A quanto pare il sipario sui bonus ristrutturazione non è ancora stato calato del tutto e la partita si riapre con l’ultimo percorso di approvazione della Legge di Bilancio 2022.

Al momento, come è ormai ben noto, il testo del disegno di legge, ora sotto l’esame del Senato, ha allungato i tempi di scadenza del Superbonus 110%, ma in modo del tutto inaspettato e deludente. Cooperative ed edifici condominiali godranno infatti dell’agevolazione con sconto pieno fino alla fine del 2023, mentre le villette al momento usufruiranno del Superbonus 110% fino a fine 2022 e solo se appartengono a proprietari il cui ISEE non ecceda i 25.000 euro annui.

Tuttavia, arrivano indiscrezioni importanti dalla Commissione Finanze della Camera secondo cui si starebbe valutando l’ipotesi di emendare il testo della Legge eliminando il requisito ISEE per le villette.

Quello che invece per ora sembra rimarrà invariata è la data di scadenza e la progressiva discesa della detrazione del Superbonus 110%, che dal 2024 offrirà uno sconto non più del 110%, ma del 70% e l’anno dopo del 60%. 

Altra importantissima notizia circa il Superbonus 110% arriva poi con l’arrivo del decreto anti-frode perché questo in qualche modo va ad influire sull’utilizzo dei bonus ristrutturazione e cambia il regolamento in materia di visto di conformità.

Infine, arriva la risposta ad un'interrogazione parlamentare che detta i requisiti per poter mantenere la detrazione concessa da questa agevolazione anche dopo la scadenza, se i lavori non sono ancora conclusi, e per la quale si stabilisce che il Sal debba essere almeno al 30%.

Vediamo quindi quali modifiche e cambiamenti si prospettano per l’agevolazione ristrutturazione maggiore nel panorama italiano, cioè il Superbonus 110%.

Cosa dice il testo della Legge di Bilancio 2022 sulla proroga del Superbonus 110%?

Partiamo da quella che è la situazione attuale, cioè il calendario delle scadenze così come è fissato nel testo della Legge di Bilancio 2022 fino adesso.

Per quanto riguarda cooperative e condomini queste fruiranno del Superbonus 110% con detrazione piena fino al 31 dicembre 2023 e poi inizierà la lenta e progressiva diminuzione degli importi che scenderanno al 70% di copertura nel 2024 e poi al 60% nel 2025.

Il problema più grande però è rappresentato dagli edifici unifamiliari, per cui il Superbonus 110% fissava già una scadenza anticipata rispetto agli altri edifici, ovvero al 30 giugno 2022. Questi in un primo momento sono stati completamente esclusi dalla proroga, poi con una serie di rimaneggiamenti al testo della Legge di Bilancio 2022 si è scelto di portare per loro la scadenza al 31 dicembre 2022, ma con requisiti aggiuntivi.

Poiché durante il tempo della proroga, ovvero da luglio a fine dicembre 2022, avranno diritto a richiedere il Superbonus 110% per ristrutturare un edificio unifamiliare solo i proprietari con un reddito ISEE non eccedente i 25.000 euro. 

La proroga del Superbonus 110% potrebbe cambiare ancora, via il tetto ISEE

Stando alle dichiarazioni del Deputato Giovanni Currò (M5S), membro della Commissione Finanze alla Camera verrà proposto per la Legge di Bilancio, che sia avvia all’iter conclusivo e agli ultimi emendamenti al testo, l’abolizione della norma ISEE che vincola le villette al limite di reddito di 25.000 euro, con il Superbonus 110% che per questi edifici resterà più breve, con termine fissato al fine 2022, ma potrebbe non avere requisiti di reddito per accedervi.

In sostanza la partita riguardo la proroga del Superbonus 110% non è ancora conclusa ei prossimi sviluppi sono attesi a breve.

In ogni caso, a prescindere dai requisiti di reddito o meno, quel che è chiaro è che se sarà proposta l’abolizione del limite ISEE per le villette, per tali edifici la scadenza del Superbonus 110% è comunque prevista in tempi brevi.

Nuovi requisiti che riguardano lo stato di avanzamento lavori (Sal) per il Superbonus 110%

A questo punto resta da chiarire uno dei problemi che si pongono per gli edifici unifamiliari e cioè quali sono i requisiti per mantenere la detrazione concessa dal Superbonus 110% nel caso in cui i lavori non siano ancora terminati al momento della scadenza. 

Fatto salvo che la normativa lascia aperta la possibilità di pagare in anticipo i lavori e poi terminarli, un'interrogazione parlamentare chiarisce che se al momento della scadenza dell’agevolazione lo stato di avanzamento lavori (Sal) è almeno al 30%, allora sarà possibile portarli a termine in un secondo momento.

Insomma, se il Sal è al 30% allora non c’è nessun termine specifico entro cui finire i lavori, cioè non c’è una data, ma essi devono obbligatoriamente essere portati a termine e non possono rimanere incompiuti o si decade dal beneficio.

Cambia il regolamento del visto di conformità per il Superbonus 110% con il DL 157/2021

Ma un'altra grande novità, che riguarda tanto il Superbonus 110%, quanto gli altri bonus ristrutturazione, è l’arrivo del decreto anti-frode, come viene chiamato per le sue finalità il DL 157/2021. Questo va in effetti ad intervenire sulla normativa delle agevolazioni e a complicarle in qualche modo, perché da adesso in poi sarà richiesto di presentare il visto di conformità a prescindere da quale modalità di utilizzo si scelga, cioè sia con la detrazione Irpef, che per il Superbonus 110% avviene in cinque anni, sia con sconto in fattura e cessione del credito.

Tale modifica ha lo scopo di eliminare il problema dei furbetti, cioè di quanti utilizzano in modo illecito le agevolazioni statali, soprattutto quelle come bonus facciate e Superbonus 110% per cui non sono previsti limiti all’importo coperto.

La questione circa il nuovo rapporto tra visto di conformità e bonus ristrutturazione e ampiamente illustrato nel video YouTube a cura di Procida Vivone & Partners:

  

Superbonus 110% 2022, continuano sconto in fattura e cessione del credito 

In compenso, in questa miriade di novità arriva almeno una buona notizia certa, ovvero viene confermata la possibilità di utilizzare il Superbonus 110% nei prossimi anni non solo con la detrazione Irpef, con cui si anticipano i costi e poi si ottiene indietro l'importo come sconto sulle tasse, ma anche con sconto in fattura e cessione del credito, cioè con la possibilità che sia l’impresa ad anticipare i costi.

Per la prima volta questa possibilità è stata aperta ai beneficiari del Superbonus 110% con il Decreto Rilancio, perché prima di ciò l’agevolazione non era molto usata. Questo perché il Superbonus 110%, alla stregua del bonus facciate, permette interventi di riqualificazione energetica (Ecobonus) e recupero del patrimonio edilizio (Sismabonus), cioè ristrutturazioni enormi e troppo costose perfino perché i costi possano essere anticipati e poi restituiti come sconto sulle tasse in cinque anni.

Spunta il Superbonus 80%. Chi sono i destinatari della nuova agevolazione?

Concludiamo con un’altra novità questa volta in cui sono coinvolte le strutture turistico ricettive per cui nasce il Superbonus 80%.

Tali edifici non ammessi al beneficio del Superbonus 110% possono ora però beneficiare di un'agevolazione nata apposta per loro e finanziata con la dotazione del Recovery Fund.

Un Decreto sancisce infatti che tali edifici abbiano a disposizione un credito d’imposta con cui avere un finanziamento pubblico pari all’80% dei costi spesi per le ristrutturazioni volte alle riqualificazioni energetiche della struttura, le operazioni di digitalizzazione e la costruzione di piscine ed impianti termali. Tale agevolazione entrata in vigore con apposito Decreto sarà attiva almeno fino al 2024.