Smartphone vietati nelle scuole elementari e medie: la normativa e le novità dal Ministero

Vietati gli smartphone nelle scuole elementari e medie, anche per scopi didattici. Le nuove linee guida del Ministro Valditara.

Arriva una nuova stretta sugli smartphone a scuola. In particolare, parliamo di nuove restrizioni per gli alunni delle scuole elementari e medie, previste dalle nuove linee guida sull’educazione alla cittadinanza, per i quali l’utilizzo del cellulare in classe sarà limitato, anche per scopi didattici.

Ad anticipare la nuova stretta è il ministro Valditara che, già nel 2022, aveva fatto diffondere una circolare in cui si ribadiva l’importanza di lasciare lo smartphone fuori dalla classe.  

Parliamo di un argomento delicato e su cui si continua a discutere: se da un lato lo smartphone può diventare facilmente elemento di distrazione – nonché di tensione nel rapporto docenti e alunni – dall’altro è importante riflettere sul valore dell’utilizzo didattico del cellulare anche nel quadro del Piano nazionale scuola digitale e degli obiettivi della cosiddetta cittadinanza digitale.

Stop agli smartphone nelle scuole elementari e medie: sì ai tablet per uso didattico

Il Ministro Valditara ha fornito alcune anticipazioni sulle linee guida sull’educazione alla cittadinanza, attualmente in fase di elaborazione, nelle quali sarà presente la seguente frase:

È opportuno evitare l’utilizzo dello smartphone (cellulare) nelle scuole d’infanzia, primarie e secondarie di primo grado.

L’utilizzo improprio del cellulare è, in effetti, una questione sulla quale non ci si può non esprimere, né tanto meno voltarsi dall’altro lato. Sempre più studenti, anche delle elementari e delle medie, concepiscono lo smartphone come strumento entrato appieno nella vita quotidiana, anche a scuola.

Ma se è vero che le nuove tecnologie possono rivelarsi estremamente utili a scuola, lo è anche che l’utilizzo improprio degli smartphone a scuola, può diventare, nel rapporto con i docenti, un elemento di tensione che in alcuni casi porta all’aggressione del personale scolastico.

Meglio evitare gli smartphone in classe, dunque, per il ministro Valditara, mentre l’utilizzo del tablet è concesso, sempre se persegue obiettivi didattici e di inclusione.

Divieto smartphone in classe: meno di un Paese su quattro lo vieta

Come ricorda il ministro Valditara, l’Unesco ha già raccomandato il divieto di smartphone in classe. La motivazione alla base di tale raccomandazione sta nel fatto che il cellulare possa incidere sul rendimento scolastico, dal momento che vale come elemento di distrazione, alimenta la tensione tra studenti e docenti, compromette la memoria e ha un impatto negativo sulla concentrazione degli alunni.

Leggi anche: Denunciabile o no, ecco quando gli insegnanti possono ritirare il cellulare a uno studente

Meno di un paese su quattro vieta lo smartphone in classe. Nel 2018 la Francia ha stabilito il divieto per le scuole elementari e le medie, seguita da altri paesi come la Svezia, la Finlandia e l’Olanda.

Le regole sull’uso dello smartphone in classe

Le nuove linee guida non si discostano da quanto già ribadito anche in passato. Come già accennato, nel 2022 il ministro Valditara aveva già diffuso una circolare in merito.

È anche vero, però, che il Ministero può fornire raccomandazioni, ma gli Istituti godono pur sempre di autonomia. D’altra parte, almeno per quanto riguarda le scuole medie, l’attenzione sull’utilizzo dello smartphone è alta.

Secondo un sondaggio di Skuola.net, infatti, circa il 90% degli studenti della scuola secondaria inferiore parlano della presenza di specifiche regole sull’utilizzo dello smartphone nel proprio Istituto, anche se si parla di sole regole orali.

3 studenti su 4 devono rispettare la regola di non poter utilizzare lo smartphone, nemmeno per scopi didattici, per tutto l’orario delle lezioni, tenendolo nello zaino, spento. Un 15%, invece, deve consegnarlo direttamente all’ingresso a scuola.

Più difficile, invece, ragionare sull’estensione del divieto nelle scuole superiori. Questo perché, da un lato, le regole ufficiali sono più rare e, in secondo luogo, perché pochi sono gli studenti che si preoccupano di tenere il cellulare spento, a meno che non sia il docente a richiederlo espressamente.

Le opinioni sul divieto smartphone a scuola

A condividere l’idea del ministro Valditara è anche la responsabile scuola di Forza Italia, Valentina Aprea, la quale asserisce che smartphone e tablet hanno sicuramente permesso di favorire una didattica digitale al passo coi tempi, ma che ben si discosta dall’utilizzo dello smartphone per scopi ludici a scuola:

Dare l’indicazione alle scuole di concordare con le famiglie il divieto di utilizzo dello smartphone a scuola può essere sicuramente d’aiuto ad un apprendimento avanzato anche sul piano tecnologico ma privo di distrazioni che, come sostiene il ministro Valditara, riducono l’attenzione degli studenti.

Il sindacato DirigentiScuola, pur essendo d’accordo con le motivazioni alla base di tale divieto, lancia l’avvertimento sull’importanza di non fare passi indietro sul digitale nelle scuole:

Il vero pericolo è lasciare il digitale fuori dalla scuola. Bisogna distinguere: un conto è l’uso improprio della tecnologia, un altro è la scelta consapevole delle tecnologie.

 

 

 

Federica Antignano
Federica Antignano
Aspirante copywriter, classe 1993. Curiosa di SEO, trascorro la maggior parte del mio tempo a scrivere, in ogni sua declinazione. Mi sono diplomata in lingue presso il liceo statale Pasquale Villari di Napoli. Ho inizialmente lavorato in una start up, cominciando a scrivere per vendere e ora continuo ad affinare le mie capacità attraverso corsi e tanti tanti libri sulla pubblicità e sul digital marketing. Con il tempo ho scoperto anche l'interesse verso lo scrivere per informare e questo è il motivo per cui oggi sono felice di far parte del team di redattori di Trend-online.
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