamentali per una comunicazione rispettosa ed efficace.

Messaggi vocali: perché il galateo ci dice di evitarli?

Uno dei fattori più problematici dei messaggi vocali è indubbiamente il contesto in cui possono essere ricevuti. Immaginate di essere in una sala riunioni per un incontro di lavoro di importanza critica.

A un certo punto, il vostro smartphone vibra, segnalando l’arrivo di un messaggio vocale su WhatsApp. Cosa fate? Ignorate il messaggio e vi concentrate sull’incontro, rischiando di dare l’impressione di noncuranza verso l’altra persona? O vi allontanate per un momento per ascoltarlo, interrompendo il flusso dell’incontro e potenzialmente generando una situazione di disagio?

In questo caso, il messaggio vocale diventa un intruso, un elemento che non tiene conto del contesto in cui viene ricevuto e che può creare un notevole grado di imbarazzo o addirittura di stress.

Il problema diventa ancor più acuto se il messaggio viene ascoltato in spazi pubblici come autobus, treni o caffè, dove la privacy è ridotta al minimo e il rischio di disturbare altre persone è elevato.

Un altro aspetto che alimenta la critica è la natura monologica dei messaggi vocali. Quando inviate un messaggio vocale, non state avviando un dialogo; piuttosto, state imponendo un monologo unilaterale – proprio come accade per acluni canali Whatsapp.

In molti casi, questi messaggi sono inviati senza alcuna riflessione sul fatto che l’interlocutore potrebbe essere impegnato, non avere la possibilità di rispondere immediatamente, o semplicemente non essere nel mood giusto per ascoltare un audio.

La questione non è soltanto una di tempismo, ma anche di consenso. In pratica, l’invio di un messaggio vocale – ma anche di videomessaggi istantanei su Whatsapp – non sollecitato può essere visto come un atto che presuppone il consenso dell’altra persona ad ascoltare, e che quindi non tiene conto delle sue circostanze o preferenze.

L’ansia da messaggio vocale

Inoltre, la crescente prevalenza di messaggi vocali ha portato ad una nuova forma di ansia sociale: l’ansia da messaggio vocale. Questo tipo di stress si manifesta quando una persona riceve un messaggio vocale e si sente obbligata ad ascoltarlo e rispondere immediatamente, anche se le circostanze non lo permettono.

In questo modo, quello che dovrebbe essere un semplice strumento di comunicazione si trasforma in un potenziale veicolo di micro-aggressioni digitali, minando il benessere psicologico degli utenti.

Per chi ha difficoltà a digitare, esistono alternative ai messaggi vocali che sono meno invasive e più rispettose del tempo e dello spazio altrui. Ad esempio, il dettato vocale può essere una soluzione efficace.

Con questa funzione, il messaggio vocale viene trascritto, permettendo all’interlocutore di leggerlo quando meglio crede, senza il bisogno di ascoltare un audio.

Messaggi vocali: cosa dice il galateo?

In risposta al crescente utilizzo dei messaggi vocali e alle varie problematiche ad esso correlate, esperti nel campo della comunicazione digitale stanno elaborando un insieme di “regole non scritte”, o galateo, per guidare l’uso dei messaggi vocali in modo più rispettoso ed efficace.

Una delle linee guida fondamentali suggerisce che i messaggi vocali dovrebbero essere inviati solo quando strettamente necessario. Ad esempio, in situazioni in cui il tono vocale può aggiungere un valore significativo al messaggio—come nel caso di auguri per un’occasione speciale o per discutere di questioni complesse che richiedono sfumature emotive.

Un altro punto critico del galateo è l’attenzione verso le preferenze comunicative dell’interlocutore. Se una persona tende a rispondere ai vostri messaggi vocali con testo scritto, questo è un segnale inequivocabile che preferisce la comunicazione scritta.

Ignorare tali segnali e persistere nell’invio di messaggi vocali può essere considerato non solo una mancanza di attenzione, ma anche una violazione implicita del consenso comunicativo. Pertanto, è consigliato adattare il metodo di comunicazione in base alle preferenze evidenziate dall’interlocutore.

Quanto possono durare i messaggi vocali?

La durata del messaggio vocale è un ulteriore aspetto cruciale. L’etichetta moderna suggerisce che i messaggi vocali dovrebbero essere tanto brevi e concisi quanto informativi.

In altre parole, il messaggio dovrebbe trasmettere l’informazione necessaria senza divagare in modo eccessivo. Questa esigenza è stata in parte riconosciuta da WhatsApp, che ha introdotto una funzione che permette agli utenti di ascoltare i messaggi vocali a velocità maggiorate.

Questa funzionalità non è solo una comoda opzione per gli utenti, ma rappresenta anche un riconoscimento implicito del fatto che i messaggi vocali possono essere invasivi e che, quindi, dovrebbero essere resi il meno onerosi possibile per il destinatario.

Nell’era della comunicazione digitale, dove nuove funzionalità e modalità emergono rapidamente, è essenziale avere linee guida che aiutino a navigare il complicato paesaggio della netiquette.

Il galateo dei messaggi vocali è, in questo contesto, un passo avanti verso una comunicazione più consapevole e rispettosa, che tiene conto non solo dell’efficacia, ma anche dell’impatto emotivo e psicologico su chi è dall’altra parte dello schermo.

Francesca Di Feo
Francesca Di Feo
Copywriter SEO e Social Media Manager per piccole e medie imprese, classe 1994. Ho studiato Scienze Politiche e Sociali presso l'Istituto Federico Albert. Grazie al mio ruolo di Project Manager e Writer nell’ambito del programma Erasmus + ho sviluppato un forte interesse sui temi della Transizione Ecologica e Digitale. Appassionata da sempre di scrittura e tecnologia, ho continuato a formarmi autonomamente su come farne un lavoro attraverso il Marketing Digitale. Attualmente sono redattrice per Trend Online e Social Media Manager per due piccole aziende, e sto lavorando per costruire Valade D’Lans, Travel Blog sulle Valli di Lanzo, gioiello montano piemontese.
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